“La festa di S. Agata come la vorrei – Tradizione e innovazioni social”, il 24 gennaio nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere

Catania già in festa per Sant’Agata, ma nello stesso tempo si prepara a vivere al meglio i giorni clou del 3, 4 e 5 febbraio. Tra le iniziative di questi giorni “preparatori” – tra le numerose visite del Sacro Velo a parrocchie e comunità, l’apertura straordinaria del Sacello, ecc. – segnaliamo quella che la sezione provinciale UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) propone per giovedì 24 gennaio, alle ore 17, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, in via Santa Maddalena.

Si tratta del tradizionale incontro – seminario di formazione per giornalisti e non solo, che quest’anno ha per tema “La festa di S. Agata come la vorrei – Tradizione e innovazioni social” e sarà moderato dal preside Giuseppe Adernò, presidente sezione UCSI di Catania. “Il racconto della terza festa mondiale per partecipazione di fedeli in onore della Martire Agata – anticipa Adernò – intreccia religiosità popolare e folklore, tradizione e innovazione. Il giornalista racconta la festa di oggi e scopre i valori di ieri, il linguaggio della tradizione si intreccia con i nuovi social alla ricerca del senso vero della festa”.

Tra i docenti che interverranno all’incontro, al quale si augura la massima adesione e partecipazione, è prevista la presenza del consulente ecclesiastico UCSI Sicilia don Paolo Buttiglieri, della giornalista Adelaide Barbagallo, del Vice-presidente regionale UCSI, Rossella Jannello, della prof.ssa Teresa Di Blasi componente del Comitato Festa di S. Agata, dell’avvocato Fabio Adernò del Tribunale Apostolico della Rota Romana e del dottor Giuseppe Claudio Carbonaro, presidente degli Amici del Rosario.

In occasione dell’incontro, con ingresso libero e aperto a tutta la cittadinanza, fedeli e  studiosi compresi, nella Chiesa di Sant’Agata La Vetere, sarà  possibile ammirare la struttura marmorea (del 1752) che ricorda il punto in cui, secondo la tradizione, vennero strappati i seni alla giovane martire (nella scritta in basso del monumento) e le parole di Agata al governatore romano Quinziano, come riportate dagli Atti del martirio “Nella mia anima io ho altre mammelle intatte, che nutrono i miei sentimenti, consacrate fin dall’infanzia a Cristo Signore”.

Vincenzo Caruso

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