Come far decollare la raccolta differenziata in città? Se lo chiede il presidente della Commissione al Bilancio, Vincenzo Parisi

Raccolta differenziata in via Imbriani

Come si può fare la raccolta differenziata a Catania? Bella domanda, soprattutto perchè a farsela, ogni giorno, sono migliaia di cittadini. Persone che per differenziare si ritrovano a dover affrontare disagi e problemi di ogni tipo; a cominciare dall’assoluta mancanza, in troppi quartieri, dei centri di raccolta specializzati. Palazzo degli Elefanti non può sempre puntare il dito contro la carenza di coscienza civica da parte di qualche maleducato. Occorre, al contrario, farsi un bell’esame di coscienza e capire in che modi e in che termini si può aumentare i livelli di recupero di carta, alluminio, vetro e plastica.

Sacchetti di spazzatura non raccolti

In qualità di amministratore di questa città e di presidente della Commissione al  Bilancio, Vincenzo Parisi, si domanda chi debba monitorare il buon andazzo della differenziata? Chi debba provvedere ai controlli sullo stato delle campanelle e delle oasi ecologiche? Chi deve attivarsi verso una politica virtuosa che inizi nelle scuole? Chi, infine, deve strutturare dei controlli a campione sulla differenziata quartiere per quartiere? Domande assolutamente legittime che Parisi vuole porre al primo cittadino di Catania con il preciso obiettivo di fornire un quadro esaustivo di un problema atavico per il capoluogo etneo. La sensazione tra i cittadini, infatti, è che andando avanti sempre per tentativi non si riesca mai ad imboccare la strada giusta. Nel territorio di “Borgo-Sanzio” le incognite, legate alla raccolta differenziata, sono ancora troppe così come il malumore tra gli utenti. Bisogna, quindi, avviare un processo pilota che sia strutturato in ogni minimo dettaglio altrimenti, a maggio, saremo ancora qui a confrontarci con occasioni perdute e idee mai realmente decollate.

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