Alla Sala Chaplin di Catania, fino al 7 Luglio, “Solo l’amore conta” di Nicola Costa, omaggio all’attualità del pensiero di Pier Paolo Pasolini

Una scena dello spettacolo (Ph. Chiara Di Salvatore)

“Finché l’uomo sfrutterà l’uomo, finché l’umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà né normalità né pace. La ragione di tutto il male del nostro tempo è qui”. PPP

In circa 70 minuti Nicola Costa con gli allievi-attori del “Centro Studi Teatro e Legalità” propone – repliche fino al 7 Luglio – alla sala Chaplin di Catania la pièce intrigante, analitica, “Solo l’amore conta”, testo scritto e diretto dallo stesso Nicola Costa. Si tratta di un efficace, delicato, ben congegnato e pregnante omaggio a Pier Paolo Pasolini, uno tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Avvalendosi di pochi oggetti scenici (latte di plastica foderati con articoli e foto di Pasolini, una vecchia macchina da scrivere, abiti, occhiali, foulard rossi, candele e lampade tascabili, pane e vino) e con il significativo tappeto musicale di alcuni brani di Ivano Fossati, sul palco si muovono, si agitano, si stringono, litigano, si abbracciano i 15 attori del “Centro Studi Teatro e Legalità”, diretti da Nicola Costa che ripercorrendo, con la forza dei gesti e della parola, le vicissitudini, l’impegno, la sofferenza del noto autore di “Scritti Corsari”, presentano al pubblico un Pasolini libero da false etichette, da luoghi comuni.

Locandina “Solo l’Amore conta”

Nel suo impegnativo testo Nicola Costa si insinua con intelligenza e delicatezza tra le tematiche letterarie, sociali e di costume dello scrittore, poeta, giornalista, soffermandosi sul rapporto dell’intellettuale con il capitalismo e con la politica vista come autentica arma di distruzione contro la società.

Per tutta la sua durata, fino alla chiusura – con lo straordinario brano di Ivano Fossati “C’è tempo” – lo spettacolo ripercorre, analizza il percorso esistenziale di Pasolini, il rapporto con la famiglia, con il potere, con il popolo e diventa uno strumento per soffermarsi sui valori di quel tempo e soprattutto sull’importanza, sul significato, della parola “Amore” ai nostri giorni. Quella parola, l’unica possibile che conta nella vita di ognuno di noi, infatti “Solo l’amore conta” e ieri come oggi può salvarci dal disastro sociale che sta per travolgerci.

Sul palco della sala Chaplin si susseguono, si narrano quindi, attraverso le voci, i movimenti, le urla, le riflessioni degli interpreti, le domande sulla morte violenta di Pasolini, oltre alla sua voglia di vivere, di esprimere la sua poesia, il suo coraggio, la sua ribellione di intellettuale fermatasi, purtroppo, quel 2 novembre del 1975, giorno di una morte annunciata. Tra mille dubbi, depistaggi, insulti e false verità.

Ancora una volta Nicola Costa propone un testo, una pièce, di teatro verità e di denuncia e che si pone al pubblico come strumento di pura riflessione su fatti di cronaca o su una realtà – ieri come oggi – spesso manipolata da un sistema occulto ed invasivo.

Nicola Costa

Sul palco, guidati dal giovane e determinato Marco Sambasile (nei panni di Pasolini), i 15 attori del “Centro Studi Teatro e Legalità” (Maria Anselmi, Angelo Ariosto, Lucia Barbera, Marina Boccafoschi, Angela Carletta, Rosa Correale, Daniele Dimartino, Marice Fiorito, Gaetano Gulisano, Noemi La Cava, Caterina La Rosa, Sonia Malafarina, Livio Milazzo e Maria Patanè, tutti abili e concentrati nel dare voce, corpo e contraddizioni al popolo della borgata, tenuto sempre lontano dai fasti, dalle luci della cultura e della letteratura.

I 15 interpreti dello spettacolo

Lo spettacolo, ricordiamo che è il frutto di un percorso di studio e di immedesimazione durato dieci mesi ed è allestito con il contributo di 15 interpreti, coadiuvati dall’assistenza tecnica di Conny La Cava i quali rappresentano ideali e pensieri di Pier Paolo Pasolini. Alla fine per l’autore e regista Nicola Costa e per i 15 valenti interpreti, i meritati applausi del pubblico per un lavoro che consente di fare un salto, disperato e colmo d’amore, nella vasta produzione, tra i pensieri, le ideologie, i geniali versi di Pier Paolo Pasolini.

Di Maurizio Sesto Giordano 507 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, collabora da oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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