Alla Sala delle Arti di Gravina di Catania, per “Fuorischema 2019”, concerto de “Il nuovo Trio Parsifal”, ovvero tre musiciste per due musiciste

Il nuovo Trio Parsifal

Tre donne per due donne, tre musiciste per due musiciste: non è una formula matematica e neanche un gioco di parole ma lo schema dell’intrigante concerto programmato da Tania Cardillo come sesto appuntamento dei “Pomeriggi musicali a Gravina” da lei organizzati nell’ambito dell’attività concertistica “Fuorischema 2019” del Centro Magma di Catania, diretto da Salvo Nicotra.

“Il nuovo Trio Parsifal” è composto, appunto da donne (la violinista Patrizia De Carlo, la violoncellista Emilia Slugocka e la pianista Anna Paola Milea) che, per l’occasione, nell’accogliente Sala delle Arti del Centro etneo, intestata a Emilio Greco e messa gentilmente a disposizione dalla locale amministrazione (Massimiliano Giammusso sindaco, Patrizia Costa assessore, ecc.), hanno suonato rare e pregevoli composizioni di due musiciste dell’Ottocento europeo; precisamente: il Trio in Sol minore, op. 17 (Allegro moderato – Scherzo/Tempo di Menuetto – Andante – Allegretto) di Clara Wieck Schumann (Lipsia, 1819 – Francoforte, 1896) e il Trio in Re minore, op. 11 (Andante espressivo – Lied/Allegretto – Andante – Finale/Allegro moderato) di Fanny Mendelssohn-Hensel (Amburgo, 1805 – Berlino, 1847).

Generalmente e fatalmente le due musiciste tedesche sono accostate ai più famosi loro familiari, maschi ovviamente; una è stata, infatti, moglie di Robert Schumann, l’altra sorella di Felix Mendelssohn. Come ha rilevato nei suoi ricchi interventi esplicativi Anna Paola Milea, entrambe, seppur vissute in un’epoca in cui la donna doveva superare immense difficoltà – già in famiglia (anche se non è il caso di Clara Wiech) – per rispondere a qualsiasi vocazione che potesse metterla pubblicamente in mostra, furono precoci e validissime pianiste, prima che compositrici, e non mancarono di profondere influenze benefiche anche nella musica di marito e fratello.

Thomas Beecham, direttore d’orchestra e compositore inglese, ancora nel 1920, negava l’esistenza di compositrici e asseriva che mai ve ne sarebbero state. E se le donne, in epoca moderna, composero soprattutto musica da camera è anche perché orchestre e direttori si rifiutavano di eseguire le loro opere.

Le tre musiciste

Com’è facile comprendere si tratta di uno di quegli eventi il cui rilievo storico (sociale e culturale) rischia di sopraffare quello artistico; va invece, da subito, dato atto alla curatrice della rassegna e alle tre artiste di avere realizzato un concerto di alta qualità formale mettendo in risalto i pregi intrinseci delle non facili partiture, la loro elevata dotazione tecnica e il rodato affiatamento.

Clara Wieck coniugò una vita complessa tra l’impegno in famiglia (otto maternità) e quello pubblico; seppe farsi largo come concertista e fu tenace sino a essere nominata – nel 1878 – docente principale di pianoforte al Conservatorio Hoch di Francoforte, incarico che mantenne fino al 1892. Poco tenera e molto esplicita nei confronti di tanti importanti musicisti del suo tempo (finanche feroce con Wagner) non esitava a cancellare dal suo repertorio brani di autori con cui entrava in rotta di collisione. La sua effigie è stata persino riportata sulla banconota da cento marchi.

Intitolò il suo Trio in Sol minore op. 17 – creato nell’estate del 1846, quando, incinta del quartogenito, aveva dovuto interrompere le tournées – come “per pianoforte, violino e violoncello” a sottolineare che non voleva relegare a ruolo secondario quello dello strumento a tastiera. La composizione fu tenuta in gran conto dal marito per il suo Trio (op. 63).

