Al Teatro Greco Romano di Catania, da domani al 28 Maggio, la pièce itinerante “Troiane, canto di femmine migranti”, elaborazione di Nicola Alberto Orofino

Dedicato alle tragedia delle popolazioni sradicate dalle proprie terre ed in particolare al calvario delle donne, spazzate via dai venti di guerra. È il terzo spettacolo della rassegna “Altrove”, promossa dal Teatro Stabile di Catania nei luoghi storici della città per riflettere sui grandi temi della società civile. Di donne deportate, offese nel corpo, piagate nell’anima, parla “Troiane, canto di femmine migranti”, elaborazione drammaturgica di Nicola Alberto Orofino che cura anche la mise en espace ospitata negli ambulacri del Teatro Greco Romano, dal 18 al 21 e dal 25 al 28 Maggio. Il cast annovera Egle Doria, Silvio Laviano, Luana Toscano, Alessandra Barbagallo, Lucia Portale, Marta Cirello. Costumi e scene di Vincenzo La Mendola, assistente alla regia Gabriella Caltabiano, produzione “La Bottega del pane”, in collaborazione con il Teatro Stabile etneo.

Alcuni protagonisti dello spettacolo (Ph. Gianluigi Primaverile)

“In questo mondo – afferma Nicola Alberto Orofino nelle note di regia – c’è sempre una guerra. Non fa più notizia. E la guerra, si sa, si nutre d’indifferenza, apatia, cinismo. Le conseguenze sono sempre le stesse, mi soffermerei su quella più immediata: si scappa da un posto di guerra verso un posto in cui non c’è guerra. E quando il posto verso cui si scappa è casa nostra? Non ci piace per niente. Perciò una guerra non fa notizia, ma discutere sulle sorti dei suoi rifugiati fa tuonare i mass media”.
La riflessione di Orofino guarda al presente, ma parte dai grandi testi classici. “Nelle Troiane di Euripide, donne vittime di guerra attendono con dolore straziante la loro infima assegnazione come schiave ai vincitori. Quel dolore di ieri rivive oggi e sempre. E il dolore di chi non ha più niente, di chi ha perso la dignità, gli affetti, la propria terra. Quella terra che non esiste più, il cui nome è stato rimosso. Troiane, come donne e uomini di oggi, che devono ricostruire tutto, con quella debole forza di chi è stato cancellato”.

“Il lavoro – conclude Orofino – si inserisce nel solco dell’attività che io assieme ad attori come Egle Doria e Silvio Laviano, da sempre attenti alle sfide che la società ci impone, abbiamo svolto negli ultimi anni: ri-leggere i classici al fine di ri-interpretarne il carico di possibilità tematiche e valoriali che sono in grado di sprigionare. Attraverso una storia “antica” che è patrimonio della cultura universale, la mise en espace prova a parlare agli uomini e alle donne di oggi e del nostro territorio, porta meridionale di quel faticoso progetto politico che si chiama Europa, territorio di scambi e ponti, di scontri e divisioni, ma anche di integrazione fra culture spesso in antitesi. L’arte del teatro mi sembra la più legittimata a riflettere su tutto ciò, perché è arte della contemporaneità fra chi produce relazioni e chi usufruisce di quel rapporto. Non intendiamo in alcun modo fornire risposte o soluzioni, ma accendere la miccia della consapevolezza, della critica, del ragionamento attorno ad un tema che ci tocca tutti nella nostra dignità di esseri umani. Un intento ambizioso, ma che riteniamo essere un urgente contributo nell’ottica della ricostruzione di nuove fondamenta civiche”.

Una scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

IL PERCORSO ITINERANTE

La mise en espace sarà itinerante in 7 stazioni. In ogni stazione è previsto o un monologo o una scena di 10/11 min. Il pubblico entrerà in gruppi da 15 spettatori ogni 15 min. (l’entrata del primo gruppo è alle ore 20:15, l’ultima alle 21.30 per un totale di 6 gruppi di pubblico). In ognuna delle stazioni il monologo o la scena recitata, l’interprete, potrebbero cambiare, di modo che ogni percorso sarà diverso (il percorso delle 20:15 sarà diverso dal percorso delle 20:30, che sarà diverso rispetto a quello delle 20:45 e così via… così lo spettatore che volesse tornare a vedere un’altra replica di “Troiane, canto di femmine migranti” in un orario diverso, si troverà di fronte ad una rappresentazione in parte o del tutto differente).

Teatro Greco Romano (Ph. Gianluigi Primaverile)

LA SCHEDA

“Troiane, canto di femmine migranti”

rielaborazione drammaturgica da Troiane di Euripide e Iliade di Omero

Mise en espace ed elaborazione drammaturgica a cura di Nicola Alberto Orofino

Con Egle Doria, Silvio Laviano, Luana Toscano, Alessandra Barbagallo, Lucia Portale, Marta Cirello, Valeria La Bua

Costumi e scene di Vincenzo La Mendola

Assistente alla regia Gabriella Caltabiano

Foto di Gianluigi Primaverile

Produzione La Bottega del Pane in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania – Rassegna “Altrove”

Teatro Greco Romano, dal 18 al 21 e dal 25 al 28 Maggio, ore 20.15

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