Giustizia telematica 2.0, gli avvocati chiedono un “Processo amministrativo più rapido e meno costoso”

“Il processo amministrativo va semplificato e ulteriormente accelerato. E’ nell’interesse di tutti: magistrati, avvocati e parti. Una causa deve garantire giustizia in un tempo ragionevole e non può trasformarsi in una rendita per l’avvocato. Occorre tagliare tempi e costi”.

L’avvocato Mario Viviani, presidente di Solom (Società Lombarda degli Avvocati Amministrativisti), descrive così la filosofia alla base del protocollo processuale di diritto amministrativo che sarà presentato durante il convegno “Per un giudizio amministrativo effettivo ed efficace. Limiti del sistema e proposte operative”, di lunedì 20 giugno, nella doppia sede dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università dell’Insubria di Como. Un incontro con obiettivi molto pratici: il “patto” che sarà sottoposto agli avvocati servirà a favorire la maggiore efficienza e utilità della giustizia amministrativa, che dal 1° luglio darà il via al sistema di giustizia telematica 2.0, che vedrà anche l’introduzione del fascicolo elettronico.

Una novità importantissima, come potrà migliorare il procedimento?

Avv. Mario Viviani
Avv. Mario Viviani

“Consentirà agli avvocati, – spiega Viviani, – di avere a disposizione sul proprio computer tutti gli atti del procedimento, senza il bisogno di rivolgersi ogni volta alla Cancelleria del Tribunale. Il fascicolo digitale migliorerà la qualità del lavoro e al tempo stesso favorirà la brevità degli atti, visto che non sarà facile inviare documenti troppo pesanti. Questo, giocoforza, obbligherà ad affinare le doti di sintesi. Ne gioverà l’intero procedimento e i giudici avranno una visione più chiara della causa. Non solo, di riflesso anche la Pubblica Amministrazione sarà spinta ad adottare un linguaggio più semplice. Insomma, ne uscirà un processo più trasparente”.

 

Tempi duri in vista per i tecnicismi legalisti?

“La digitalizzazione impedirà di divagare e del resto anche il nostro protocollo mira a semplificare i passaggi. Ad esempio, proporremo di assegnare la fase istruttoria a un componente del collegio giudicante: una figura che agevoli agevoli la completezza degli atti, in modo che la fase dibattimentale sia completa, senza elementi mancanti che quando emergono portano a inevitabili lungaggini”.


Il protocollo sarà presentato insieme a Una, l’Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti, che affronterà il tema a livello nazionale.

Avv. Umberto Fantigrossi
Avv. Umberto Fantigrossi

“La lunghezza dei processi è un argomento che tocca tutti e noi avvocati abbiamo il dovere di dare il nostro contributo per migliorare la situazione – sottolinea il presidente, avvocato Umberto Fantigrossi – Possiamo, prima di tutto, prestare più cura nella stesura degli atti: scrivere meno e meglio. Basta con il “legalese”, che complica solo le cose. Inoltre occorre ottimizzare l’organizzazione del lavoro dei magistrati. Siamo in tempi di risorse scarse e di organici ridotti, ma siamo convinti che si possa fare comunque meglio. Ad esempio affidando al giudice monocratico certe materie, penso all’accesso agli atti e alle ottemperanze. Poi si potrebbe rendere completamente informatico il processo in alcuni casi: io mando il mio ricorso e qualcuno mi risponde, senza passare per forza dal dibattimento. Questo consentirebbe di tagliare i tempi e smaltire gli arretrati”.

 

 

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