Giro d’Italia 2018, a Sappada altra impresa di Simon Yates che rafforza il primato

Simon Yates festeggia la vittoria di tappa a Sappada

Altra perla di Simon Yates, dopo Il Gran Sasso ed Osimo ecco Sappada. I suoi principali rivali arrivano insieme staccati di 41’’, la volata per il posto d’onore è vinta da Lopez su Dumoulin. La rosa di Simon Yates è sempre più nitida, il distacco il Dumoulin è diventato di 2’11’’.

Il libro del Giro edizione 2018 si è arricchito di un altro bel capitolo. Un capitolo che sembra proprio aggiungere tanto rosa al futuro immediato di Yates e togliere parecchio giallo al finale di corsa. In Giro c’è un orco che ha cannibalizzato anche la 15^ frazione, un orco ben intenzionato a non farsi avvicinare ne tanto meno, sportivamente parlando, catturare o abbattere. Dopo questo inciso passiamo alla cronaca avvincente della frazione. Nelle battute decisive, lungo le rampe del Passo di Sant’Antonio, quando ormai i superstiti del tentativo di giornata stanno per essere raccolti uno ad uno, è stranamente Dumoulin a chiedere al fido Oomen di imprimere un cambio di ritmo. Immediatamente il gruppo si scrolla di chi è privo di energie. Restano una ventina di uomini che si gettano a capofitto nella complicata discesa verso Campitello. In prossimità dell’ultimi tornanti, chissà chi consiglia a Lopez di stravolgere la sua natura e di attaccare in discesa. La fila dei migliori si spezza ed affronta l’erta di Costalissoio con Lopez, Yates, Dumoulin, Carapaz, George Bennett, Pozzovivo e Pinot avanti di un centinaio di metri rispetto alla restante parte comprendente Froome. Davanti a loro è rimasto il solo Denz con una manciata di secondi che non concedono alcuna speranza.

Del resto la corsa è ormai lanciata e l’occasione di metter fuori gioco l’anglo keniano appare ghiottissima soprattutto alla maglia rosa. Yates non si lascia pregare, prova un paio di volte. La seconda, spavalda, non ha alcuna risposta. Comincia così un monologo che lo porterà vittorioso sul traguardo di Sappada ben diciotto chilometri più avanti. Vittoria di forza ottenuta contro Dumoulin, Pinot, Lopez, Pozzovivo e Carapaz, impegnati a loro volta a respingere il tentativo di rientro di uno stanco Froome. Nella salita finale, su per Sappada, emergono anche le debolezze di Dumoulin che per qualche chilometro perde le ruote dei suoi compagni di cordata, la classe indubbia lo aiuta a metterci una pezza. Sul traguardo il vantaggio di Yates sul drappello di inseguitori sarà di 41’’. Lo sprint è vinto da Lopez, terzo Dumoulin, poi Pozzovivo, Carapaz e Pinot. Froome chiuderà ad 1’32’’, staccato anche dalla combriccola di cui aveva a lungo fatto parte nel finale di corsa. Come naturale conseguenza Simon Yates consolida la generale. Il suo vantaggio su Dumoulin è di 2’11’’, terzo Pozzovivo a 2’28’’, quarto Pinot a 2’37; più lontano Lopez a 4’27. Froome, sesto, ha sul groppone 4’52’’. Il suo distacco è quasi una sentenza.

Si era detto che la Tolmezzo- Sappada presentava un finale stuzzicante, per gente coraggiosa. Nell’immaginario, l’appassionato il coraggio lo ricerca soprattutto in chi insegue. Anch’io in chiusura del post di ieri ho non mi sono sottratto a questa regola, ipotizzando addirittura che potesse servire ad Aru per rientrare in classifica. Mai ipotesi più sbagliata, dissoltasi sulle rampe del Passo di Sant’Antonio a poco più di trenta chilometri dall’arrivo. Il coraggio invece in questo Giro va cercato nel posto più semplice. Va cercato in chi ha la consapevolezza che per vincerlo deve allontanare Dumoulin. In chi sa perfettamente che il maggior rischio per lui sarebbe stato affrontare la Trento Rovereto di martedì prossimo con un vantaggio meno rassicurante. Allora ogni occasione diventa buona per mettere fieno in cascina. Con pochi secondi però non si fa tanta strada, per metterne da parte di più è meglio partire da lontano. Ci vuole un’impresa ed ecco che Yates te la serve subito. Un’ impresa dal gusto corposo, che si costruisce anche sulla fatica degli altri, fatica che in qualche modo devi stanare. Al cocktail già vincente di forza e lucidità, la maglia rosa oggi ha aggiunto il coraggio componente essenziale per ottenere il giusto divario.

Dopo il riposo, si riprenderà martedì da Trento a Rovereto, trentaquattro chilometri a crono articolati all’inizio ed alla fine, per specialisti nella parte centrale. Dumoulin giocherà le sue migliori carte per rimettere su le sue speranze di vittoria finale. Centotrentuno secondi da recuperare sullo Yates visto in queste due settimane non sono comunque uno scherzo.

La sensazione è che Yates non si limiterà a difendersi, cosa invece che appare scontata per tutti gli altri contendenti. In quest’ottica dovrà muoversi Pozzovivo, una buona difesa gli consentirebbe di affrontare il trittico alpino finale nella miglior posizione della sua lunga carriera. Il podio è chiaramente alla sua portata, Pinot e Lopez sono tosti, ma battibili. Dovessero verificarsi flessioni, oggi appena paventate da qualcuno che lo precede in classifica, meglio trovarsi quanto più avanti possibile.

Non si sa mai. Il Giro si nutre di sogni.

Turi Barbagallo (Il salotto del Ciclismo)

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