La disfatta pasquale del Catania e la ricerca di un senso da parte degli “ostinati” tifosi rossazzuri

Come commentare una disfatta che ha preceduto di poche ore il ritorno delle campane alla libertà di batacchio per “suonare a Gloria” nel ricordo di quella Resurrezione, che dà significato alla Pasqua cristiana?

Il cantautore dice: “Voglio trovare un senso a questa sera [non riferendosi alla Pasqua, ovviamente; n. d’a.] / Anche se questa sera un senso non ce l’ha //…Voglio trovare un senso a questa storia / Anche se questa storia un senso non ce l’ha…”, ecc. Il “Blasco” in questo suo testo, sembra ricercare spiragli di soluzione, di speranza, come ho sempre fatto io nei riguardi di questa squadra; ma “questi” sono più forti di te: sono in grado di ammazzartela dentro, inesorabilmente, la speranza. Ma loro passano, la speranza rimane.

Le urla di mister Pulvirenti (Ph. Calciocatania)

Gli spettatori superstiti, “ostinati”, urlavano ogni sorta d’improperio (da cui mi dissocio) agli undici in campo. E li hanno fischiati all’ingresso per il secondo tempo (altra cosa da cui mi sono dissociato), sino a quando si sono levati degli insulti, tipo «Cosentino, pezzo di …» che, di primo acchito, mi erano sembrati diretti a qualcuno degli ospiti, che – invero – se ne “catafottevano” (come direbbe “qualcuno”) e continuavano a menar le danze indisturbati. Mi è sembrato di capire (aiutato dall’uso del “singolare”) che il destinatario non fosse presente ma andava cercato altrove (a Miami?). E nel triste passato. Dopo un po’, il bersaglio è diventato Pulvirenti. Anche in questo caso, qualche dubbio sarebbe potuto sorgere… O, forse, no; anche stavolta il predestinato sembrava non essere quel “malcapitato” (in tutti i sensi) “uomo in panchina”. Certo, anch’egli, mettendoci la faccia e, continuando a dichiarare cose che ormai ai più sembrano sconclusionate, può alimentare qualche dubbio; mah… Dico “sconclusionate” nel senso di “senza conclusione”, senza – cioè – quell’esito desiderato che sembra tramontato.

L’esordio del giovane Di Stefano (Ph. Calciocatania)

Ci sarebbe anche da capire il perché degli infortuni “muscolari”, come quello occorso stavolta a Gil (minuto 75); Ventrone se n’è andato da tempo… Né in campo i “nostri” mostrano una condizione atletica consona, paragonabile a quella degli avversari. Non mi pare che riescano mai ad “anticipare”, non vincono quasi mai i contrasti, di testa – poi – non ne parliamo.

La mia convinzione è che il virus risieda nella situazione economica, in quella sensazione d’incertezza serpeggiante, che travalica anche le acrobazie di Lo Monaco. I nodi, venuti man mano al pettine, sembrano non del tutto sciolti. Questi problemi del passato condizionano fortemente il presente e la loro soluzione non è agevolata dal trauma in atto nei rapporti con tanta parte della tifoseria. In tale situazione, seppur non condivida le scelte radicali dei sostenitori, mi pongo anche la questione dell’atteggiamento dell’altra parte. È stato tenuto il contegno adeguato? A ciascuno il compito doveroso dell’autoanalisi.

Gli auguri amari del Calcio Catania

 E, vista la temperatura, è scelta produttiva quella di mantenere la “Giornata rossazzurra” (con la sospensione degli abbonamenti)? In tal caso, è timore fondato che quella col Cosenza sia stata l’ultima partita del campionato per quasi tutti gli abbonati e che – malgrado il divieto (opportunamente) imposto alla tifoseria ospite  – il Siracusa non avvertirà la sensazione di giocare fuori casa. E il Catania… pure… Puah! Intanto, Monopoli. Buona Pasqua.

 

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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