La cultura del mangiar bene, riscoprire i sapori legati alle sane tradizioni

Al di sopra delle teorie più originali e fantasiose è un dato reale quello che ha visto negli ultimi anni una riscoperta dei sapori legati alle antiche tradizioni gastronomiche e culturali di un paese ricchissimo di prodotti genuini ed unici, rilanciato proprio da quella voglia di mangiar bene degli italiani, stanchi del logorio della vita moderna che ha prodotto effetti devastanti, costringendoli ad orari sballati, ingorghi caotici, giornate snervanti condite solo da tazzine di caffè espresso ed orrendi snack tappabuchi, autentico cibo spazzatura.

Mangiar bene per vivere meglio è ormai lo slogan più ripetuto, o, ancor di più, come afferma anche Manuel Vazquez Montalban nelle sue Ricette Immorali: “Mangiare bene, e bere ancor meglio, rilassa gli sfinteri dell’anima, sconvolge i punti cardinali della cultura repressiva e prepara alla comparsa di una comunicabilità che non va sprecata”.

Una copiosa letteratura sull’argomento ha invaso le librerie ed altrettante trasmissioni televisive ripropongono, ad ogni ora, consigli per una migliore alimentazione da opporre allo strapotere del fast food.

L’argomento si presta a mille sfaccettature poiché molte rimangono le curiosità che ognuno di noi vorrebbe approfondire magari chiedendo lumi proprio a coloro che sono stati capaci di far diventare professione una grande passione.

A quali “ricette” alternative si ispirano i rappresentanti della sapiente e complessa arte del cucinare per diffondere uno stile di vita particolare, che mira al piacere del palato?

La riscoperta di “metodologie” tradizionali nel fare la spesa, come i classici mercati del contadino, tanto cari alle nostre mamme, il ripristino di coltivazioni biologiche, di prodotti locali, ridefiniti a chilometro zero, potranno modificare le nostre abitudini negative?

La piaga dell’obesità, in continua crescita tra la popolazione, specie giovanile, potrà essere contrastata dall’insegnamento sin dai banchi di scuola di una sana cultura alimentare?

Un fenomeno che negli ultimi anni si è andato diffondendo, grazie anche alla incredibile capacità di creare opinione, offerta dalla rete internet con i social network, è stato quello legato al moltiplicarsi di siti di informazione e guide che permettono di recensire locali di ogni genere con giudizi che riescono a coinvolgere anche altri utenti, innescando una sorta di cassa di risonanza capace di aiutare anche il locale ad acquisire nuova clientela. Una recensione positiva riesce a funzionare molto meglio di una campagna pubblicitaria, sempre con le debite constatazioni di trasparenza ed onestà che qualche volta vengono travisate dai soliti “furbetti” con recensioni “ingannevoli”.

La capacità di saper leggere tra le righe, per valutare la reale certificazione del giudizio, spetta sempre e comunque al lettore attento e capace nell’individuare il posto giusto anche attraverso la propria esperienza ed il proprio istinto.

L’alimentazione presenta varie problematiche che dovrebbero far riflettere ognuno di noi su quanto sia imprescindibile monitorare il modo in cui gli alimenti arrivano sulla tavola, da quella di casa al ristorante doc, dalla mensa aziendale al fast food. Dall’azienda di produzione al commercio al dettaglio. Per una reale tutela della salute.

Il primo accorgimento fondamentale per assicurare al consumatore la genuinità di ciò che acquista arriva proprio dal controllo delle fasi di produzione dei cibi. I vantaggi sono garantiti se all’interno di ogni azienda alimentare vengono effettuati tutti i controlli igienico-sanitari: dall’analisi degli alimenti, alle indagini adeguate sui processi di produzione e sui prodotti stessi. Tutti passi basilari per assicurare una corretta alimentazione. In definitiva l’importanza di scelte alimentari corrette per tutelare la qualità della nostra vita ad ogni età è un tema sul quale siamo tutti d’accordo. Scelte che devono essere sostenute dalla fedeltà sicura degli alimenti per garantire la salubrità in ogni momento del percorso, denominato filiera agroalimentare, che li porterà ad essere gustati.

Gli ultimi periodi, condizionati dal ritrovato desiderio di “risparmiare” hanno rilanciato una forma “ridotta” di catena alimentare, cosiddetta “filiera corta”, ovvero una catena che opta per una diminuzione dei passaggi che un alimento deve compiere prima di essere acquistato, una modalità di commercio che permette di fare la spesa direttamente da chi produce gli alimenti ed essere così più sicuri dell’origine e della genuinità di quello che mangiamo. Il consumatore del Ventunesimo secolo è sufficientemente consapevole di ciò che acquista e mangia ma non per questo può permettersi di rinunciare alla totale trasparenza informativa in merito alla sicurezza e salubrità degli alimenti. Gli ultimi casi di “truffe alimentari” hanno rinnovato la necessità di una capillare normativa che regolamenti la sicurezza dei prodotti alimentari, rendendo ancor più severa ed esplicativa letichettatura, per informare debitamente sulla tracciabilità e composizione di ciò che si acquista. Da una recente ricerca IPSOS emerge che l’84% degli italiani legge con grande attenzione le date di scadenza e le etichette, con particolare riguardo per i prodotti freschi come latte, yogurt, e carne. Tre le priorità standard che determinano gli acquisti: convenienza, qualità e quantità, seguite dalla sostenibilità, il 59% predilige infatti prodotti di confezioni che rispettano l’ambiente.

Argomenti che Cronaca Oggi Quotidiano proverà a sviluppare chiedendo il parere di alcuni “professionisti” del mondo gastronomico, chef, maestri pasticceri e/o proprietari, che un giorno dopo l’altro testano sulla loro pelle tutte le problematiche legate al settore della ristorazione, importante e vitale ramo produttivo della nostra economia, per conoscere opinioni, esperienze, storie di vita, critiche e proposte, su come vivere o, anche, semplicemente, sopravvivere in tempi di crisi.

Di Michele Minnicino 70 Articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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