Riflessioni calcistiche e non solo…di fine Luglio, aspettando un anno rossazzurro in controtendenza

Non avendo la cogenza di raccontare qualcosa ogni giorno e non essendo un riferimento “ufficiale” (essendo, cioè, ignorato dall’“ufficialità”) posso – in sintonia con il direttore che mi pubblica (e con il “non accredito”) – distendere lo sguardo e l’attenzione con quel distacco che non mi fa sussultare né se l’arrivo di un qualsiasi calciatore (tra cui, la “gallina” – termine evocativo – “gollifera” promessa) sembri cosa fatta né se sia dichiarato come “saltato”.

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Al momento, m’infiammano maggiormente (ciascuna con il segno positivo o negativo che provoca) le vicende della Messaggerie Volley promossa in A2 (che ha rinnovato il contratto a un giovanotto che conosco – Andrea Torre – e che mi piacerebbe veder giocare con maggior continuità), il calcio femminile (con le conseguenze della difficile programmazione), le strabilianti imprese di Paolo Pizzo e gli attuali “rallentamenti” di Rossella Fiamingo (di entrambi mi dichiaro ammiratore).

L’abbonamento al calcio di Serie C (come ho sempre scritto: chiamiamo le cose con il loro nome, perbacco!) sì, credo proprio che lo rinnoverò; anche se non sarà scritturato Lionel Messi, se mancano incentivi per i sottoscrittori storici, se si insiste sulla “giornata rossazzurra, se dovrò ancora sopportare pioggia e sole negli occhi, se non potrò adeguatamente programmare i miei fine settimana, ecc. …

Il direttore Lo Monaco, con il nuovo allenatore Lucarelli ed il nuovo staff (Ph. calciocatania)

Speriamo che sia finalmente un anno in controtendenza! Speriamo, soprattutto, che questo toscanaccio (Lucarelli) riesca a dare alla squadra il gioco che ultimamente – bisogna, ahimè, dirlo – le è mancato, con una difesa più ermetica e meno soggetta a naufragi sulle palle che spiovono (sia attive sia inattive), un centrocampo degno di lodi (di là dalla maiuscola che sembra, comunque, manna piovuta cielo), un attacco sveglio ed efficace.

Sui nomi di chi rimane, di chi torna e di chi arriva c’è tempo per pronunciarsi. Sembra di primaria importanza, invece, che alle falde dell’Etna le vicende societarie non stiano avendo il sopravvento come accade altrove.

Proto – lì, dov’era stato accolto come un redentore – si è trasformato in poche settimane in fuoco fatuo e la squadra peloritana, puff, sprofondata. A Palermo (rosanero retrocessi in B) Zamparini, facendo il gioco delle tre carte, minaccia persino la Serie C, mentre imperversa un malcontento più aspro di quello che da noi non è ancora del tutto sopito.

Dare il merito a qualcuno? Esimersene sarebbe poco onesto. I problemi sono esistiti e sono stati affrontati, esistono e dovranno essere affrontati; non si può non tenerne conto. L’Amarissimo che – secondo un famoso slogan pubblicitario – fa benissimo, quando ricorre all’“ammuina” (termine, guarda caso, di origine partenopea), lo fa con abilità consumata e opportunamente. Dal punto di vista degli interessi societari, ovviamente; ma questo è il suo compito.

Credo che il valzer dei nomi, praticato in questa fase, sia funzionale al buon esito delle trattative; anche se non essendo un ballo solistico (vi partecipano pure giornalisti, procuratori e altri soggetti non disinteressati) può produrre qualche effetto indesiderato.

Avere messo sinora Lucarelli in condizione di schierare una squadra “credibile” mi pare un ottimo risultato. Se, poi, vogliamo dimenticare da dove veniamo (e considerare come “di un altro pianeta” le vicende dei “cugini”), possiamo anche rizzare il naso. A me sembra inopportuno e prematuro.

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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