Al “Verga” di Catania dal 23 al 28 Aprile, per lo “Stabile” etneo, “La rondine” di Guillem Clua, regia di Francesco Randazzo

I due protagonisti dello spettacolo (Ph. Antonio Parrinello)

Dal 23 al 28 Aprile, al Teatro Verga di Catania, va in scena lo spettacolo di Guillem Clua “La rondine” (adattamento di Pino Tierno), nella traduzione di Martina Vannucci, per la regia di Francesco Randazzo, con Lucia Sardo e Luigi Tabita, in cartellone per la Stagione 2018/19 del Teatro Stabile di Catania.

Luigi Tabita, Francesco Randazzo e Lucia Sardo (Ph. Antonio Parrinello)

Il drammaturgo catalano, classe 1973, s’ispira alla strage del Bar Pulse di Orlando, in Florida, scenario di un attacco terrorista islamico di matrice omofoba. Nella sparatoria, in quella notte di giugno del 2016, morirono 49 omosessuali, uccisi semplicemente perché presenti nel locale, notoriamente frequentato da avventori gay. Nel dramma, il cui sottotitolo è “La canzone di Marta”, risuonano anche le tragedie del Bataclán di Parigi, del lungomare di Nizza, delle Ramblas di Barcellona.

La struggente scrittura di Clua rivive nella traduzione di Martina Vannucci e nell’adattamento di Pino Tierno, per la regia di Francesco Randazzo. I colpi di scena incalzano nel duetto tra Lucia Sardo e Luigi Tabita. Le musiche sono di Massimiliano Pace, i costumi Riccardo di Cappello, le luci di Salvo Orlando.

Nella pièce s’incontrano due personaggi. Marta, una severa maestra di canto, riceve la visita di Matteo, che desidera migliorare la propria tecnica vocale per cantare ad una commemorazione per la madre scomparsa. La canzone scelta ha uno speciale significato per lui – e sembra – anche per la donna. Mano a mano che la lezione procede, i due personaggi disvelano dettagli del loro passato. Questa verità li obbliga a riflettere sulle proprie identità, l’accettazione della perdita, la fragilità dell’amore, scoprendosi l’uno all’altro, fino al punto che i loro destini saranno uniti in un canto alla vita condiviso.

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