La Compagnia Zappalà in tournée in Cina il 10 e l’11 Novembre con “La Nona (dal caos, il corpo)”, progetto di Nello Calabrò e Roberto Zappalà

"La Nona"-Ph. Serena Nicoletti

La Compagnia Zappalà Danza il 10 e 11 Novembre sarà in Cina, a Xi’an con “La Nona (dal caos, il corpo)”, spettacolo recentemente sold out al Teatro Comunale di Bologna per tre repliche consecutive e già premiato da Danza&Danza Spettacolo Italiano dell’anno 2015. La Compagnia è stata invitata dal Xi’an Quijang Philarmonic Artistic Creation LTD, con sede al Xi’an Concert Hall, ad inaugurare il nuovo Teatro d’Opera Shaanxi Grand Theatre di Xi’an – città nota in quanto sede dell’esercito di terracotta – , teatro con una sala da 2000 posti. La Nona è il programma di punta del 1° Xi’an International Dance Festival. Per la tournée la compagnia è sostenuta dal MIBACT, che ha riconosciuto un importante contributo per il rimborso dei voli internazionali e trasporto scene.

10 – 11 Novembre | Teatro d’Opera Shaanxi Grand Theatre, Xi’an (Cina)

Compagnia Zappalà Danza

LA NONA

/ dal caos, il corpo

3° step del progetto Transiti Humanitatis

un progetto di Nello Calabrò e Roberto Zappalà

musiche Ludwig Van Beethoven | Sinfonia n. 9 op. 125

nella trascrizione per due pianoforti di Franz Liszt

coreografie e regia Roberto Zappalà pianoforte Luca Ballerini e Stefania Cafaro controtenore Riccardo Angelo Strano

interpretazione e collaborazione alla costruzione i danzatori della Compagnia Zappalà Danza:

Maud de la Purification, Filippo Domini, Alain El Sakhawi, Marco Mantovani, Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Camilla Montesi, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Ilenia Romano, Ariane Roustan, Valeria Zampardi

testi a cura di Nello Calabrò

scene, luci e costumi Roberto Zappalà

Il progetto Transiti Humanitatis è una produzione: Compagnia Zappalà Danza / Scenario Pubblico international choreographic centre Sicily in collaborazione con: ImPulsTanz – Vienna International Dance Festival (Vienna) Teatro Comunale di Ferrara, Teatro Garibaldi / Unione dei Teatri d’Europa (Palermo) Teatro Massimo Bellini (Catania), con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Siciliana Ass.to del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo.

“La Nona”- Ph. Serena Nicoletti

PREMIO DANZA&DANZA 2015 “Produzione Italiana dell’Anno”

La Nona, terzo capitolo del progetto Transiti Humanitatis, ideato da Nello Calabrò e Roberto Zappalà e vincitore del Premio Danza&Danza 2015 (Produzione Italiana dell’Anno).

La versione musicale scelta da Zappalà non è quella originale per coro, solisti e orchestra ma la bellissima trascrizione per due pianoforti di Liszt. In scena insieme ai due pianisti Luca Ballerini e Stefania Cafaro e ai dodici danzatori della compagnia, Zappalà inserisce – a sottolineare l’intensità e lo scambio tra musica/danza, danzatori/musicisti – anche un controtenore, Riccardo Angelo Strano.

Dopo la messinscena di Béjart del 1964, Roberto Zappalà si misura con questa imponente partitura, poco frequentata dall’arte di Tersicore. Sempre a partire dal corpo e dalle sue “storie”, Zappalà propone una riflessione sull’uomo e sull’umanità; sulla sua condizione di perenne conflitto e sulle speranze di solidarietà e fratellanza universale.

“L’umanità in transito è un’umanità in movimento; movimento è il contrario di immobilità, di immutabilità, di idee assolute e di assenza di dubbio. Il movimento è laico, come lo spirito di Beethoven e della sua musica. E la laicità del pensiero e dei comportamenti è alla base della creazione. L’umanità che danza nello spettacolo si sviluppa da un processo di accumulazione, da un caos primordiale (come dice il compositore Sciarrino a proposito del primo movimento della sinfonia), da una pluralità di intrecci e microstorie conflittuali e “negative”, che sfociano, nella seconda parte, nella pacificazione dell’adagio e nella gioia finale del quarto movimento. Accostarsi alla Nona di Beethoven, anche in questa versione da “camera”, è accostarsi alla Musica per eccellenza. E se la musica non può fare a meno del silenzio, il silenzio è anche il primo e ineludibile passo dell’ascolto e quindi del riconoscimento dell’altro; e il riconoscimento reciproco dell’altro è la via per la pacificazione sperata da Beethoven. Ai tempi del compositore con mondo e umanità si intendeva qualcosa di meno unificante di oggi. Anche se la musica della Nona è universale, “questo bacio vada al mondo intero” dice un verso dell’inno di Schiller, il “mondo” era, più o meno, l’Europa, post congresso di Vienna, che veniva fuori dalle distruzioni delle guerre napoleoniche. Oggi il mondo è globalizzato, è se c’è una divisione planetaria, è, brutalmente, con il mondo arabo/mussulmano. La pacificazione universale alla quale aspirava Beethoven, se fosse vivo oggi, andrebbe in questa direzione. Forse, mai come oggi, dal dopoguerra, c’è la necessità che “questo bacio vada al mondo intero”. (Roberto Zappalà)

“Era il primo concerto di musica classica che veniva ospitato in quel paese (Ghana). Duemila spettatori. e cinque o dieci che avevano studiato a Londra e avevano ascoltato qualcosa. Per la prima volta potevo parlare con persone che non avevano mai ascoltato una nota della nona sinfonia di Beethoven: dopo il concerto ho chiesto l’oro come l’avessero trovata, e uno mi ha risposto cosi: Ho avuto la percezione che stesse dichiarando qualcosa di grande importanza per l’umanità. Non so trovare una migliore definizione della musica di Beethoven”. (Daniel Barenboim)

Premio Danza&Danza 2015 a La Nona, le motivazioni della Commissione:

“Opera significativa perché idealmente viene a colmare anche la distanza tra la sua sede operativa Scenario Pubblico e l’istituzione tradizionale della città, il Teatro Bellini ove ha debuttato con grande successo, La Nona firmata da Roberto Zappalà per la sua bella compagnia è l’ultima impegnativa tappa del processo di maturazione artistica di un autore che da sempre usa la danza per riflettere sull’esistenza e sui valori dell’umanità. Il sommo Beethoven tra- scritto per due pianoforti da Liszt, fa da cornice e nume tutelare a questa per- lustrazione intorno alla parola “amore” e alla parola “fratellanza” affidata alla danza energica, rigorosa, strutturata di Zappalà, capace di vibrare di chiaro- scuri energici e espressivi e comunicare così emozioni e turbamenti.

Dal caos in cui l’umanità ha mosso i primi passi fino all’armonia universale di un Amore celebrato senza generi e limiti, Zappalà ci suggerisce che al di là di tutto solo per il fatto che esistiamo in quanto “corpi” e spirito, si realizza il senso della vita e la necessità di una fratellanza che accomuna tutti. Un messaggio su cui riflettere ora più che mai”.

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