“La Rinuncia. Dio è stato sconfitto?”, Fabrizio Grasso commenta l’evento del secolo

Con un volumetto prezioso, agile e ricco di suggestioni e di riporti giornalistici, Fabrizio Grasso commenta l’evento del secolo, che ha stravolto la storia millenaria della Chiesa, a seguito della “Rinuncia” al Papato con le dimissioni di Papa Benedetto XVI, il quale dall’11 febbraio 2013 è divenuto “Papa emerito”.

Il pamphlet “La Rinuncia. Dio è stato sconfitto?” edito da Algra editore nella collana “Interim” ha una prefazione del giovane avvocato rotale Fabio Adernò, amico e compagno di Liceo di Fabrizio Grasso, il quale nei tre capitoli analizza prima l’evento delle dimissioni, presentando una cronaca ragionata degli ultimi giorni del pontificato di Benedetto XVI; quindi approfondisce il dibattito sulla presenza contemporanea di due Papi, con l’inedita situazione nella Chiesa universale.

L’autore prende in esame la relazione tra potere temporale e spirituale in Occidente, correlata a due concetti fondamentali della filosofia politica quali Autorità e Sovranità; osserva, analizza e descrive l’ampliamento a dismisura del secolarismo e della crisi della teologia politica sulle tracce del “pensiero politico” di Carl Schmitt, al quale egli stesso in passato ha già riservato un denso volume.

La recente dichiarazione dell’ex presidente del Senato, Marcello Pera, e le espressioni di Papa Benedetto XVI in occasione della morte del cardinale Joachim Meisner, rimettono inevitabilmente la Rinuncia del 2013 al centro del dibattito dentro e fuori la Chiesa, e sono indicative dell’attuale e profonda crisi teologica e politica della Chiesa.

L’agile pamphlet di Grasso, descrive l’irrequieta atmosfera che si respira nella società e nella Chiesa e come si legge nella prefazione: “Il suo è un contributo intellettuale a una questione che tutt’oggi affascina, appassiona e preoccupa teologi, canonisti, storici, di certo non impassibili alla Renuntiatio Papae».

La Rinuncia, come fatto storico, viene letta con categorie depotenzianti, ma teologicamente potrà essere l’icona di una dimensione mistica che, come citato nella prefazione, attualizza una regola dell’Imitazione di Cristo, “abbandonare se stesso e ogni cosa e porsi all’ultimo posto”.

Le acute suggestioni speculative di Fabrizio Grasso si innestano nel dibattito culturale che caratterizza la società contemporanea in costante ricerca di una nuova identità, essendo venuti meno i punti fermi di riferimento che nei secoli ne hanno garantito la struttura e l’impianto organizzativo.

Gli eventi storici di questo terzo millennio disegnano una società diversa da quella precedente ed il nuovo volto della Chiesa, che si intende ridisegnare appare ancora come il negativo di una pellicola, che porta ancora impresso sullo sfondo il panorama del passato.

Giuseppe Adernò

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