Giro d’Italia 2018, a Rovereto Dennis domina la cronometro, Yates resiste in rosa

Rohan Dennis

La Trento Rovereto, crono di 34 km, va a Rohan Dennis, 40’ tondi il suo tempo vincente, alla media di 51,300 km/h. Secondo Tony Martin a 14’’, terzo il favorito della mattina Dumoulin a 22’’. Classifica generale rimodellata, ma non stravolta, Yates comanda con 56’’ su Dumoulin. Terzo Pozzovivo a 3’11’’.

L’attesissima prova odierna contro il tempo, unica presente in programma escluso il prologo israeliano, ha sconfessato gran parte dei vati che avevano previsto il doppio colpo dell’olandese Dumoulin ai danni di Simon Yates. Da più parti era stimato in 3/4 sec al chilometro il dazio che in termini di tempo avrebbe pagato l’inglese a favore del tulipano, vincitore certo di giornata ed anche probabile nuova maglia rosa. Evidentemente le montagne del fine settimana hanno lasciato parecchie scorie nelle gambe di tanti non perfettamente smaltite durante il riposo di ieri. La strada ci ha raccontato una storia abbastanza diversa. Partendo dalla bella vittoria di Dennis, sempre in testa dal primo all’ultimo metro, che consente fra l’altro all’australiano di guadagnare parecchio nella generale sino a scalare in sesta posizione. Niente male a questo punto del Giro per un passista come Dennis. Buona la prova di Martin, secondo a 14’’, che rende meno anonima la sua partecipazione. L’uomo più atteso, Dumoulin, chiude terzo a 22’’. L’olandese fallisce entrambi le missioni. Butta giù settantacinque secondi del margine che accusava prima della partenza da Yates, ma resta abbastanza lontano dal rivale (56’’) in classifica. Se ciò poteva ragionevolmente ipotizzarsi rispetto a chi aveva pronosticato un Yates lontanissimo, quel che invece non era prevedibile è la sconfitta nella prova odierna certamente non messa in conto in casa Sunweb. Persa l’occasione odierna, a Dumoulin non basterà affidarsi alle sue forze per rivincere il Giro.

L’olandese dovrà necessariamente sperare in un crollo altrui. Froome chiude quarto a 37’’. Inutile girarci attorno, il Froome visto tante volte sulle strade di Francia avrebbe sbaragliato il campo, questo si deve accontentare di un piazzamento per lui non so quanto onorevole. Sarà il tempo che passa, saranno i pensieri che attanagliano l’inglese, ma questa è una copia sbiadita dell’asso pigliatutto che tutti conoscevamo. Il risultato odierno gli consente comunque di risalire in classifica sino al quarto posto, il distacco di 3’50’’ dalla rosa resta però importante. Yates chiude ventesimo di giornata ad 1’37’’ da Dennis, cedendo 1’15’’ a Dumoulin. Direi una buona difesa, ma niente di eccezionale. Degli altri protagonisti più attesi il migliore è senz’altro Pozzovivo 30^ all’arrivo. Il lucano stravince la sua personale disputa con gli altri scalatori Lopez e Pinot. Il suo distacco al termine della prova è di 2’20. Il colombiano Lopez, 50^, deve cedere 2’47’’; disastrosa la prova di Pinot 67^ a 3’49’’. Riepilogando, la classifica, che la prova della verità consegna alle ultime montagne, è la seguente. Yates primo, Dumoulin segue a 56’’, poi Pozzovivo a 3’11’’, Froome a 3’50’’, Pinot a 4’19, la sorpresa Dennis a 5’04, settimo è Lopez a 5’37’’.

La Franciacorta accoglie domani il Giro con l’ultima tappa interlocutoria che si avvia da Riva del Garda. La diciassettesima frazione misura 155 km. Le difficoltà maggiori nel circuito finale nei dintorni di Iseo con diversi passaggi caratterizzati da carreggiata ristretta all’interno di piccoli borghi. Probabile, ma non certo, un epilogo a ranghi compatti.

In Salotto si era più che convinti che Yates avrebbe schivato la trappola di Rovereto, l’evidente divario fra l’inglese e Dumoulin, visto in tutto il Giro e non ultimo sullo Zoncolan e a Sappada, non poteva dissolversi in soli trentaquattro chilometri contro il tempo neanche troppo per specialisti.
Ora fra Yates ed il trionfo restano tre frazioni di montagna. Il percorso che manca, la sua verve, quella degli avversari, la forza del suo team e quella dei team dei rivali, tutto sembra pendere dalla sua parte.

Tuttavia, son curioso di sapere come si dice in inglese “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

P.S.: Inconcepibile il comportamento della UAE in corsa. Io sono per il rispetto delle regole. Sempre!

Turi Barbagallo (Il salotto del Ciclismo)

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