La comunità parrocchiale “Santa Maria di Monserrato” ha festeggiato mons. Alfio Barbagallo

“Santa Maria di Monserrato” di Catania

La grande comunità parrocchiale “Santa Maria di Monserrato” di Catania ha festeggiato con affetto e riconoscenza mons. Alfio Barbagallo, amato parroco da ben 47 anni, nella fausta ricorrenza del 50° di ordinazione sacerdotale partecipando numerosa, la sera della solennità liturgica dei Santi Pietro e Paolo Apostoli, alla solenne veglia di preghiera con cui padre Alfio, commosso, ha reso grazie al Padre, al Figlio e al Santo Spirito, con la Madonna “Morena de la Sierra”, per quanto ha ricevuto in dono dal Signore in mezzo secolo di ministero pastorale “a servizio di Gesù e dei fratelli”.

   Alla successiva solenne concelebrazione della santa messa giubilare si sono associati il vicario generale dell’arcivescovo metropolita mons. Salvatore Gristina e moderatore della Curia arcivescovile dell’Arcidiocesi di Catania, mons. Salvatore Genchi il quale, a conclusione della Liturgia Eucaristica, ha rivolto un breve e toccante messaggio di augurio al carissimo confratello giubilato, e diversi sacerdoti, oltre a dieci diaconi permanenti in abito liturgico con le mogli, ordinati durante il periodo di direzione, quale delegato arcivescovile, del Corso Teologico “Sant’Euplio” per la formazione ai ministeri e al diaconato.

Mons. Alfio Barbagallo

 Mons. Alfio Barbagallo, nato a Zafferana Etnea il 3 agosto 1943, ha frequentato il Seminario arcivescovile dei Chierici di Catania, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1967 a Catania dall’arcivescovo cistercense mons. Guido Luigi Bentivoglio, ha conseguito la licenza in Teologia con specializzazione in Pastorale alla Pontificia Università Lateranense di Roma e, prima di essere assegnato alla parrocchia “Nostra Signora di Monserrato”, è stato per due anni parroco nella parrocchia “Santa Maria del Carmelo” in Santa Venerina-Bongiardo. Nominato prelato d’onore di Sua Santità il 21 maggio 1999, fino al 2002 è stato il primo direttore del Corso “Sant’Euplio”.

Antonino Blandini

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