Giro d’Italia 2018, Schachmann vince a Pratonevoso, a rischio la maglia rosa di Yates

Maximilian Schachmann a Pratonevoso

Bel successo di Maximilian Schachmann a Pratonevoso, battuti i compagni di fuga Plaza e Cattaneo. Una leggera flessione di Yates riapre il Giro, con Dumoulin che si porta a soli 28’’dall’inglese in rosa . Avanza anche Pozzovivo, sempre terzo, ora a 2’43’’.

La Abbiategrasso- Pratonevoso è stata la classica tappa dalla doppia corsa. In avanti un drappello di uomini che finalmente hanno avuto il chiaro via libera di giocarsi il successo parziale e dietro il gruppo che in apparente sonnolenza ha affrontato l’erta finale con ben 15 minuti di distacco. Fra gli uomini in avanscoperta spicca il nome di Schachmann, il tedesco autore di un ottimo inizio di stagione, spalleggiato da un eccellente Morkov è il candidato numero uno alla vittoria di tappa. Morkov comincia l’erta finale scandendo un buon passo, ma sono un paio di allunghi di Plaza a creare la rottura definitiva. A metà salita si avvantaggiano Schachmann e Cattaneo con lo spagnolo della Israel Cycling mai del tutto battuto ad inseguire sin all’ultimo chilometro. Cattaneo si batte bene ma l’ allungo decisivo è di Schachmann negli ultimi cinquecento metri. Il tedesco vince facile anticipando Plaza di 10’’ e Cattaneo di 16’’. Nel gruppo dei migliori sono i più giovani a far saltare il tappo.

Ai meno quattro Carapaz muove i suoi ingannato dalla posizione defilata del rivale in maglia bianca Lopez. Dopo la sollecitazione dei Movistar ,arriva l’annunciato allungo dell’ecuadoregno. Lopez ci mette poco a rispondere e contrattaccare. Il colombiano in un attimo si riporta su Poels che a sua volta da un chilometro galleggiava duecento metri davanti al gruppo in attesa di rendersi utile. La sveglia coinvolge anche gli altri. Ai meno due un allungo prepotente di Dumoulin viene rintuzzato prontamente da Yates e Pozzovivo. Froome ci mette un po’ a rientrare, molto meno a contrattaccare. Pozzovivo e Dumoulin reagiscono subito, Yates no. Questa è la novità, per la prima volta da quando sull’Etna ha indossato la rosa l’inglese è costretto ad osservare le schiene degli avversari allontanarsi. All’arrivo cederà 28’’ ai tre uomini che lo seguono in classifica. Ventotto secondi persi in soli millecinquecento metri e che cambiano la nuova classifica generale che lo vede sempre primo ma con soli 28’’ su Dumoulin, terzo Pozzovivo a 2’43’’, quarto Froome a 3’22’’, seguono il calante Pinot a 4’24’’ ed il brillante Lopez a 4’54’’.

Per Simon Yates un brutto campanello dall’ allarme alla vigilia di due tapponi di alta montagna che l’inglese ha nascosto nel dopogara davanti ai microfoni più di quanto fosse riuscito a fare sulla strada. Scenari opposti per Dumoulin, Pozzovivo e Froome che improvvisamente vedono schiudersi una porta che fino ai meno due di oggi appariva ben chiusa. L’anglo keniano inoltre dispone di un grimaldello della levatura di Poels da poter utilizzare in qualsiasi momento della disputa.

A complicare ulteriormente le faccende in casa Yates potrebbero contribuire i grilli per la testa di Lopez e della sua armata kazaka. Al colombiano, in virtù della brillantezza odierna, va riconosciuto un piccolo margine di possibilità di ribaltare la classifica. In definitiva un finale di Giro che, avviato ad essere un monologo rosa per Yates, è diventato improvvisamente un enigma che a quanto pare svelerà la sua soluzione all’ultimo istante.

Sarà dunque la Venaria Reale – Bardonecchia Jafferau la prima a chiedere a Yates se il suo serbatoio è in riserva o meno. Quattro colli distribuiti su 184 chilometri, 4300 metri di dislivello, la metà dei quali da superare con pendenze sempre in doppia cifra. La frazione si incattivisce da metà in poi, una escalation che comincia con il Colle delle Finestre ed attraverso il Sestriere culminerà con i micidiali 7,5 chilometri finali dello Jafferau. Peggior giudice a far domande non poteva capitare.

Il Giro oggi si è riaperto prepotentemente, fra i numeri che ancora possono uscire c’è anche quello di Domenico Pozzovivo. Pronto, reattivo sempre in posizione ottimale, il lucano continua a correre spendendo l’indispensabile. Una scelta tattica che gli ha garantito un meritato terzo posto provvisorio.
Fra domani e sabato meglio spendere tutto quel che gli è rimasto e non avere rimpianti.
Non si sa mai ciò che può accadere.

Turi Barbagallo (Il salotto del Ciclismo)

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