Tra il frastuono delle elezioni regionali e le due vittorie in tre giorni, con nove reti, del Catania…

Due vittorie in tre giorni per il Catania (Ph. calciocatania)

Abbiamo vintoooo! Chi degli eletti e dei loro elettori non grida così? Che, se poi la lista da cui si “proviene” non ha vinto una “cicca”, poco conta… Lo gridano persino i perdenti…

Eravamo andati a votare – sì, perché appartengo a quelli che l’hanno fatto –soddisfatti e speranzosi… calcisticamente. Alla fine, per quanto mi riguarda, abbiamo perso tutti. Abbiamo perso “contro” quel 53/54% che non è andato a votare e che, a sua volta, ha perso ancor di più, rendendo democraticamente discutibile il titolo a governare di chi del “residuo” 46/47% vanta solo una fetta non più larga del terzo. Aritmeticamente, quanto fa un terzo del 47%? Dice “quello” disinteressatamente: «le leggi sono queste»! Sì ma chi le ha fatte simili leggi? Compresa quella – inqualificabile! – con la quale si dovrà andare a votare per il Parlamento nazionale?

Voto in Sicilia

Sicuramente, non amici del popolo e della democrazia; gente che, pur di esercitare un potere sempre più assoluto (e “indiretto”) s’ingegna a disamorare il popolo (sovrano, a parole) dall’esercitare il sacrosanto diritto di essere rappresentato.

Nel frattempo il professor Leoluca Orlando (palermitano) è andato a Roma dal presidente Mattarella (palermitano, recente firmatario del c. d. “Rosatellum”) a presentare un’iniziativa sui pupi siciliani (di Cuticchio; ovviamente, anch’egli palermitano, seppure “di qualità”). Occorreva, forse, rendere più esplicito il concetto di “pupi e pupari” al Quirinale!

In verità, vincenti stavolta sono il Calcio Catania e i suoi seguaci, dopo due vittorie, nove reti e tanto bel calcio (frammisto a qualche amnesia) messi assieme in tre giorni…

Delle segnature qualcuna è stata davvero pregevole; senza togliere meriti ad alcuno (meriti, stavolta, di tutti) spiccano le due “perle” di Di Grazia che a me non ricordano “l’uomo dell’uccellino”, bensì Roberto Baggio.

Andrea Di Grazia

Non mi ritengo un “Bastian contrario” aggiungendo l’avverbio “pacatamente” all’aggettivo “soddisfatto” per quanto visto al Massimino contro il Bisceglie e in TV contro La Paganese. Secondo il mio umile avviso, questo Catania è “normale”, è – cioè – quello che avrebbe dovuto essere (anche per espressa dichiarazione dei diretti responsabili) e che ci si attendeva. Quello di Reggio ci assomigliava nella prima parte; ma non riuscendo a recapitare alcuno dei 314 “inviti”, si è trovato al termine doppiamente perforato e affondato.

È piuttosto “anormale” speculare sul misero golletto, confidando nella tenuta difensiva e nella buona disposizione del portiere che, quando si annoia per la troppa inoperosità, si prende il lusso, di trasformarsi in “fantasista”. Bravo, Pisseri, ma curati anche delle nostre coronarie!

Sono innaturali le sconfitte al 1111° minuto, come appunto quella di Reggio, quando persino i “battellieri dello Stretto” aspettavano di vedersi arrivare il pallone “spazzato” fuori dallo stadio dai difensori etnei… Per non parlare dell’indimenticabile esperienza con i lentinesi.

Oggi risulta indigesto e illogico, che il Lecce, sconfitto, anch’esso spietatamente (tre a zero; 9 settembre), abbia cinque, dicasi cinque, punti in più (seppur con una gara in più).

Il 4-1 con il Bisceglie (Ph. calciocatania)

A chi come me si occupa anche di musica, Bisceglie evoca le tante volte che i chitarristi hanno suonato per il Centro Magma brani di Mauro Giuliani, importante musicista nato, appunto, nella cittadina pugliese il 27 luglio 1781 e morto a Napoli l’8 maggio 1829. Fece in tempo a comporre – vivente ancora l’autore – brani ispirati a opere di Bellini, le cui registrazioni si trovano facilmente in “rete”; tra esse quelle del “nostro” Davide Sciacca. I chitarristi siciliani Michele Gagliano e Massimo Genovese suonano da decenni proprio sotto la denominazione di “Duo Giuliani”.

Altra musica a Pagani… Verrebbe la tentazione di usare il diminutivo… Della cittadina campana era originario, per parte di padre, Franco Califano; mentre in essa ha soggiornato lungamente Alfonso Maria de’ Liguori autore, tra l’altro, cui si deve “Tu scendi dalle stelle”; la squadra ha, infatti (ma non giurerei su un tale nesso), come simbolo, una stella su campo azzurro.

Tornando a ciò che sarebbe potuto essere e non è stato o, se si preferisce, a ciò che non sarebbe dovuto accadere e, invece, è accaduto, l’“oracolo” recita: «inutile piangere sul latte versato». E siccome il latte è prezioso (anche nei suoi derivati) l’importante è non sprecarne più.

Umiltà, determinazione e perseveranza non sono in contraddizione con l’autostima, ricordano soltanto che le basole di via Crispi non sono state ancora riparate… E che Crispi inizia con la “C” come Catanzaro…

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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