Il Catania vince a Brindisi con la Virtus Francavilla, i ricordi del ’77, il ritorno dell’Atletico ed il pensiero alla gara con l’Andria al “Massimino”…volando basso

Festa rossazzurra per la vittoria in trasferta (Ph. calciocatania)

Domenica scorsa il Catania ha giocato a Brindisi per indisponibilità del campo di Francavilla Fontana. Nella città adriatica il Catania, tra le cui file militava anche Gigi Chiavaro, aveva vinto per uno a zero quasi quarant’anni prima, il 6 novembre 1977. Quel campionato di Serie C ebbe un epilogo amaro che stavolta non può ripetersi. Con la bella terra salentina, patria di due grandi del teatro contemporaneo (Carmelo Bene ed Eugenio Barba), ho avuto un rapporto interessante e non brevissimo. Vi ho soggiornato per quattro mesi, a metà degli anni Settanta, a spese dello Stato (caserma Nacci) su via Monteroni, a Lecce. Mandato a far la guardia a una casermetta di Brindisi, fui sconvolto dal maresciallo che ci intimò la massima attenzione e la cura degli aspetti formali “perché, di là dal mare il nemico (l’Albania, allora “rossa”) ci osservava”. Brundisium, più che divisioni, evocava legami con l’Oriente, punto d’arrivo della via Appia, porto (la porta) da cui si partiva per la Grecia ed oltre…

Una domenica sono a “Campie” (Campi Salentina, città natale di Bene) insieme alla fidanzata, conosciuta a Torino, e alla sua famiglia, quando mi ricordo che a Brindisi avrebbe giocato il Catania e, con infinita sfacciataggine, propongo di fare “un salto” allo stadio. Si va (io, “papite” e tu…). Erano altri tempi: non esistevano le “gabbie” per i tifosi ospiti né le tessere “del tifoso”. Arriviamo appena in tempo per l’inizio e ci fanno pure i biglietti ridotti. Il Catania soffre, soffre, soffre… I nerazzurri locali, che schierano un ventenne Gigi De Canio, giocano a tiro a segno contro l’inespugnabile porta difesa da un altro Gigi, Muraro. Al ventitreesimo minuto Adelchi Malaman (che mi pare fosse capitano; 4 reti in tutto il campionato) da centrocampo fa partire il pallone che termina la sua corsa scivolando – fra incredulità e gelo – indisturbato in rete. Distinguo nettamente un fischio dell’arbitro e vedo che tutti si dirigono verso il centro campo. “Realizzo” che eravamo passati in vantaggio e, d’impeto, faccio per saltare e urlare, senza riuscirci… perché energiche mani – da dietro – mi appiccicano alla gradinata. Perfettamente “in bambola”, distinguo dei sussurri all’orecchio: «Ma ti vo fari ammazzari? No viri ca nuautri semu muti…». Unica vittoria del Catania a Brindisi sino a domenica scorsa… Ah, ah, ah… E io c’ero!

Bucolo, Lodi, Biagianti e Di Grazia (Foto Calciocatania)

Quando leggo frasi del tipo «Il Catania ora si scopre imbattibile – Lucarelli ha un rullo compressore» (Corriere dello Sport), faccio rispettosamente gli scongiuri alla maniera che l’amico (e spesso sodale di stadio) Roberto rimarca con fraterna ironia…

È vero che D’Agostino (allenatore) e Agostinone (giocatore) sono stati notevolmente ridimensionati; è vero che la “virtuosa” legione palermitana (Prestia, in primis; quello che nella scorsa stagione giocava col Catanzaro e che, espulso al Massimino, urlò “Forza Palermo”) è stata regolata secondo i meriti, ma andiamoci piano! La partita con l’Andria, terza pugliese di fila, dev’essere affrontata con la stessa umiltà delle due precedenti e, possibilmente, conclusa in analoga maniera; per ripetere la volta dopo – e così fino all’ultimo – lo stesso invito a volare basso.

Cercando di capire (sovente, trovo saggia l’esortazione “parla come mangi”) il significato dell’espressione «Fly down», usata da Lucarelli (cui, nelle intenzioni, non posso che dare  ragione) in un “social”, ho trovato: «…è la traduzione letterale di “vola basso”; però, in inglese non esiste questo significato idiomatico: se ci si rivolge a qualcuno dicendogli «fly down», questi penserà di avere la patta dei pantaloni aperta…» (http://blog.terminologiaetc.it/2017/02/08/origine-pseudoanglicismo-fly-down/).

Nel frattempo ricompare l’Atletico

Giancarlo Travagin, nuovo patron di questa società dalle gloriose origini lentinesi, ha dichiarato: «…L’altro club di Catania è in C ma noi presto lo raggiungeremo perché il mio motto è: “Masticare il marmo per sradicarlo”. Sono un sognatore ed ho una mia visione del mondo e questa avventura a Catania non sarà fuoco di paglia”…» (cfr.: «http://www.itasportpress.it/escl-itasportpress1/atl-catania-travagin-a-isp-dopo-tacconi-altri-arrivi-saremo-il-chievo-di-verona-presto-derby-col-catania/?refresh_ce-cp»). Sono per il pluralismo, anche nel calcio, e nulla ho contro l’esistenza in una stessa città di più squadre. Si possono sognare i fasti del Chievo o guidare l’Internapoli… Nulla quaestio! Del summenzionato signore si è detto che è un imprenditore siculo-lombardo (o veneto) ma non è stato precisato se si tratti dello stesso personaggio che da tanto tempo opera in politica (prima, con la vecchia DC e, adesso, con “Alleanza democratica”, di cui – se si trattasse della stessa persona – sarebbe il presidente; cfr.: «http://www.alleanzademocratica.eu/alleanza-democratica/il-presidente»). È strano, però, che certi fatti accadano poco prima di elezioni importanti (le regionali, in sostanza adesso, e le nazionali prossime venture)!

Siccome qui trattiamo solo (?) di calcio, ci limitiamo ad augurare che l’inseguimento duri tanto, che il “raggiungimento” avvenga, eventualmente, in serie A e – solo allora – che vinca il migliore! Intanto (e sempre): Forza Catania.

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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