Emozioni, attualità e tutto esaurito all’Ambasciatori di Catania per le repliche della commedia musicale “I Promessi Sposi- Amore e Provvidenza”, diretta da Alessandro Incognito

La locandina

L’avevamo seguita ed apprezzata – per il suo coraggio e per le sue dimensioni di opera imponente – dalle prime rappresentazione nello scorso Aprile e non potevamo mancare di rivederla nelle repliche al Teatro Ambasciatori di Catania che si sono concluse, anche stavolta con unanimi consensi, lo scorso fine settimana. Ci riferiamo alla commedia musicale, “I Promessi Sposi- Amore e Provvidenza”, prodotta da Poetica Eventi S.r.l., società che ha rilevato, da oltre due anni, la gestione dell’Ambasciatori.

Si tratta di una operazione ben congegnata e soprattutto imponente come cast, mezzi ed attrezzatura. Una grande produzione che non ha nulla da invidiare alle commedie musicali che girano in lungo e largo l’Italia. Notevole è stato il coraggio della produzione nel voler proporre come commedia musicale il capolavoro manzoniano del quale è stato riproposto l’originale ed avvincente intreccio, aggiungendo emozioni, passione – grazie ad un cast affiatato, scatenato – e che ha consegnato al pubblico una edizione dei “Promessi sposi” moderna, accattivante e con un taglio cinematografico.

Una scena de “I Promessi Sposi”

Una operazione quella di Poetica Eventi S.r.l. che meriterebbe ancora delle repliche magari in tutta la Sicilia, per poi approdare nei vari teatri nazionali. Apprezzabile nei due atti – che si seguono tutti d’un fiato, per l’evolversi continuo della vicenda – la regia, lineare e scorrevole di Alessandro Incognito che sulla scena è un convincente Renzo, sempre pronto a sfidare i bravi di don Rodrigo e le difficoltà della vita in nome dell’amore per la sua Lucia, resa con grande presenza scenica da Maria Cristina Litrico. Convincenti le prove attoriali, canore e danzanti da parte del cast di giovani talent. Detto dei due protagonisti, Renzo e Lucia, resi con grande fierezza da Alessandro Incognito e da Maria Cristina Litrico, da ricordare poi il pavido don Abbondio di un convincente Franco Colajemma, la saggia e divertente Perpetua di Laura Giordani, la monaca di Monza di Grace Previti, il possente Innominato di Emanuele Puglia e il Rodrigo di Carmelo Gerbaro ed ancora il Fra Cristoforo e cardinale Borromeo di Giuseppe Bisicchia, il Griso di Nicola Costa, l’Azzeccagarbugli con la voce di Cosimo Coltraro, l’Agnese di Alice Ferlito e poi Antonella Leotta, Giovanna Manola, Bruno Gatto ed un gruppo di affiatatissimi ed indiavolati ballerini e cantanti che si sono davvero superati.

Apprezzabili nel lavoro la supervisione alla regia di Gisella Calì, la direzione musicale di Lilla Costarelli, le coreografie di Erika Spagnolo, le scenografie di Gaetano Tropea, il videomapping di Riccardo Guttà, i costumi realizzati da Giulia Riga, Shirley Campisi e la collaborazione di Rosy Bellomia.

Renzo e Lucia nella commedia musicale

Nel complesso di una messa in scena sicuramente da lodare e da applaudire – come ha fatto il pubblico presente anche nelle ultime repliche – ricordiamo, come punti cardine un capolavoro croce e delizia di milioni di studenti, le peripezie ed il travaglio esistenziale dei due protagonisti ed innamorati, il dramma psicologico della monaca di Monza, le paure del povero don Abbondio, l’arroganza del Griso o di don Rodrigo o la celebre conversione dell’Innominato, che incrociano, come nella vita di tutti i giorni, il male, la cattiveria, il dolore con l’amore, la fede e la purezza di un sentimento. Il tutto tra giochi di luce, canzoni emozionanti, coreografie ed effetti scenici senza, ripetiamo, snaturare il linguaggio poetico e teatrale del Manzoni.

Un lavoro corale, di squadra di alto livello, che ha saputo proporre in modo innovativo, moderno, altamente spettacolare un testo manzoniano tutt’altro che semplice, coinvolgendo nei due atti anche lo spettatore più pigro e distratto, emozionando con una storia d’amore eterna come quella di Renzo e Lucia, divertendo e commuovendo giovani e meno giovani.

Il lavoro, ricordiamo che è stato premiato come Spettacolo dell’anno dall’Accademia di Belle Arti di Catania “per aver saputo raccontare, senza nessuna artificiale sovrastruttura, il dramma contemporaneo dei personaggi delineati dal Manzoni con un linguaggio moderno e dal forte impatto emotivo”.

di Maurizio Sesto Giordano 341 Articoli

Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, collabora da oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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