Controlli dell’Ufficio Immigrazione della Polizia per conversione di permessi da motivi umanitari a motivo di lavoro

Polizia

Recentemente, la Polizia di Stato ha rilevato un significativo aumento di richieste di rinnovo e/o di permessi di soggiorno volte, in particolare, ad ottenere la conversione del titolo  in scadenza,  da “motivi umanitari” a “motivi di lavoro”. Nel mese di luglio, molti stranieri hanno presentato la documentazione riguardante l’apparente esistenza di un rapporto di lavoro e la residenza nel territorio compreso Catania, al fine di legittimare la presentazione delle istanze di conversione.

Il reiterarsi di siffatte istanze di conversione e della relativa documentazione prodotta, già nella fase preistruttoria di acquisizione delle relative istanze viene vagliata al fine di verificare la sussistenza dei presupposti di legge, necessari al rilascio o rinnovo dei permessi di soggiorno riguardanti la “conversione” del titolo. Queste verifiche eseguite anche a mezzo di consultazione delle diverse banche dati, hanno consentito, nell’immediatezza, di accertare che alcuni dei citati rapporti di lavoro risultavano fittizi e che questi soggetti non avevano mai conosciuto il presunto datore di lavoro  né avevano mai svolto per suo conto alcuna attività.

Ulteriore conferma circa l’indebito ottenimento del documento di lavoro esibito si è potuto evincere dalle prime ammissioni dei soggetti interessati secondo cui hanno dovuto corrispondere somme di denaro quantificate tra 400 e 500 euro. Sulla scorta dei primi riscontri, gli investigatori dell’Ufficio Immigrazione hanno potuto procedere all’identificazione del presunto autore di tali “falsificazioni”, anche perché i fatti narrati dai predetti erano accomunati da un identico “modus operandi”.

In virtù della descritta condotta si è potuto inoltrare tre distinte comunicazioni di reato alla Procura della Repubblica nei confronti di tre soggetti: B.I. cittadino del Senegal di anni 35; D.C. cittadino del Mali di anni 28 e S.A.R. cittadino del Ghana di anni 20. Attraverso delle ulteriori indagini è stato possibile pervenire all’identificazione certa del materiale esecutore dei contratti di lavoro fittizi/falsi consegnati ai citati tre stranieri.

Gli agenti hanno constatato che i tre indagati avevano segnalato nella documentazione presentata, la stessa utenza mobile  telefonica e, tenuto conto delle identiche modalità con le quali i predetti avevano ottenuto i falsi documenti di lavoro secondo un collaudato sistema illecito posto in essere, si è potuto accertare che il S.A.S. cittadino senegalese di anni 52 abitante a Catania, risultava intestatario dell’utenza segnalata e che la stessa utenza era stata indicata nella richiesta di permesso di soggiorno poi rilasciata all’uomo.

Per questi motivi, il senegalese nelle prime ore del giorno 23.07.2019 è stato raggiunto, unitamente ad altri soggetti, da un provvedimento di custodia cautelare emesso in data 22.07.2019 ed eseguito da personale della locale Digos e della Squadra Mobile, in relazione a reiterate condotte illecite finalizzate a favorire, mediante la formazione di documentazione falsa, la permanenza illegale nel territorio nazionale di numerosi stranieri.

In virtù dei fatti accertati in data 26 e 29.07.2019 e sulla scorta delle risultanze conseguite l’uomo è stato parimenti deferito alla compente A.G., in ordine al reato  di cui all’art. 12 comma 5 del D. Lgv 286/98 e succ.mod., reiterato in tempi diversi, in relazione ai fatti che hanno portato al deferimento dei primi tre soggetti.

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