Scoperta stamattina nella Caserma Antonio Cardile una lapide intitolata all’ispettore Giovanni Lizzio

I ragazzi intervenuti alla cerimonia

La Polizia di Stato di Catania ha ricordato, stamattina, l’Ispettore Giovanni Lizzio, caduto sotto i colpi delle armi della mafia il 27 Luglio 1992, nel vile attentato di via Leucatia. Nell’ampio portico della Caserma Antonio Cardile, che ospita l’Ufficio del Personale della Questura, ha trovato posto una lapide che ricorda il valoroso poliziotto, Medaglia d’Oro al Valore, che la sede etnea dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato ha voluto dedicare all’indimenticato collega.

La lapide intitolata all’ispettore Giovanni Lizzio

A cornice dello schieramento degli uomini in divisa che ha reso omaggio al valoroso Ispettore, i giovani studenti delle scuole “Sante Giuffrida” e “Vespucci”, attirati dal piccolo schieramento di auto, moto, mezzi attrezzati e cani della Polizia di Stato, appositamente presenti per accogliere i giovani studenti. Una breve cerimonia, quella alla quale hanno partecipato le Autorità civili e militari catanesi, che ha visto prendere la parola i vertici provinciali e nazionali dell’ANPS, il Prefetto dott.ssa Silvana Riccio e il Questore dott. Alberto Francini.

Nelle parole della massima autorità della Polizia di Stato a Catania, un invito a non dimenticare gli eroi come Giovanni Lizzio, uomini che – come Peppino Impastato, di cui ricorre oggi il 40° anniversario della morte – hanno dato la vita per il bene comune, per il benessere e la prosperità degli altri.

Il Questore, poi, si è rivolto espressamente ai ragazzi delle scuole che hanno assistito al breve – seppur intenso – evento, in ordinato e religioso silenzio, quasi come se abbiano colto appieno il valore della loro importantissima presenza in quel luogo: “le lapidi non servono ai morti”, ha ricordato Alberto Francini, “ma ai vivi e specialmente ai giovani, affinché possano ricordare e trarre ispirazione di vita”.

Poi, l’esibizione del Coro dell’ANPS, le performance dei formidabili animali della “Squadra Cinofili” e il robot del Nucleo Artificieri della Questura hanno riconquistato i ragazzi, i sorrisi hanno ripreso il posto dell’espressione seria, sui loro volti e il ricordo, l’esempio e il valore di un eroe della Polizia di Stato si sono immediatamente trasformati in gioco e ilarità. Com’è giusto che sia.

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