Confcommercio Catania interviene nel dibattito su destinazione di Piazza Pietro Lupo a parcheggio nel centro cittadino

Francesco Sorbello

Il parcheggio di piazza Lupo ha un senso ed è addirittura fondamentale; questa la chiara posizione dell’associazione commercianti di Catania che agli inizi degli anni 2000 promosse la petizione “Per un parcheggio in poi” dalla quale, poi, scaturì l’emanazione dei bandi  per la realizzazione di nove parcheggi interrati ad opera dell’amministrazione Scapagnini, tra cui proprio quello di piazza Lupo.

“I parcheggi interrati all’interno del centro storico, proprio a ridosso delle aree pedonalizzate, – afferma il vice Direttore provinciale di Confcommercio Francesco Sorbellorappresentano infrastrutture valide sotto diversi profili. Snelliscono i flussi veicolari, spesso condizionati proprio dalla difficoltà di trovare parcheggio, a favore di residenti e di coloro che vengono a usufruire dei servizi cittadini. Quello di piazza Lupo, in particolare, risulta utile non solo nelle ore diurne ma anche in quelle serali e notturne tenuto conto che si trova a pochi metri dall’area pedonalizzata di via Teatro Massimo, area che annovera, per l’appunto, una moltitudine di locali serali. Ricordo che proprio la sera e la notte i mezzi pubblici non funzionano. Dalla realizzazione dei parcheggi interrati deriva inoltre una riqualificazione urbana delle corrispondenti aree a raso. Su piazza Lupo non comprendiamo il motivo per cui, invece, non si proceda col project finance visto che una ditta si era aggiudicata la gara per questa area nel 2002, destinando così i fondi per un altro parcheggio”.

L’articolazione della tariffa oraria potrebbe essere un ulteriore strumento per alleggerire il traffico veicolare verso il centro cittadino.

“Un’efficace sistema di mobilità urbana, nell’ottica dell’intermodalità, deve mettere a sistema le diverse opzioni  – continua Sorbello – nella considerazione dei diversi flussi veicolari che  interessano un contesto territoriale. Nella nostra fattispecie possiamo distinguere due tipi di flussi: da un lato quelli generati dai produttori di reddito con sosta stanziale, come dipendenti pubblici e privati – titolari di impresa e di studi professionali; dall’altro quelli generati da consumatori di reddito, ovvero da coloro che usufruiscono dei servizi cittadini nelle diverse fasce orarie. Allora la tariffazione della sosta dovrebbe scoraggiare proprio la sosta stanziale nell’area direzionale commerciale. Ciò può essere fatto eliminando l’agevolazione tariffaria attualmente prevista per la sosta da mezza giornata, in linea, peraltro, con una sentenza del Consiglio di Stato del dicembre del 2015”.

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