Identificazione salme dei migranti, a Catania firma del Protocollo d’Intesa tra Comitato della Croce Rossa e Procura

Soccorso di due gommoni con a bordo 106 e 120 migranti, effettuato da nave Diciotti CP941 nel Mediterraneo Centrale

Venerdì 4 maggio 2018, alle ore 11,00, si terrà nell’aula Alfio Maugeri della sede CRI di Catania (via Etnea, 353) la conferenza stampa relativa al Protocollo d’intesa tra il Comitato CRI etneo e la Procura.

Il Protocollo è volto all’espletamento del mandato RFL di Croce Rossa in merito alla raccolta di informazioni relative alle salme giunte al Porto di Catania dei migranti deceduti durante la traversata del Mediterraneo.

Restoring Family Links (RFL) è un’attività garantita dal Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, finalizzata ad evitare la disgregazione dei nuclei familiari o, in caso di separazione, a facilitarne il ricongiungimento. Il personale RFL appositamente formato risulta attualmente operativo presso il molo di Catania, nelle zone di transito dei migranti, presso i centri di accoglienza, le sedi dei Comitati CRI territoriali e, da poco, anche nel carcere di Piazza Lanza.

Il documento è un ulteriore tassello che si aggiunge alla lunga collaborazione tra il Comitato CRI catanese e le Istituzioni locali: è l’ultimo accordo, infatti, dopo un percorso iniziato nel 2015, in cui sono state coinvolte la Prefettura, la Casa Circondariale di Piazza Lanza e il Comune. Proprio nel Palazzo degli Elefanti, lo scorso 20 marzo, è stato sottoscritto il Protocollo che prevede la cooperazione tra le due parti (con il coinvolgimento del CNRS – Progetto MECMI di Parigi) affinché venissero raccolti tutti i dati in merito alle salme dei migranti sepolte in città. La convenzione con la Procura completa tale percorso, consentendo uno scambio di informazioni riservate tra quest’ultima e la Croce Rossa di Catania.

Gli operatori dell’attività RFL, appositamente formati per svolgere tale compito gratuitamente, raccoglieranno e incroceranno i dati in possesso ottenuti sul campo, dai familiari e dalle Istituzioni che conservano tracce documentali delle salme.

Il Protocollo è in linea con le normative internazionali relative al diritto alla vita privata e familiare (art.12 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani), alla conoscenza della sorte e del luogo in cui si trova il familiare (art.32 I Protocollo Addizionale alle Convenzioni di Ginevra) e al diritto alla cerimonia funebre ed a una degna sepoltura (art.120 III Convenzione di Ginevra; art.34 I Protocollo Addizionale).

Il Presidente del Comitato CRI di Catania, Stefano Principato, si dichiara ancora una volta soddisfatto per la nascita di un documento che, grazie alla collaborazione con la Procura: “restituirà un nome a chi ha perso la vita durante la traversata del Mediterraneo, ridando dignità alle vittime e alle loro famiglie.”

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*