Catechesi sulla “Gaudete et exsultate” guidata da mons. Paolo Urso a Tremestieri Etneo nei “Mercoledì di Quaresima”

Ritornano i “Mercoledì di Quaresima”, come già 7 anni fa quando don Salvatore Scuderi, come nuovo parroco della parrocchia chiesa madre Santa Maria della Pace di Tremestieri Etneo, iniziò il suo primo anno di ministero pastorale. Quest’anno, rispondendo alle indicazioni dell’arcivescovo mons. Salvatore Gristina, il tema di riflessione ed approfondimento dei “Mercoledì” è quello dell’Esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo – “Gaudete et Exsultate” – di papa Francesco, del 19 marzo 2018 e a trattarlo è un illustre relatore, una “garanzia” come ha sottolineato lo stesso Gristina, nella sua recente visita in parrocchia in cui ha caldamente raccomandato la partecipazione agli incontri per la ricchezza di grazia che lo stesso avrebbe donato, mons. Paolo Urso, vescovo emerito della Chiesa di Ragusa.

Già partiti il 13 marzo, questi “Mercoledì di Quaresima” sono aperti a tutto il IX Vicariato della diocesi e saranno in totale cinque, quante le settimane quaresimali, come ben descritti nella locandina-programma preparata per dare ampia diffusione agli importanti appuntamenti: il prossimo sarà mercoledì 20 marzo, e poi il 27 marzo, il 3 aprile, ed ultimo, il 10 aprile. Inizio alle ore 19:30.

Ora, conclusosi il primo incontro, che ha fatto registrare un’ampia partecipazione di fedeli della parrocchia e anche di altre parrocchie di Tremestieri – presente anche don Filippo Gismondo parroco di Santa Maria delle Grazie della frazione Piano – soprattutto di operatori pastorali e comunque di adulti, con una meditazione, dettata da mons. Urso con chiarezza, attingendo a larghe mani al testo del documento di papa Francesco, è stato particolarmente apprezzato il momento di condivisione di esperienze e riflessioni personali da parte dei presenti sulla chiamata, per tutti, alla santità.  Una santità che “non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia”, scrive papa Francesco al n.34 di Gaudete et Exsultate. Non dobbiamo copiare i santi che onoriamo sugli altari, ha tenuto anche a precisare mons. Urso, perché i santi già canonizzati o beatificati sono solo dei modelli del cammino di fede che hanno vissuto, è vero piuttosto che ciascun uomo o donna ha una propria via di santità che solo nel confronto con la Parola di Dio e con i “segni” del tempo (e con una direzione spirituale, a volte necessaria) potrà farsi riconoscere ed essere pienamente vissuta. Nell’Esortazione, al paragrafo n. 7 del primo capitolo, si parla dei “santi della porta accanto”. Per papa Francesco, sono “i genitori che crescono con amore i loro figli, gli uomini e le donne che lavorano per portare il pane a casa, i malati, le religiose anziane che continuano a sorridere … Un riflesso della presenza di Dio, o per usare un’altra espressione, la classe media della santità”.

Vincenzo Caruso

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