“Fra terremoti ed eruzioni”, il 12 gennaio a Fleri il vulcanologo Boris Behncke. Il pericolo dei falsi allarmismi

Sabato 12 gennaio, alle ore 18.45, a casa Dusmet in via Vittorio Emanuele 75 a Fleri, è stato organizzato un incontro pubblico sul tema “Fra terremoti ed eruzioni. Vivere su una terra che sta ancora nascendo” che vedrà come relatore il vulcanologo Boris Behncke, ricercatore dell’INGV, il quale proverà a spiegare la situazione determinata dagli ultimi eventi sismici, con la speranza di far sentire almeno più informati e meno ansiosi gli abitanti della zona. All’incontro, organizzato dal gruppo di giovani del movimento spontaneo #rialzatifleri e dalla comunità della Parrocchia Maria Ss. del Rosario, ha assicurato la propria presenza il dott. Salvatore Scalia, già Procuratore Generale presso il Tribunale di Catania, chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente del comitato tra i cittadini interessati dal terremoto di Santo Stefano.  L’occasione giusta da seguire per avere notizie reali.

La grande paura prodotta dalla forte scossa tellurica che nella notte di Santo Stefano ha fatto tremare le zone pedemontane dell’Etna, causando danni a moltissime abitazioni con enormi disagi per la popolazione, a distanza di oltre due settimane, continua a provocare ulteriori problemi.

Non tanto per le scosse di assestamento che hanno continuato a martellare il territorio, seppur in zone diverse e con una minore intensità, spesso non avvertita dalla popolazione, bensì per gli effetti mediatici, in alcuni casi sconsiderati, eccessivi e privi di fondamento, prodotti da siti web di informazione che in cerca di “facili” lettori hanno oltrepassato la realtà dei fatti, come nel caso dell’ultima scossa di magnitudo 4,1, registrata tra Linguaglossa, S. Alfio e Milo, provocando allarmismi ed ansia non motivate da reali situazioni certificate dalla Protezione Civile.

In molti, specie sui social, hanno chiesto spiegazioni in merito, protestando per la “brutalità espressiva” al limite del “terrore” di qualche “pseudo giornalista”, arrivando anche a ribattere le veridicità delle notizie ed ottenendo in risposta la “censura” dei loro commenti.

Se il panico conseguente ad una scossa risulta del tutto naturale, non altrettanto può dirsi per quello causato a fini opportunistici da “scosse mediatiche”.

Inoltre va sottolineato come questi atteggiamenti “terroristici” producono ulteriori danni alla già minata economia del territorio, leggasi turismo, come ben espresso dalle proteste degli albergatori e gestori di B/B delle zone colpite.

La ferrea regola del giornalismo che obbliga il reporter ha verificare la notizia prima di scriverla non sempre risulta applicata con deontologia da coloro che producono informazione, forse perché non sono autentici iscritti all’Ordine professionale ma solo “proprietari” di blog che scrivono qualsivoglia pensiero passi loro per la testa.

In un mondo dominato da notizie spazzatura (fake news) non ci meravigliamo di quel che attraversa giorno per giorno la rete.

Il consiglio sempre valido rimane quello di “confrontare” le notizie tra più organi d’informazione e se possibile andare alle fonti, nel caso di sisma, ad esempio, ottimo quello della Protezione Civile http://www.regione.sicilia.it/presidenza/protezionecivile/ o dell’Instituto Nazionale di Vulcanologia http://cnt.rm.ingv.it/.

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Di Michele Minnicino 66 Articoli
Condirettore, giornalista professionista, specializzato in Opinione Pubblica e Comunicazione di Massa, ha collezionato esperienze lavorative nei diversi settori dell’informazione, carta stampata, televisione, uffici stampa di associazioni di Consumatori e Consorzi Pubblici, insegnamento del giornalismo agli studenti degli istituti superiori.

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