Refugees Got Talent, i vincitori Annah, Loveth e Soumah: “Grazie per averci dato l’opportunità di immaginare una vita migliore”

L’emozione è tanta sul palco di piazza Università, quando Annah, appena 18 anni, finisce di recitare i versi della sua poesia, così intensa, così inchiodante nel suo interrogarsi “Dimmi, perché non ho diritto ad essere felice io, perché?”. Ancora di più quando è proprio lei ad aggiudicarsi il primo posto del Refugees Got Talent, l’evento organizzato a Catania dalla Rete del Rifugiato.

Annah Imordi, appena 18 anni, nigeriana è stata la prima classificata fra tredici finalisti, tutti bravissimi, tutti. Il secondo posto è andato allo straordinario talento di Loveth Oluwatobi, 18 anni, e il terzo a Soumah, ancora minore di 17 anni, ballerino, il più acclamato dal pubblico, già una star su youtube.

Sono tutti e tre ospiti del Consorzio Il Nodo, uno dei venti enti che compongono la rete, inseriti nei Progetti SPRAR Adulti e Minori di Acireale e Catania, oggi testimoni di bellissime esperienze di integrazione.

“Sono felice perché mi avete dato la possibilità di dire a tutti che i milioni di persone che lasciano il loro paese nella speranza di vivere in luogo migliore, hanno diritto ad avere questa opportunità nella vita”. Lo sa bene Annah, che aveva 16 anni quando è salita su un barcone, affidando i propri sogni al mare. Già a 5 anni, grazie ad una zia insegnante, amava scrivere e si è appassionata a quel modo di esprimere i suoi stati d’animo. Lei vive in pieno centro di città, SPRAR MSNA Catania, ospite di una struttura insieme ad altre ragazze, anche italiane con forti disagi sociali, in un clima familiare, in una casa accogliente, in una dimensione concreta di integrazione.

 “Scrivo la vita, quello che ho passato prima di prendere la decisione di abbandonare la mia famiglia, mi ha dato la forza la speranza di un futuro.  Da grande sognavo di fare la maestra, oggi ho capito che vorrei aiutare gli altri, ascoltare i loro bisogni e ho decido di studiare per diventare un’assistente sociale”. E cosi, Annah, il prossimo anno frequenterà un corso che le permetterà di conseguire un attestato di idoneità grazie ai percorsi formativi attivati dal Consorzio Il Nodo.

“L’accoglienza non è solo sfamare: è programmare e lavorare in sistema per trasformare ogni vita salvata in risorsa – spiega Fabrizio Sigona, presidente del Consorzio Il Nodo – La nostra prima regola è creare un senso di appartenenza alla comunità, vissuta come “casa”, appunto, allo scopo di alleviare la sofferenza di stare lontano dalla propria famiglia, per questo creiamo piccoli gruppi di ospiti”. Far emergere la capacità di ognuno, progettare il futuro in base alle potenzialità di ciascuno e le aspirazioni, supportare sia minori che le donne vittime di violenza e di tratta sono alcuni capisaldi del modello di accoglienza del Consorzio. “Fondamentale il concetto di integrazione – ha aggiunto – per questo in alcune comunità è stata sperimentata la convivenza fra minori italiani e stranieri. Vi è un fondamentale lavoro di collaborazione con il Tribunale dei Minori, la Procura, i servizi sociali e con le associazioni che operano in questo ambito, delicatissimo nella fase di passaggio dall’età minore a quella adulta”. 

Stesso percorso di integrazione per Loveth Oluwatobi, Nigeria, SPRAR Adulti Catania, in Italia da quando aveva 15 anni, di aver conseguito la terza media, oggi frequenta l’Istituto superiore ad indirizzo musicale “Angelo Musco” di Librino. Ama cantare e suonare.

“Sin da bambino, cantavo nel corso di una chiesa” ricorda Loveth, di religione cristiana, e ora sta imparando la chitarra e il contrabbasso. “Adoro il jazz soprattutto, e poi il rock; la prima volta che ho ascoltato un brano di jazz è stato l’anno scorso, non avevo idea di cosa fosse e ora non ne posso più fare a meno. Da quando canto, la mia vita è cambiata”.

Le idee chiare ce le ha anche Soumah, ancora 17 anni, SPRAR MSNA Acireale, il terzo classificato, ballerino moderno, anche lui frequenta la scuola per conseguire la terza media ed è iscritto ad un corso di danza. “Da grande voglio fare questo, voglio ballare”. Già una star tra i suoi coetanei che dalle transenne di piazza Università lo hanno acclamato, ha colpito la giuria per la sua determinazione al punto che il regista e coreografo Lino Privitera, gli ha offerto una borsa di studio per frequentare la sua scuola. Ed infine, rimasto fuori dal podio ma non meno talentuoso, è il ventenne Bakar – il quarto concorrente del Got Talent anche lui del Consorzio Il Nodo, SPRAR Adulti Acireale, un rapper già noto dal pubblico di You Tube che avrà modo di dimostrare la sua bravura all’X Factor Italia, dove ha già superato la prima selezione.

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