Segreti Bancari , Come Proteggere il Capitale dalle Turbolenze dei Prossimi Mesi, il 10 giugno webinar da non perdere

I prossimi mesi saranno particolarmente turbolenti a causa di alcuni fattori di natura politica ed economica. E l’approccio tradizionale agli investimenti potrebbe non funzionare più. Ecco, allora, come proteggere e fare crescere il patrimonio in tempi di crisi.

I 3 Fattori di Crisi

All’orizzonte nubi fosche si stanno addensando sulla testa degli investitori. Questi ultimi rischiano di venire colpiti nel momento in cui sono più vulnerabili, ossia durante i mesi estivi, tradizionalmente dedicati al relax ed alle vacanze.

I pericoli da affrontare, che rischiano di rendere inadeguate le strategie convenzionali di investimento, sono sia di natura politica sia economica. Vediamo, in dettaglio, di che si tratta.

Trade War

La guerra commerciale scatenata da Trump nei confronti dei suoi rivali sembra non arrestarsi mai. “Fermate Trump” è il monito dell’ex sindaco di New York Mike Bloomberg, noto economista e fondatore del più importante circuito di notizie finanziarie al mondo.

Dopo aver attaccato apertamente la Cina, fino a bandire Huawei dagli States, colpevolizzata di presunto spionaggio, mr Donald ha rivolto i suoi strali al Messico. Se il governo non bloccherà l’immigrazione clandestina verso gli Usa, secondo Trump, arriveranno dazi fino al 25%. Inutile dire che questa forma di protezionismo estremo sta creando danni all’economia globale, già alle prese con un rallentamento fisiologico dopo anni di crescita ininterrotta.

Brexit

Le dimissioni di Theresa May aprono uno scenario difficile per il Regno Unito. Qualora il nuovo Primo Ministro optasse per una uscita senza accordo, le conseguenze per il Paese sarebbero durissime. La Bank of England stima che i danni per l’economia britannica sarebbero simili a quelli di una depressione durevole.

L’Italia Epicentro di una Crisi del Debito

Con i conti pubblici fuori controllo, ed un indebolimento del ciclo economico, l’Italia rischia di tornare al centro della speculazione internazionale. Una eventuale crisi del debito spingerebbe, infatti, gli investitori verso i così detti beni rifugio, gli unici in grado di preservare il valore del capitale (ma non di farlo crescere).

I BTP verrebbero snobbati, come già sta accadendo, e per tornare appetibili occorrerebbe un rialzo dei rendimenti, con un ribasso conseguente delle quotazioni. Non a caso ad ogni rialzo dello spread corrisponde un calo delle quotazioni dei titoli governativi italiani.

Come Proteggere e Fare Crescere il Capitale?

Date queste premesse, appare evidente come le classiche strategie di portafoglio basate per lo più sulla costruzione di un portafoglio bilanciato tra azioni ed obbligazioni non funzionino più.

Le azioni producono rendimenti nelle fasi di crescita delle economie, ma perderebbero facilmente valore qualora il mondo si avviasse verso una stagnazione, o quanto meno verso una fase di crescita contenuta.

I bond verrebbero travolti da una crisi debitoria come quella innescata nel 2011, con due aggravanti. Da un lato a fine anno scadrà il mandato di Mario Draghi alla guida della BCE e il suo successore potrebbe seguire una impostazione differente nella conduzione della politica monetaria. Inoltre con i tassi di interesse così bassi i margini di manovra della politica monetaria appaiono piuttosto limitati.

Comprare beni rifugio, da sola, non è una strategia vincente. Non solo perché il loro andamento non è necessariamente legato in senso positivo ad un contesto di crisi. Ma anche perché la loro redditività, al di fuori di situazioni particolari, è molto bassa per non dire nulla.

La costruzione di un capitale in grado di non perdere valore, ma anzi di crescere durante le fasi di crisi economica e finanziaria, deve basarsi su questi presupposti:

Essere composto da attività finanziarie ad andamento asincrono

Grazie ad una diversificazione strategica tra classi di attivo che si muovono in modo sfasato in diverse condizioni di mercato è possibile costruire portafogli che consentano una protezione del capitale investito e la sua crescita.

Essere basato sulla consapevolezza del non sapere più che sulle instabili previsioni

Investire secondo le previsioni non è mai una buona idea. Nel 99% dei casi questa pratica condurrà ad un risultato deludente. Ma c’è di più. In uno scenario che cambia di continuo, e di fronte al quale i mercati mostrano una iper-reattività, non ha senso alcuno cambiare continuamente la composizione del portafoglio per adeguarlo alle nuove notizie che emergono in tempo reale.

Meglio, allora, fare affidamento su ciò che sappiamo di non sapere, comprendendo alcune asset class strategiche, come, ad esempio:

  • azioni
  • beni rifugio
  • liquidità
  • immobili
  • obbligazioni

Per approfondire

Chi è interessato a scoprire come costruire ed implementare un portafoglio anti crisi, che ha registrato un solo anno negativo, un rendimento medio del 7% l’anno attraversando anni difficili con una volatilità di appena il 3%, potrà iscriversi al webinar in diretta streaming del 10 giugno 2019 alle 21, proposto da Segreti Bancari. Per saperne di più visita il sito https://www.segretibancari.com/webinar/

Giacomo Saver – CEO Segreti Bancari

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*