Nell’esecuzione sono state ben evidenziate e poste in perfetto equilibrio le potenzialità dei tre strumenti; così sin dal primo movimento (Allegro moderato; in cui al tema principale del violino segue il pianoforte con il secondo tema); così anche nell’Andante del terzo movimento – di grande complessità tecnica – e nell’Allegretto del Finale, nella forma sonata, con una “versione fugata” del tema principale e un elaborato accompagnamento del pianoforte.

Rilevante, nel Trio in Re minore, op. 11 di Fanny Mendelssohn – composto poco prima della morte, ma pubblicato postumo – l’apertura con accompagnamento agitato del pianoforte su cui si sviluppa l`ampia e appassionata melodia degli archi che mette ancora una volta in risalto le doti tecniche delle esecutrici e soggioga l’uditorio preparandolo ai successivi movimenti in cui spicca l’ Allegretto, indicato come “Lied”, per la somiglianza con una canzone priva di parole, quasi cantata dai tre strumenti. Largo spazio, infine, al pianoforte della Milea nell’ultimo tempo, con un esordio praticamente solistico ed un impegno continuato nell’intero sviluppo. Numerose chiamate e immancabile bis.

Il successivo concerto della Rassegna gravinese, in programma sabato 18 maggio (sempre alle ore 18,30), prevede l’esibizione dell’Italian Piano in Duet (pianoforte a quattro mani con Alberto Giambello e Tania Cardillo) in un repertorio di musica esclusivamente italiana.

Nuovo Trio Parsifal

“Parsifal è colui che viaggia alla ricerca di una qualità che non si può trovare lungo strade conosciute. Parsifal viaggia alla ricerca di ciò che altri hanno dimenticato…”

… proprio l’amore per la ricerca della qualità e l’interesse per la riscoperta di brani e compositori ingiustamente dimenticati, come Xaver e Philipp Scharwenka, Clara Wieck, Fanny Mendelssohn, Lili Boulanger, accomunano le componenti del Nuovo Trio Parsifal, fondato nel 2001 ed attualmente formato da Patrizia De Carlo (violino), Emilia Sługocka (violoncello) ed Anna Paola Milea (pianoforte). Il Trio si esibisce regolarmente in Italia e all’estero, ottenendo ovunque unanimi consensi di pubblico e di critica. Nel 2003 ha tenuto un concerto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ed una tournée in Perù e Colombia su invito degli Istituti Italiani di Cultura di Lima e Bogotà, durante la quale si è esibito in teatri di grande prestigio ed ha tenuto una masterclass presso la Escuela Superior de Musica Luis Duncker Lavalle ad Arequipa (Perù).

Ha frequentato la masterclass “Il Tango, Piazzolla e la cultura rioplatense” tenuta dal M° Hugo Aisemberg presso l’Accademia Europea di Musica e Arti dello Spettacolo “Piero Asaro” di Roma, ed il Corso di perfezionamento annuale di musica da camera tenuto da Sonja Pahor presso l’Arts Academy di Roma.

Nel 2004, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Jakarta, ha rappresentato l’Italia al VII Festival Internazionale presso il Teatro Gedung Kesenian di Jakarta ed ha tenuto una masterclass all’Università Negeri. Successivamente si è esibito su invito degli istituti Italiani di Cultura e delle Ambasciate Italiane a New York, Manchester, Barcellona, Lubiana, Zagabria e in Nigeria, oltre che presso importanti istituzioni in Italia. È stato premiato quale migliore interprete della Stagione Concertistica 2005 dall’Associazione Culturale “Il Fitto” di Cecina (Livorno). Nel 2017 si è aggiudicato la Silver Medal–Outstanding Achievement per la sezione “trio” ai Global Music Awards. Nel 2018 ha pubblicato il cd “Invisible Landscapes” per la BAM Beyond Any Music, premiato con la Silver Medal ai Global Music Awards di Los Angeles. Il repertorio del Nuovo Trio Parsifal spazia dal classicismo al ‘900, alla musica contemporanea.

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