Arrestati dalla Squadra Mobile due dipendenti dell’A.S.P. etnea per peculato, intascavano i soldi del ticket

Polizia in azione

Stamattina, su delega della Procura della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha arrestato Camillo Nicotra, (cl.1960) e Alfio Principato, (cl.1961), per i quali il G.I.P. ha disposto gli arresti domiciliari, in esecuzione di ordinanza di applicazione di misura cautelare personale e reale, emessa il 22.1.2019 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, perché ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del delitto di peculato.

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti di attività d’indagine, anche di tipo tecnico, avviate nell’aprile 2018 a seguito di un esposto, presentato in data 2.3.2018 dalla Direzione dell’A.S.P. di Catania alla Procura Distrettuale che, non disgiunte da acquisizioni documentali, hanno evidenziato le condotte illecite di 2 dipendenti dell’A.S.P. di Catania, Camillo Nicotra e Alfio Principato, i quali, nell’espletamento delle loro mansioni di addetti alla riscossione dei ticket presso il Presidio Ospedaliero di Acireale, a decorrere dal mese di gennaio del 2013 e in continuazione, fino al mese di febbraio del 2018, avendo per ragioni del loro servizio la disponibilità ed il possesso delle somme di denaro imputabili al pagamento delle prestazioni sanitarie, se ne appropriavano cagionando un ingente danno economico all’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, quantificato in 303.263,86 euro per Nicotra e 235.371,47 euro per Principato.

In particolare, le indagini hanno permesso di delineare le modalità della condotta di appropriazione posta in essere dagli indagati, i quali, in maniera sistematica, hanno detratto una parte degli importi pagati dagli utenti come ticket nelle casse dell’A.S.P. di Catania, correlando le somme detratte a rimborsi fittizi in favore di altri utenti; in tal modo, i citati dipendenti assicuravano la corrispondenza tra l’incasso giornaliero – la cui reale consistenza veniva occultata poiché calcolato al netto dei rimborsi effettuati – e le somme effettivamente depositate nella cassaforte dei vari presidi ospedalieri in cui lavoravano.

Nei confronti dei due indagati, il G.I.P. ha disposto la misura della custodia cautelare degli arresti domiciliari, nonché il sequestro preventivo di conti correnti, somme di denaro e beni immobili o mobili registrati fino alla concorrenza dell’importo di 303.263,86 euro per Nicotra e 235.371,47 euro per Principato.

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