I 45 anni del Movimento Verticalismo, Secondo Gran Tour alla “Manni Art Gallery” del Lido di Venezia, dal 22 Giugno al 21 Luglio

Continuano i festeggiamenti del Movimento Verticalismo per i suoi 45 anni di attività. Come anticipato il Secondo Gran Tour riparte. L’appuntanto è alla  “Manni Art Gallery” del Lido di Venezia, dal 22 Giugno al 21 Luglio 2018. A seguire il Museo Diocesano di Catania, dal 16 Agosto all’8 Settembre, etc…

Questi gli artisti presenti: Rosario Platania, Salvatore Barbagallo, Rosario Calì, Guglielmo Pepe, Iolanda Taccini, Ninetta Minio, Oliana Spazzoli, Salvatore Spatola, Rosa Buccheri, Benito D’Accampo, Daniela Costa, Maria Di Gloria, Noris Bortolotto, Otello Mamprin, Antonio Timpanaro, Giuseppe Romeo, Vittoria Litrico, Salvatore Scillato, Salvatore Commercio.

Il maestro Salvatore Commercio ed il logo del Movimento

Ecco una nota di Salvatore Commercio: “45 anni! Noi del movimento Verticalismo siamo ancora qui a ripetere, con i soli linguaggi rivoluzionari dell’arte e della cultura, che il nostro obiettivo è sempre quello di indicare una nuova “Via”, la “Via del Possibile” per una Società ‘campo di possibiltà’ a partire dagli ultimi, dai dimenticati, dagli invisibili (con la peculiarità di salvare sempre se stessa e il mondo: l’ambiente e la bellezza che c’è in tutto ciò che è stato realizzato, inventato, ideato…).

Alcuni componenti del Movimento Verticalismo

Questa nostra idea di “nuova realtà” (che per un attimo voglio immaginare pienamente compiuta), costantemente illuminata dalla “bellezza dell’io”, e quindi dal “noi”, sicuramente non l’avrebbe “abolita” neppure Ulrich, il protagonista del romanzo L’uomo senza qualità di Robert Musil (che come sappiamo avrebbe immediatamente abolita la “realtà” se solo avesse avuto il controllo dell’Universo). E aggiungo che mi riesce anche difficile immaginare un ‘prologo’ simile a quello di Ralph Ellison al suo romanzo Uomo invisibile (che qui sintetizzo): “Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne ed ossa, fibre e umori, e si può persino dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi (…)”.

Lo so, qualcuno dice: “E’ pura utopia”. Ricordo a me stesso che per l’uomo l’utopia può essere una “guida”, un “sestante” in una società “interrotta”, come dire terreno fertile per certo potere politico (e non solo) che non può fare a meno delle “redini”: l’unica vera forza contrattuale. Oscar Wilde: “Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l’Umanità approda di continuo”.

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