Catania calcio e 7 Settembre, “balate” di marmo ed infinita incertezza…

La Serie B ha preteso di iniziare, a modo suo… La maggior parte delle persone saggie, invece, aspetta le deliberazioni di venerdì 7 Settembre.

Quante facce di marmo; e a qualcuna è abbinato il cognome adeguato (in Sicilia l’intaglio lo chiamiamo così)… Nella “rete” (immateriale) si trova questa definizione: «A certi banni rapprisenta ‘na rossa petra ca chiudi lu ‘ngressu d’un sipulcru, supra cui è ‘ncisa na scrizzioni ‘n mimoria di lu difuntu» («In certe zone [della Sicilia; ndr] serve ad indicare una grossa pietra che chiude l’ingresso del sepolcro, su cui è incisa un’iscrizione a ricordo del defunto»).

Logo Catania Calcio

A chi – possedendo un cervello “registrato” sull’equilibrio (che comprende tutte le funzioni, dalla logica al sentimento) – può piacere un calcio così? Un calcio in cui quella che da anni definiamo “ingiustizia sportiva” ha raggiunto un apice difficilmente superabile? Dico “difficilmente” perché ormai neanche di questo si può essere sicuri. Dall’ingiustizia la piaga si è allargata, compromettendo l’intero sistema. Michele Criscitiello rileva come vogliamo copiare gli “altri” (con le squadre B, con la chiusura anticipata, ecc.) senza essere loro; consiglia di rimanere quelli che siamo «Anche perché ci vuole una certa competenza e abilità anche nel copiare» (cfr.: http://www.tuttocalciocatania.com/2018/08/criscitiello-dalle-squadre-b-al-format-italiani-ci-vuole-competenza-ed-abilita-anche-nel-copiare/).

I “sipari” che si aprono e si chiudono, essendo virtuali, producono solo infinita incertezza. Non si riesce ad avere neppure l’idea di ciò cui si assisterà; solo ipotesi. Sembra, come dicevo, che la “svolta” dovrebbe avvenire il 7 settembre, dopo due giornate di pseudo-Serie B consumate e di Serie C (cum grano salis) rinviata, con il mercato dei calciatori chiuso (?), ecc. Nel frattempo, esegesi su esegesi dell’esegesi di dichiarazioni degli interessati, riportate e, appunto interpretate (soggettivamente, come si confà alla tipologia) da chicchessia. Dovrà pur terminare l’“ora sì, ora no”. Sino a nuovo cimento…

L’A.D. Pietro Lo Monaco

Ricordo ai cinque amici che mi leggono (i venticinque di manzoniana memoria mi farebbero apparire presuntuoso, mentre così…) e che sanno di cos’altro m’interesso, che ritengo le attività “popolari” (cui innegabilmente appartiene il calcio, anche quello “di consumo”) rappresentative e perciò degne di essere “frequentate”. Sono il paradigma della realtà più ampia. Per dirne una: l’acredine diffusa – ad esempio – su Fb nell’affrontare il rapporto con chi la pensa in modo diverso dal nostro da dove nasce? Anche lì, è sempre colpa dell’altro. Esattamente come sostengono tutti i soggetti coinvolti nella vicenda calcistica dei cosiddetti “ripescaggi”.

Uno dei maggiori esperti di diritto sportivo. l’avv. Cesare Di Cintio, sulla propria pagina Fb ribadisce (si era pronunciato già il 7 agosto; cfr.: https://www.ilovepalermocalcio.com/avv-di-cintio-ridurre-la-b-da-22-a-20-squadre-vi-spiego-perche-non-si-puo-fare/) come insufficiente che le 19 società di Serie B deliberino una riduzione del numero di squadre da ammettere al campionato e argomenta che: «… se vogliamo parlare di numeri allora perché non tenere in considerazione anche la volontà unanime dei 168 club di D e dei 59 di Serie C? In questo caso la partita finirebbe 227 a 19. Ed allora quale unanimità ha valore? Quella della Serie B che vale il 5% del sistema oppure quella di Lega Nazionale Dilettanti/Serie D (34%) e Serie C (17%) unitamente a AIC – Associazione Italiana Calciatori (20%) che rappresentano tutte insieme il 71% del calcio? Bisogna ricordare che la struttura dei campionati in Europa è “aperta”, cioè basata su promozioni e retrocessioni, a differenza dei tornei americani che sono definiti “chiusi” in quanto le Leghe possono gestire direttamente l’ammissione ad un determinato campionato… Nel sistema Europeo, … l’integrazione tra leghe è fondamentale proprio perché dall’accordo tra le medesime vengono stabiliti i passaggi di categoria… Lo Statuto FIGC …, la “Costituzione” del calcio: l’art. 27 comma 3 lett. d) stabilisce, infatti, che per la “modifica dell’ordinamento dei campionati” è necessaria la maggioranza dei 3/4 del Consiglio Federale ove, appunto, siedono i rappresentanti delle varie leghe oltre che di arbitri, atleti e tecnici…». Sembrerebbe lampante. Alle posizioni contrarie si può opporre l’esigenza di verificare quali poteri avesse il Commissario – attualmente in carica al posto dell’organo democratico – e se, quindi, il suo assenso alla Lega B è stato un abuso o meno del proprio mandato. La risposta, oltre alla nullità dell’atto, comporterebbe (in uno stato di diritto) conseguenze ben più gravi.

Il “Massimino”

Il paesaggio è desolante e costellato dalle più svariate “sagome”. Oltre al commissario che si comporta come detto, ci sono ex ministri, riciclati come giudici, che – dopo aver reso pendente sino alle Calende (che non è il plurale di altro ex ministro) greche un giudizio già due volte conformemente emesso da altri organi – si esprime liberamente (ma sibillinamente) nel “cortile” informatico. Ci sono anche le diciannove società di capitale (Serie B) che guardano con miopia a un oggi che appare loro di ghiotta degustazione, “fottendosene” persino del proprio futuro (oggi a me, domani a te). Si vedono e non si vedono le ombre di calciatori che, all’interno di un’organizzazione impropriamente (poiché corporativa) chiamata “sindacale”, proclamano un miserevole “stato di agitazione” che sa di pernacchietta. Non mancano le sagome di dirigenti che giocano a chi la spara più grossa, contornati da politici in cerca di evidenza, avvocati in sollucchero e tante, troppe stelle che stanno a guardare…

Quanto al Catania, sembra ovvio il perché in Serie C lo vorrebbero in B e viceversa (Pailaimmu e il suo siniscalco compresi). Intanto, mentre il tempo scorre con regole incerte (in B e in C il rapporto proporzionale tra il numero di “ultra” e quello degli “infra” di una certa età è diverso), la Società sembra continuare un mercato da Serie B. Non possiamo che considerarlo come il migliore auspicio.

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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