Crisi “Bellini”, il sovrintendente Roberto Grossi convoca il 2 Agosto al “Sangiorgi” i sindacati per un incontro con l’assessore regionale Manlio Messina

Nella foto di Adriano Calabria, il Teatro Massimo Bellini di Catania

Visti gli sviluppi della crisi che il Teatro Massimo Bellini attraversa per la diminuzione dei finanziamenti pubblici, il sovrintendente Roberto Grossi ha convocato i sindacati per un incontro con l’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina, che si svolgerà domani 2 Agosto alle ore 9.30 al Teatro Sangiorgi. L’urgenza dell’incontro nasce soprattutto dalla decisione presa in seno all’Ars, ieri 31 luglio, di rinviare a settembre, dopo la pausa estiva, la discussione della proposta di variazione di bilancio approvata sempre ieri dalla Giunta. Variazione stabilita sulla scorta del resoconto presentato da Grossi.

“Accogliamo con grande soddisfazione – sottolinea Grossi – che l’impegno assunto dall’assessore regionale Manlio Messina insieme al vicepresidente dell’Ars e assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, nella riunione del 30 luglio a Palermo con i vertici del Teatro Massimo Bellini e del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, è stato pienamente mantenuto. Già ieri la Giunta del Governo regionale ha infatti approvato la delibera di reintegro delle quote di assegnazione per il 2020 e il 2021 secondo le richieste del teatro. Facciamo tuttavia appello all’assemblea dell’Ars affinché venga discusso ed approvato la proposta di variazione di bilancio immediatamente, rinviando l’inizio della pausa estiva, per scongiurare i danni irreparabili che deriverebbero da un ulteriore ritardo. Vogliamo ricordare, come abbiamo ribadito e documentato nei giorni scorsi, che il Bellini, non potendo predisporre e approvare il bilancio triennale 19/21, si trova nella condizione di gestione provvisoria dal mese di gennaio. Ciò significa che non può assumere impegni di alcun tipo sulla nuova programmazione, perdendo, come sta già accadendo , le quote degli incassi, le sponsorizzazioni, le entrate del Fus nazionale e regionale legate alle attività. Peraltro anche gli stanziamenti integrativi già deliberati per il 2019 non potranno essere considerati sin quando non sarà possibile inserirli nel nuovo bilancio. In questa situazione, senza l’ immediato reintegro il Teatro nei prossimi mesi avrà difficoltà a pagare gli stipendi, ad assicurare le opere ed i concerti autunnali agli abbonati, incassare le somme previste dalla vendita della stagione 2020, totalmente bloccata. Occorre scongiurare questo scenario certo che pregiudicherebbe inesorabilmente l’immagine e la credibile conquistata con fatica dal Teatro negli ultimi anni”.

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