La bizzarra avventura di due “Muraturi”, testo di Edoardo Erba, al Centro Zo di Catania, regia di Emanuela Pistone

Domenico Gennaro e Giampaolo Romania in scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

Il Centro Culture Zo di Catania ha ospitato lo scorso fine settimana “Muraturi”, brillante e poetico testo di Edoardo Erba, tradotto in catanese e diretto da Emanuela Pistone, per il quinto appuntamento con il Teatro Mobile. La produzione è di Isola Quassùd. La regista catanese Emanuela Pistone traduce in dialetto catanese e dirige la celebrata pièce di Edoardo Erba e lo spettacolo, in due atti di circa 80′, vede protagonisti sul palco, nei panni dei due muratori, Domenico Gennaro e Giampaolo Romania, accompagnati da Pamela Toscano. Ad emergere, oltre che il contenuto intrigante ed accattivante del testo di Erba, è la prorompente vitalità e capacità interpretativa degli attori che incuriosiscono e divertono lo spettatore, sollecitato dal linguaggio e dalle bizzarre battute dei due protagonisti.

I due “muraturi” in scena (Foto Gianluigi Primaverile)

Proprio a Catania due muratori, Turi e Cosimo, devono chiudere nottetempo, con un muro, il palcoscenico di un teatro in disuso per consentire l’ampliamento abusivo del supermercato confinante. Ma, a metà dell’opera succede qualcosa che li trasporta in una realtà diversa da quella che loro vivono tutti i giorni.  Il testo pone in evidenza due muratori dai caratteri opposti e complementari: Turi, il più giovane e determinato, che sogna un futuro da imprenditore di una società per rimuovere gli spurghi e pensa a pagare le rate del camion con cui si avvierà la nuova attività e Cosimo, il più anziano, che non tiene tanto al riscatto sociale e che si è rassegnato al suo ruolo. Turi ha scelto di badare alla famiglia, Cosimo invece preferisce mantenersi libero da legami.

Pamela Toscano in scena (Ph. Gianluigi Primaverile)

I due si ritrovano in un teatro abbandonato, il cui palcoscenico deve diventare il deposito di un supermercato. Turi e Cosimo lavorano di notte, perché non hanno i permessi, parlano del più e del meno, di donne, birre, cantieri, ma improvvisamente a spezzare, a sconvolgere il loro tran tran, prima all’uno poi all’altro, appare una figura eterea, delicata, quasi un fantasma, che rappresenta il luogo stesso, l’inquieta signorina Giulia del dramma di Strindberg, che vorrebbe fuggire con Cosimo. Lo sgomento suscitato dall’apparizione di Giulia svela ai due amici muratori una dimensione ignota, li spinge oltre il muro, nel cuore vivo della scena, aiutandoli a ripensare alla loro dimensione di vita, al loro presente ed al loro futuro.

La brillante commedia di Edoardo Erba parla di lavoro e di lavoratori, dei loro sogni e dei loro rimpianti ed è soprattutto un inno d’amore al teatro, un irresistibile ritratto comico, delicato e poetico. La fortunatissima versione originale del testo, scritta in romanesco per il duo Triestino e Pistoia, ha ormai raggiunto il diciottesimo anno di repliche ed è stata rappresentata anche all’estero.

Domenico Gennaro, Pamela Toscano e Giampaolo Romania (Ph. Gianluigi Primaverile)

Efficace  il gioco luci di Francesco Maria Attardi e l’impianto scenico (un muro in costruzione in un teatro in disuso, tra carriole, pedane di legno imbiancate di calce, secchielli per la malta e forati) di Angelo Gullotta che sottolineano le bizzarre e misteriose vicende dei tre personaggi della vicenda. Assistenti di palcoscenico Mithat Mounir, Abdul Saidu e Ibrahim Sidibe, costumi della Piccola sartoria Isola Quassùd.

Applausi reiterati alla fine della pièce per Domenico Gennaro (il pauroso e indeciso Cosimo), per Giampaolo Romania (il determinato e dinamico Turi) e  per l’intensa e delicata Pamela Toscano nei panni del fantasma della strindberghiana signorina Giulia.

La pièce di Erba, fa ridere, ma fa soprattutto fa riflettere sulla crisi del mondo culturale, dei teatri, sempre più accantonati per dare spazio a centri commerciali o supermercati, sulla crisi dei veri valori, della semplicità di una volta, soppiantati ormai dallo smisurato bisogno del benessere economico, dalle leggi del mercato e del consumismo che hanno alzato un vero e proprio muro sui sentimenti e sull’umanità.

Di Maurizio Sesto Giordano 553 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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