La “Giornata rossazzurra” richiama tutti i tifosi del Catania allo stadio “Massimino” per il big match di domenica prossima con la capolista Juve Stabia

Il big match Catania-Juve Stabia

Me la sentivo! Di questa vittoria a Catanzaro avevo un forte presagio; non ne ho parlato prima a causa di un consolidato cedimento alla scaramanzia. Lo pretendeva, del resto, il comune senso di ordinaria giustizia, dopo l’assurda sconfitta in Coppa Italia, causata da episodi bene definiti nella loro occasionalità e con la colpevole complicità del portiere (“Pollodoro”) che non c’è più. Neanche il suo mentore c’è più; al suo posto è arrivato Novellino che, alla seconda, ha fatto centro!. Ho già scelto di chiamarlo “Amato Lenin” ed ho cominciato a farlo da subito (cfr.: «http://www.cronacaoggiquotidiano.it/2019/02/26/il-catania-con-il-nuovo-allenatore-walter-novellino-dopo-il-ko-di-viterbo-si-prepara-alla-sfida-interna-con-il-potenza/»). Ho scelto, per modo di dire; qualcuno, ben più titolato, l’ha fatto a tempo debito; mi limito a reiterare e a estrapolare… Mi ha incuriosito soprattutto quel nome-aggettivo che precede l’inusuale esotico cognome trasformato in nome, all’interno di un coacervo chilometrico composto da quattro elementi.

La grinta del tecnico Novellino

Avrà messo, il papà del nostro nuovo allenatore, la virgola dopo il primo dei nomi, al fine di evitare al figlio quell’onere che io – colpevolmente – non ho evitato al mio? Denunciando la nascita della mia secondogenita, invece, sull’onda dell’insegnamento ricevuto, mi sono affrettato a mettercela. Certe cose dovrebbero insegnartele a scuola, alle elementari o almeno nell’“educazione civica” che, adesso, mi pare che neanche esista più. Nel senso che manca alla scuola ma di più alla società. Punto e a capo.

I “curvaioli” non credono nel Vangelo (ovviamente, apocrifo) secondo san Pietro e fanno lo sciopero.  E Lui risponde confermando la “Giornata rossazzurra” in occasione dell’incontro cruciale. Che, poi, sarà veramente quello con la Juve Stabia il “cruciale” doc? Solo pochi mesi addietro, di là “dove si puote ciò che si vuole” (pressappoco) si affermava che ogni partita sarebbe stata “da vincere” e che il primo posto restava l’obiettivo raggiungibile. Già…

Anche quella con il Potenza, ovviamente, era da vincere ma alla fine è lecito domandarsi se siano stati due punti persi o uno guadagnato. Il pubblico, perplesso nel merito, ha applaudito e fischiato.

La vittoria a Catanzaro

Di sicuro, l’antagonista più credibile della Juve (Stabia), in questo momento, è il Trapani. Senza se e senza ma… E col Trapani siamo alla pari. Col Catanzaro adesso, quasi (all’andata ci batterono, in casa nostra, per due a zero; noi – in casa loro, contumace l’osso duro di Floridia – abbiamo vinto per due a uno). I calabri accampano un paio di alibi: che il Catania ha segnato con gli unici due tiri fatti e a seguito di loro errori marchiani e che l’arbitro (e gli assistenti, tra cui spiccava una rara fanciulla)… ecc., ecc… Il fascino della “relatività”! A me è sembrato un atto di masochismo acchiappare la rete al primo minuto e in quel modo.

Credo anche che ottimo impasto – per confezionare più delle due paste di mandorla, regalate da Marotta e Di Piazza al bravo “Friulano” (questo significa Furlan che, tra l’altro, friulano lo è davvero) e soci – ce ne sia stato in abbondanza: tiro di Marotta, deviato da un difensore al grido di “banzai”; capocciata di Di Piazza con pollone anarchico; pallonetto del “ragazzino” – che fa il salto della “buffa” (rana); quasi zac di una sciabolata di Lodi-Zorro… Bastano? Speriamo che certi sprechi siano sempre inferiori al bisogno contingente e recuperati quando giova.

Di Piazza e Marotta

Comunque, tra fischi e fiaschi (nella molteplice accezione del termine), ecco che la settimana inizia con una luminosa epifania (per il significato proprio del termine si consulti un qualsivoglia dizionario): serve ricucire lo strappo tra popolo e signoria ed ecco le diplomazie in campo che confezionano il meglio; aggiungendovi anche la “politica” dei prezzi. Il pienone di Catanzaro è stato generato più o meno così; e c’erano tante donne (a Catania ce n’è una discreta quantità anche in tempi normali) e tanti ragazzini.

Al Cibali-Massimino credo che ci sarà un incremento anche della presenza dei vecchi (come me che non so quanti biglietti a euro 3,50 ho comprato per amici coetanei) precettati per dare una carica in più (non per fischiare) e – si spera – per godere. Certo, essere chiamati “over” fa senso. Anch’io, nelle attività di spettacolo, riservo qualche “privilegio” economico alle persone di una “certa età”, ma mai li chiamerei “over”, termine che lascio ai “sovranisti” (per la verità, non solo a loro), a quelli che “prima gli italiani”, la patria, la nazione, ecc.

Stadio Massimino

Alla faccia di padre Dante, del suo “De vulgari eloquentia” e del quasi conterraneo di Salvini – «… autor di un romanzetto ove si tratta di Promessi Sposi» – che andava a risciacquare i panni in Arno. Non sarà altrettanto “figo” ma il termine “ultra” (senza accento, senza esse finale ma seguito dall’indicazione dell’età) mi acquieta un po’ di più; il retaggio latino ci appartiene ed è canonizzato anche nell’inno di Mameli che non mi fa impazzire ma che preferisco a qualsiasi “Va pensiero”, con la sua citazione di un “Giordano” che potrebbe essere intesa solo come allusione al giornalista mandrogno.

Basta! Non aggiungo altro; col cuore in gola, insieme a tanti (spero) “ultra” (residui della generazione che conobbe Vavassori, Cinesinho, Prenna, Szymaniak, Calvanese…) e con viva speranza (anche nell’Amato Lenin), accompagniamo il Catania in questo decisivo inseguimento…

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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