Partire o restare nella tua terra? Questi ed altri interrogativi in “Pescheria Giacalone e figli” di Rosario Lisma fino al 27 Giugno al Castello Ursino di Catania

I protagonisti dello spettacolo

Inaugurata nella corte del Castello Ursino di Catania, con repliche fino al prossimo 27 Giugno, la rassegna estiva dello “Stabile” etneo – dedicata alla nuova drammaturgia e agli artisti in alta percentuale siciliani – con “Pescheria Giacalone e figli”, novità assoluta di Rosario Lisma, attore, autore e regista nativo di Mazara, ma a diciotto anni fuggito a Milano. “Almeno una volta nella vita, io credo, ciascuno dovrebbe fermarsi. Sedersi da solo. Fare silenzio e rispondere a una domanda. Sto facendo ciò che devo? Almeno una volta. Sarebbe meglio farsi questa domanda più volte nel corso della propria esistenza”. Scappare. Fuggire. Sono due parole così simili. Ma non esattamente sinonimi. Si corre via in entrambi i casi. Per salvarsi e non morire. Fuggire è evitare un pericolo imminente, probabile sì, ma non necessariamente in atto. Scappare è liberarsi da un dolore già in atto, provato e che si prova ancora, qui e ora”. Quanti dei nostri giovani fuggono, o forse scappano nel desiderio di più ampi orizzonti?

Una scena di “Pescheria Giacalone e figli” (Ph. Antonio Parrinello)

Su queste e su altre cose riflette Alice, una dei quattro protagonisti dell’intrigante, amaro ed allo stesso tempo divertente, testo di Rosario Lisma “Pescheria Giacalone e figli” che indubbiamente solleva tante attuali questioni, suscita intelligenti domande che coinvolgono le famiglie, i giovani alla ricerca delle proprie aspirazioni e che si dibattono tra l’amore per la propria terra ed il desiderio di scoprire, altrove, nuovi orizzonti.

Lo spettacolo, diretto con abilità dallo stesso autore, con l’assistenza di Gabriella Caltabiano, si avvale delle luci di Salvo Costa e si rivela un dramma travestito da commedia e che vede al centro della vicenda quattro protagonisti in una modesta famiglia siciliana e tradizionale, dove l’amore, l’abitudine, le tradizioni soffocano le iniziative, le energie dei giovani, tenendoli prigionieri della propria terra, tra porte e finestre ermeticamente chiuse e che tagliano fuori dal mondo, dai cambiamenti, dal progresso. Un lavoro, quello scritto e diretto da Rosario Lisma, nuovo e ben strutturato e che,  in circa 100 minuti, sa regalare emozioni, sorrisi e riflessioni.

Lucia Sardo (Foto Antonio Parrinello)

In scena, nell’impianto (il claustrofobico interno di casa Giacalone) di Vincenzo La Mendola, che cura anche i costumi, si sviluppa il conflitto della giovane bibliotecaria e aspirante giornalista Alice (l’intensa e grintosa Barbara Giordano), avvolta, soffocata, in una  gabbia familiare angusta e formata dalla autoritaria madre (la cattiva e divertente allo stesso tempo Lucia Sardo), che con tanto di sedia a rotelle rappresenta il tipico egoismo dei genitori, capaci di qualsiasi cosa pur di non perdere l’affetto, la vicinanza dei figli e dall’inetto fratello (un convincente Luca Iacono) che gestisce, in modo poco produttivo, la pescheria ereditata dal padre, afflitto da manie e paranoie.

Alice, che lavora in un blog, in attesa di una chiamata dalla redazione del Corriere della Sera a Milano – la sua desiderata metropoli – conosce nel suo paese un neurologo milanese (interpretato dal rigoroso Andrea Narsi), trapiantato in Sicilia e che, attratto da lei, si prende cura della madre per starle vicino, ma il suo si rivela un amore egoista, molto simile a quello del fratello e della madre ed alla fine i tre nascondono ad Alice la proposta contratto del “CorSera” arrivata per posta da Milano. Riuscirà la giovane ed intraprendente bibliotecaria a tagliare la corda che la lega alla sua terra ed alla sua famiglia e, in nome del desiderio di emancipazione e realizzazione, a trasferirsi a Milano per fare la giornalista, spezzando così le catene di un amore egoista e malato?

Luca Iacono e Barbara Giordano (Foto Antonio Parrinello)

“Pescheria Giacalone e figli” si rivela uno spettacolo moderno, amaro e divertente, che convince il pubblico trascinandolo in mille riflessioni per le questioni sollevate dal testo che indaga sui problemi della famiglia, del Mezzogiorno, della Sicilia, su quell’immobilismo, su quell’indolenza e quell’attaccamento morboso alla propria terra che finisce per soffocare ogni desiderio e tarpare le ali a molti giovani spesso costretti a vivere in ambienti, paesi, ambiti familiari claustrofobici, tra disillusioni e ricatti affettivi.

Applausi convinti alla fine per la rappresentazione e per i quattro protagonisti di una ben congegnata storia siciliana che parla di amore ed egoismi, di ricatti e sogni di fuga, di desideri e di famiglia. Lo spettacolo verrà replicato nella corte del Castello Ursino di Catania fino al 27 Giugno.

Gli applausi finali (Foto Dino Stornello)

Scheda

“Pescheria Giacalone e figli”

Testo e regia di Rosario Lisma

Con Lucia Sardo, Barbara Giordano, Andrea Narsi, Luca Iacono.

Assistente alla regia Gabriella Caltabiano

Scene e costumi Vincenzo La Mendola

Luci Salvo Costa

Audio Giuseppe Alì

Produzione Teatro Stabile di Catania

Castello Ursino di Catania – Dal 16 al 27 Giugno 2019

Rassegna “Estate Castello Ursino”

Promo “Pescheria Giacalone e figli”

Di Maurizio Sesto Giordano 522 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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