Incontro con la “Signora del Teatro italiano”: Anna Malvica racconta la sua vita artistica e di “cantattrice”

Anna Malvica

E’ considerata come la “Signora del Teatro italiano”. Stiamo parlando di Anna Malvica Bolignari, nativa di Roma e nota al grande pubblico per aver interpretato i musical di Tony Cucchiara, primo fra tutti “Pipino il Breve“, che l’ha vista da oltre 30 anni sui maggiori palcoscenici nazionali e internazionali. Diplomatasi nel 1964 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, Anna Malvica nella sua carriera artistica è stata diretta da registi quali Orazio Costa Giovangigli, Giorgio Strehler, Mauro Bolognini, Giancarlo Cobelli, Massimo Castri, Lamberto Puggelli, Roberto Guicciardini, Filippo Crivelli, Armando Pugliese, Lluis Pasqual e Turi Ferro. Attrice e cantante, sul palcoscenico è passata dal Musical a ruoli drammatici e alla Commedia, lasciando nel cuore dello spettatore un ricordo indelebile.

Una foto d’epoca di Anna Malvica (Ph. Dino Stornello)

Da tempo interpreta il ruolo di Assunta in “Il Berretto a Sonagli” , ha iniziato con Turi Ferro, poi con Pino Caruso e di recente infine con Gianfranco Jannuzzo e riesce, in ogni edizione, a dare a questo ruolo una connotazione diversa. Una donna Anna, una artista che riesce a conquistare il pubblico che la adora e lei è sempre pronta a donarsi, a mostrare la sua simpatia e professionalità.

Nella nostra lunga chiacchierata Anna Malvica racconta la sua vita di artista, svelando tanti retroscena, facendo emergere ricordi di una carriera ricca di sosddisfazioni, di applausi, di incontri straordinari. Ci racconta dei suoi incontri con Tony Cucchiara e Turi Ferro, del suo amore per il musical ed alla fine augura a tutti noi delle serene feste natalizie e di fine anno.

Signora del teatro italiano. Molti la definiscono così. Ci dica quando è nata la sua passione per il teatro, per il canto, per la musica? Ci parli di come ha iniziato a prendere corpo questo grande amore per il teatro…

“Non poteva che essere così, era nel mio DNA! Il mio nome d’arte, Malvica, è quello della grande famiglia di mia madre, tutti attori, cantanti e ballerini che girarono in Sicilia nel 1800, veri figli della commedia dell’arte!”.

Cosa prova in scena, davanti al pubblico e cosa si aspetta, oggi, lo spettatore dall’attore?

“Cosa provo? Gioia e voglia di fare bene!  E di dimostrare quello che valgo senza presunzione, per amore del Teatro. E questo si aspetta il pubblico da noi attori!”.

In scena con “Troglostory”

Teatro, musica, canto. In quale di questi tre campi si trova meglio Anna Malvica?

“Il canto prima, la recitazione poi. Sono una cantattrice, Orazio Costa Giovangigli, mio maestro alla “Silvio d’ Amico”, fu il primo a chiamarmi così!”.

Gli incontri magici della sua vita con Tony Cucchiara e con Turi Ferro. Cosa ricorda di questi incontri e come è cambiata da allora la sua vita..

“Turi Ferro lo ricordo come grande maestro per i tempi comici importanti per un attore e Tony Cucchiara per avermi scelta come sua cantante attrice. Mi amò da subito e scrisse per me ruoli meravigliosi nei suoi musical. Ne ho fatti dieci con lui”.

Anna con Tony Cucchiara

Cosa le hanno dato i musical di Tony Cucchiara, primo fra tutti “Pipino il Breve“?

“Con Pipino il breve andammo in giro per il mondo perfino a Broadway. Tony non c’è più, è scomparso pochi mesi fa e devo a lui il mio debutto nel musical, un sogno che accarezzavo da tempo e grazie a lui ho realizzato”.

Un personaggio, un aneddoto, che le è rimasto impresso nella memoria in tanti anni di lavoro…

“Sicuramente il mio incontro con Strehler: fui scelta con una audizione per cantare nella sua Santa Giovanna dei macelli, eravamo tanti attori e lui mi chiamava Malvica con l’accento sulla i e io lo corressi dicendo che l’accento andava sulla a. Senza paura, con una grande faccia tosta, dissi lei si chiama Strehler e non Strehler con l’accento sull’ ultima e…Non si arrabbiò, mi chiese scusa e poi mi affidò il finale cantato dello spettacolo da solista! Non mi aveva portato rancore per la mia faccia tosta! Un gran signore”.

