Da Palermo forte richiamo a conoscere di più la “Missione di Speranza e Carità” e le opere del beato Padre Pino Puglisi

Il corso di formazione per giornalisti sul tema Giornalismo e  disagio sociale. Quali i frutti della visita di papa Francesco e dell’esempio di Padre Pino Puglisi”, che si è svolto sabato 10 novembre nella “Chiesa di preghiera per tutti i popoli” della Cittadella del Povero e della Speranza a Palermo, in via Decollati, è stato, in fin dei conti, un’esperienza di vita per tutti i partecipanti.

al tavolo (da sin) Suor Jacinta, suor Fernanda, Giulio Francese, Riccardo Rossi, Marco Pappalardo, Giuseppe D’Amico, Matilde di Paola

L’occasione dell’incontro era anche quella della presentazione del libro di Marco Pappalardo su “Padre Pino Puglisi – 3P – supereroe rompiscatole” edito dalle edizioni Paoline nell’anniversario – 25 anni – della morte del Beato martire palermitano, ma l’incontro stesso è andato oltre, coinvolgendo relatori e partecipanti nella conoscenza di una realtà di missione ancora sconosciuta a tanta gente, persino agli stessi palermitani.

Fino a ieri ignoravo questa realtà, afferma Giulio Francese, presidente dell’ordine dei Giornalisti di Sicilia, la conoscevo per sommi capi. E mi sono chiesto, da giornalista, se una storia così bella, di rinascita e di speranza nel cuore di Palermo, non meriti di essere raccontata meglio, per farla conoscere meglio. Non si tratta di raccontare i poveri ma un laboratorio di umanità e di accoglienza, che coinvolge tanti volontari e che fa di Palermo una città speciale, una terra che ha dato dignità a tanti fratelli attraverso l’accoglienza, e dignità pure alle cose, recuperando luoghi abbandonati e degradati”.

La “Missione di Speranza e di Carità”, voluta da fratel Biagio Conte, è segno di scelte coraggiose – e ci auguriamo contagiose -, è lievito per nuove forme di accoglienza piena e amicale, fraterna. Con Padre Pino Puglisi, fratel Biagio ha voluto una “Chiesa di preghiera per tutti i popoli”, di tutti indistintamente cristiani, ebrei e musulmani, sempre fratelli. C’è ancora molto da fare nella Cittadella però, il cantiere è aperto, altri cantieri in altre zone di Palermo e dintorni si aprono, sulla spinta della venuta di Papa Francesco a Palermo, che ha scelto di stare in mezzo agli ultimi, e non ai potenti (le istituzioni), ha mangiato con loro per dire a chiare lettere che la Chiesa, i cristiani stanno dalla parte degli ultimi, degli emarginati, dei più deboli, di chi non ha un posto dove dormire né dove mangiare, di chi è considerato uno scarto per la società, per dare dignità alle persone con i fatti e non solo con le parole, anche se, come afferma Francese, “la parola di Papa Francesco ha particolare forza nonostante la leggerezza della parola stessa!”

Il libro di Marco Pappalardo sulla figura di Padre Puglisi, nella semplicità della scrittura e nelle cento pagine che lo compongono, è soprattutto un libro per i ragazzi (ma non solo!), per fare conoscere la vita e la testimonianza di un sacerdote che dalla stessa curia palermitana, finchè era in vita, non era stato capito nè compreso nella sua missione nel sociale. Ecco perché “raccontare la vita di padre Pino Puglisi non è per fare archelogia”, afferma l’autore, ma per continuare la sua opera di ascolto della gente, di tutti i poveri, di tutti i giovani”.

L’esperienza di Suor Jacinta, africana dell’Uganda e volontaria presso il Centro Padre Nostro nel quartiere Brancaccio, è che bisogna investire ancora molto nel favorire la conoscenza di Padre Puglisi anche nella stessa Palermo, visitando la casa-museo e le altre sue opere, in collaborazione con la comunità della parrocchia San Gaetano. Ora c’è da ammirare, pure, nella Cittadella di via Decollati, la grande statua di Padre Puglisi che abbraccia due giovani, dello scultore palermitano Rosario Vullo intervenuto all’incontro.

E di giovani ha parlato, nel suo intervento, Giuseppe D’Amico, cooperatore salesiano, che sull’esempio di don Bosco, chiede agli educatori (e in fondo a tutti gli adulti), di essere testimoni credibili, nella vita di tutti i giorni, capaci di ascolto attivo e consapevoli della propria limitatezza, che va sempre superata in un cammino di crescita personale con non finisce mai. Moderato dal direttore del giornale “La Speranza” della Missione, Riccardo Rossi, che ha evidenziato come in questi quasi 2 mesi dalla visita di Papa Francesco è palpabile la “presenza dello Spirito Santo nella Missione e anche al Brancaccio, per le tante iniziative ed opere di comunione e di unità”,  l’incontro ha visto l’intervento di Suor Fernanda, paolina, esperta di comunicazione, che ha sottolineato la passione per la comunicazione di Padre Puglisi che ha dato dignità alla parola, e quello della poetessa Matilde di Paola, responsabile ADIM Palermo, che ha letto una sua poesia dedicata al Beato padre Pino Puglisi “Se ognuno fa qualcosa!”.

 Vincenzo Caruso

1 Commento

  1. Bellissima l’opera scultorea di Rosario VULLO a P. Puglisi!! Necessiterebbe che la generosità di qualcuno la facesse realizzare in bronzo!!!

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