Con “Alle Armi” di Antonella Caldarella, al “Roots” di Catania, un teatro magico e visto dalla prospettiva dei giovani

Una scena di "Alle Armi" (Foto di Cristina Iacona)

La novità “Alle Armi” di Antonella Caldarella, autrice, attrice e regista catanese, ha inaugurato lo scorso fine settimana, alla Sala Roots di Catania, in via Giuseppe Borrello 73, la terza edizione della rassegna “Underground rivers” – Flussi teatrali nel sottosuolo cittadino che, prodotta da Teatro Argentum Potabile,  privilegia la drammaturgia contemporanea, con testi originali di autori viventi del Sud Italia proposti da gruppi teatrali indipendenti.

I protagonisti in scena (Foto di Cristina Iacona)

Il testo, scritto nel 2017, porta avanti – come sottolinea la stessa Caldarella -una linea poetica, già iniziata con il precedente lavoro “Tempo non Tempo,” utilizzando forme di Teatro popolare come “cavallo di troia” per contenuti metafisici e politici che tendono a scuotere le coscienze ed a stimolare i cambiamenti di prospettiva.

Monica Santonocito (Ph. Cristina Iacona)

Lo spettacolo, per circa 60 minuti, diretto dalla stessa autrice, su un impianto scenografico surreale, da favola  magica, vede protagonisti quattro giovani e dinamici interpreti (Andrea Cable, Noemi Arena, Giulia Cannavò e Monica Santonocito) che introducono e guidano il pubblico – a gruppi – dividendo poi gli spettatori in uomini e donne, in soldati e bambole. Accade quindi che lo spettatore, tra maschere e specchi, re e regine, servi e padroni,  assiste ad una autentica chiamata alle armi e viene coinvolto in prima persona per dare il ritmo ai combattenti. Sempre il pubblico si ritrova poi ad essere scrutato, analizzato, con delle riflessioni o disgressioni sul teatro e sull’interscambiabilità dei ruoli, a teatro come nella vita, ieri come oggi. Insomma in  un mondo parallelo, in un regno fatato e fantasioso, gli spettatori sono coinvolti in un percorso, in uno spazio magico, in cui i pensieri, le affermazioni dichiarate si incrociano con le riflessioni.

Noemi Arena in scena (Ph. Cristina Iacona)

Nella pièce quindi un teatro osservato da una dimensione “altra”, letto ed interpretato da una ventata di gioventù dalle idee chiare.  Un luogo insolito dove i ruoli si confondono, dove il rito teatrale si fa gioco e le domande sono tante. Uno spazio popolato da spettatori – viaggiatori incuriositi ed inquieti, in cui si agitano, si interrogano, scrutano ed analizzano, soldati e principi, regine, servi e padroni, mentre il tempo scorre…

Le musiche dello spettacolo sono di Einsturzende Neubauten, The Ex, Sutari e le scene e costumi di Roberta Cannavò, Serena Catella e Denise Falco.

“Alle Armi” si rivela spettacolo innovativo, insolito ed accattivante ed alla fine riscuote i consensi di un attento pubblico che apprezza la straordinaria vitalità giovanile in scena e la fantasiosa messa in scena e regia di Antonella Caldarella. Sono previste repliche alla Sala Roots il 14 ottobre alle ore 21.00 ed il 15 alle 18.30.

Giulia Cannavò (Ph. Cristina Iacona)

La rassegna “Underground rivers” – Flussi teatrali nel sottosuolo cittadino, dopo “Alle Armi” proseguirà il 19 Novembre con la Compagnia ‘Teatro dei Tre Mestieri’ di Messina con il monologo del giovane autore calabrese Domenico Loddo “Il Signor Dopodomani”. Il 25 Febbraio toccherà alla Compagnia Santina Porcino con “VINA FAUSA in morte di Attilio Manca” di Simone Corso ed infine a Marzo chiusura con il monologo comico “Uomo maturo”, all’insegna dell’ironia inglese con Steve Cable.

Il progetto Teatro Argentum Potabile è nato nel 1997 da una idea di Steve Cable e Antonella Caldarella e da allora ha prodotto 13 spettacoli teatrali, 12 dei quali basati su testi originali.

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