“La vita che ti diedi” – 1987: Anna Malvica in scena con Emanuela Muni (Foto Dino Stornello)

Dove stanno andando oggi il teatro e la tradizione musicale siciliana?

“Non so più moltissimo della realtà teatrale catanese dopo le vicissitudini dello Stabile, ma so che i siciliani amano il teatro e non lo faranno morire mai. Il teatro in genere è molto malato e sofferente, ma con studio, perseveranza, impegno ed entusiasmo dei lavoratori dello spettacolo non morirà. Lo spero veramente, ma non ci sarò per vedere come finirà..per fortuna”.

Dove trova Anna Malvica quella grande energia che la vede brillare in scena e che le consente di combattere le sue battaglia di donna nel lavoro e nella vita di tutti i giorni?

“Trovo energia nella mia autentica passione per il mio lavoro ed è questa passione che mi dà forza per combattere il mio male fisico e tutti i miei problemi. Fare teatro è una “cura” che rinnova sentimento ed energia, il mio dolce modo di lottare contro le avversità”.

Quali sono stati i registi che hanno influito di più nella sua formazione artistica e quali attori o attrici ricorda con più affetto?

“Come registi certamente Orazio Costa, il mio primo maestro e poi Strehler, Cobelli, Castri, Puggelli, Pugliese e Louis Pasqual. Come attori Turi Ferro, Turi Ferro, Turi Ferro e la sua splendida moglie Ida Carrara, amata amica”.

Anna Malvica con Gianfranco Jannuzzo in “Il Berretto a sonagli”

Ci parli del suo ruolo ne “Il Berretto a sonagli” con Gianfranco Jannuzzo e delle soddisfazione che le da…

“Nel Berretto a sonagli con Ferro prima, poi con Caruso ora con Jannuzzo, ho interpretato e interpreto la signora Assunta, un ruolo “piccolo” che diventa grande, enorme se a interpretarlo ci metti passione e professionalità, è questo quello che faccio ogni sera e il pubblico lo capisce. Non esistono “piccoli ” ruoli, esistono “piccoli” attori! E questo lo dico senza falsa modestia”.

Teatro Stabile in crisi, altre sale e spazi culturali ed artistici che annaspano tra mille difficoltà. Come si potrà continuare a fare, a produrre cultura e teatro, in Sicilia ed a Catania? Una sua opinione sull’argomento…

“Non parlo volentieri dello Stabile, ho vissuto e lavorato a Catania per più di 40 anni e ora mi sento lontana, come se non ci fossi mai stata. Non mi pare di avere lasciato traccia allo Stabile, non mi hanno più chiamata, non mi chiamano più, non mi chiameranno più? Non lo so, auguro comunque alla nuova direzione artistica successo e ricostruzione di una buona forza teatrale per Catania e per i Catanesi”.

Anna Malvica in “Mamma randagia”

Chi avrebbe voluto o potuto essere e chi è nella vita di tutti i giorni Anna Malvica? Quali ostacoli ha incontrato nell’intraprendere la sua attività?

“Avrei voluto, e ora lo so, trasferirmi a Londra appena diplomata all’Accademia, per la lingua che adoro e per la professione. Gli inglesi sono per me i più grandi artisti che conosco. Soprattutto per il musical, mia più grande passione! Avrei potuto diventare più famosa se solo fossi stata meno pigra, ho voluto restare a Catania con un Teatro famiglia, con mio marito e sono rimasta lontana dall’ambizione. E tutto ciò si paga!”.

Quali sono secondo lei i limiti della Catania teatrale e culturale?

“Catania non mi pare che abbia limiti culturali. Per essere una non grandissima città, ha tanti teatri e tanta voglia di fare teatro e diffondere nuovi obiettivi culturali”.

Anna Malvica ed il suo sorriso…

A cosa sta lavorando e quali i suoi prossimi impegni. Infine un sogno, un desiderio che vorrebbe realizzare…

“Penso al cinema, lo amo molto, ma mi pare che lui non ami altrettanto me. Pazienza, peggio per lui..ah ah ah…(ride), ma non dispero”.

Cosa augura al teatro, ai suoi colleghi, a tutto il mondo nell’approssimarsi delle feste natalizie e di fine anno?

“Auguro, non solo agli attori e ai colleghi, ma a tutti, un Natale “pulito”. Pulito da cattiveria, invidia, violenza, mancanza di rispetto. Ho voglia di cristianità per tutti! E a te grazie per questa intervista, mi piace parlare di me a chi mi ama e tu mi pare che mi voglia un po’ di bene! Auguri e Buon 2019”.

Di Maurizio Sesto Giordano 524 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*