Continuano i controlli sulla sicurezza sul lavoro degli agenti del Commissariato Borgo-Ognina, indagati due titolari di impresa edile nel centro cittadino per mancanza di sicurezza e sfruttamento del lavoratore

Il cantiere

Negli ultimi tempi, si sono verificati sempre più casi di incidenti sul lavoro, dove, il settore che conta il maggior numero di vittime è quello edile; alla base di detti incidenti, purtroppo, spesso mortali, vi è la totale inosservanza delle regole volte a garantire la sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro. Per tale motivo, la Polizia di Stato ha predisposto mirati controlli al fine di  reprimere  questi sistemi malati e promuovere la cultura della sicurezza sul lavoro.

Nella giornata di ieri, personale del Commissariato Borgo-Ognina, durante un servizio di controllo del territorio, ha notato in pieno centro catanese, un grosso cantiere edile, con diversi ponteggi che si prestavano uno, per la costruzione di un palazzo di 6 piani  e l’altro, per la ristrutturazione di uno stabile adiacente.

Operai a lavoro

A seguito di mirata attività di osservazione, i poliziotti hanno avuto modo di notare che i muratori erano  totalmente sprovvisti dei sistemi di protezione quali casco, mascherine, cinture e parapetti; cosa grave è che gli operai lavoravano in tali condizioni sin anche negli ultimi piani e ciò con evidente rischio di caduta dall’alto mettendo in tal modo a repentaglio la vita propria e delle persone in transito.

Ciò posto, i poliziotti sono intervenuti immediatamente, accertando così la presenza di 10 persone intente a lavorare. Alla vista degli agenti, alcuni operai hanno provato a darsi alla fuga e, ancor prima, hanno tentato di chiudere con una catena il cancello d’ingresso in modo da ostacolare l’ingresso dei poliziotti. Solo dopo, gli operai, si sono messi a disposizione spiegando che, il loro timore era legato al fatto di non essere in regola con i contratti di lavoro. Sul posto è stato accertato che nei cantieri i lavori erano stati affidati a due imprese edili gestite da 3 datori di lavoro e sono stati identificati anche 7 operai.

A seguito di immediata attività investigativa, consistente anche in acquisizione di dichiarazioni testimoniali, sono emerse evidenti responsabilità penali a carico dei datori di lavoro che, tra l’latro, non hanno fornito i sistemi di protezione agli operai costringendoli a lavorare in simili condizioni.

Per tali motiv, i titolari d’impresa sono stati indagati in stato di libertà per i previsti reati in materia di sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro, inoltre, è stato anche necessario sospendere immediatamente il cantiere edile e richiedere l’intervento del personale Asp Spresal, competente in materia.

Gli operai hanno riferito di accettare simili condizioni lavorative solo per lo stato di bisogno in cui versano e, ancora è emerso che, la maggior parte dei dipendenti non aveva regolare contratto di lavoro e taluni sconoscevano l’importo della paga perché ancora “in prova” affermando di non sapere se l’avrebbero mai percepita.

Per questo motivo, due datori di lavoro sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria anche per il reato di sfruttamento dello stato di bisogno del lavoratore. Ulteriore fatto di rilievo, è che durante le operazioni di polizia, un muratore, di fronte all’evidenza, ha ammesso di avere dichiarato all’INPS di essere disoccupato e di percepire l’indennità REI .

Per tali ragioni, l’uomo è stato indagato in stato di libertà ai sensi dell’art. 640 bis codice penale che punisce la truffa per il conseguimento di erogazioni  pubbliche. Attese le importanti criticità riscontrate, sono stati informati anche gli Enti competenti quali Guardia di Finanza, Ufficio dell’Entrate e Ispettorato del lavoro.

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