La Polizia di stato sempre attiva per i reati della violenza di genere

Polizia

In considerazione dei numerosi fatti di cronaca ai quali assistiamo quasi giornalmente, la violenza di genere si può considerare un allarme sociale. Per violenza di genere si devono considerare le violenze di diversa natura che generalmente l’uomo compie nei riguardi della donna. Anche la donna può essere soggetto di violenza di genere, anche se i casi costituiscono una minima percentuale. E’ un fenomeno di natura trasversale che occorre saper riconoscere. Non è tipico di una estrazione sociale, tanto meno di una zona periferica o malfamata della città ed in ambito provinciale occorre ancora lottare contro i pregiudizi (status della donna – ego maschile), le ingerenze dell’entourage familiare e la mancanza di collaborazione con le FF.OO.

Con l’entrata in vigore della normativa istitutiva del reato di atti persecutori (D.L. n. 11/2009, convertito in legge n. 38/2009  ) e di violenza domestica (art. 3 del decreto-legge 14 agosto 2013 n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119), presso questa Divisione Polizia Anticrimine è stato istituito l’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili.

L’Ufficio svolge un’attività di informazione, ascolto e sostegno, rivolta principalmente alle donne vittime di violenza di genere, con particolare attenzione alla loro protezione, soprattutto nella prima fase di pronto intervento, quando la vittima inizia a metabolizzare la propria situazione.

Si tratta di una fase molto delicata, durante la quale la vittima ha un comportamento altalenante. Compito dell’ufficio è anche ricercare, ove necessario, soluzioni per la messa in sicurezza delle vittime di violenza di genere  e dei figli  minori  presso  le  strutture  di  accoglienza  disponibili  sul  territorio, nonché curare il collegamento con le risorse, istituzionali e private, presenti sul territorio, che fanno parte della “Rete Antiviolenza Distrettuale”.

Dalla data di entrata in vigore della suindicata normativa, l’Ufficio “Minori e Vittime Vulnerabili” ha trattato 1037 pratiche relative alla richiesta  di Ammonimento, per i quali sono stati emessi complessivamente nr. 434 ammonimenti. Oltre il 90% delle vittime che hanno richiesto l’ammonimento sono rappresentate da donne coinvolte in una relazione affettiva potenzialmente pericolosa e/o connotata da atti di violenza fisica e/o verbale e/o psicologica e/o economica e/o sessuale.

Il personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili collabora costantemente con gli operatori di tutte le Forze di Polizia presenti sul territorio, soprattutto nelle fasi preliminari di analisi della domanda della vittima di violenza di genere, al fine di orientarla in un percorso che possa garantirle protezione e tutela. La messa in protezione delle donne e dei minori vittime di violenza assistita  prevede soprattutto il colloquio con la persona offesa per una valutazione del rischio ed i  contatti con la competente Procura per la  condivisione dell’intervento di protezione.

Inoltre, il personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili è impegnato in una costante attività di monitoraggio del fenomeno della violenza di genere, sia tramite la raccolta dei dati e la compilazione delle statistiche relativamente al fenomeno degli “atti persecutori” e della “violenza domestica”, comunicati periodicamente al Servizio Centrale Operativo – Direzione Centrale Polizia Criminale del Ministero dell’Interno; sia attraverso il vaglio delle relazioni di servizio redatte dalle Forze di Polizia a seguito di interventi per lite in famiglia.

Particolare attenzione è anche rivolta alle denunce presentate presso i vari Uffici di Polizia, ove si riscontrano situazioni di elevato conflitto nelle relazioni affettive che appaiono potenzialmente pericolose, sia per la tipologia di reato denunciata (minacce di morte, percosse, lesioni personali, ecc.) che per la presenza di minori all’interno del nucleo familiare. Ciò al fine di contattare le persone offese, fornire loro le dovute informazioni e valutare eventuali interventi di tutela, nelle more dei provvedimenti adottati dall’Autorità giudiziaria

E’ stato, inoltre, dato maggiore rilievo al “lavoro di rete” attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, stipulato in data 31/01/2008, cui hanno aderito numerosi partner istituzionali e privati (Procure, Comando Provinciale Carabinieri, A.S.L., Ospedali, Comuni del distretto socio-sanitario D-16, Associazione Italiana Avvocati, ecc.); nonché tramite il costante interscambio di informazioni e soluzioni di primo intervento, al fine di poter gestire la problematica in sinergia con le varie istituzioni coinvolte.

Un significativo contributo si deve anche agli incontri periodici della “Rete Antiviolenza Distrettuale” ed alla partecipazione ad un tavolo tecnico per la creazione di “procedure operative d’intervento” che hanno condotto all’elaborazione di “Linee Guida per la Polizia Giudiziaria in materia di reati di stalking, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale”.

Le Linee Guida, elaborate dal Gruppo di Lavoro (costituito dai referenti della Rete Antiviolenza Distrettuale e coordinato dal Sost. Procuratore D.ssa Marisa Scavo), rappresentano il frutto di un costante ed attento lavoro svolto dalle istituzioni coinvolte, dal 2008 fino alla data odierna, culminato con l’attuazione del cosiddetto “Codice rosso”.

Lo scorso 6 settembre, l’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Questura di Catania, arrestava in flagranza di reato, V.V.nato a Catania di anni 54.L’uomo veniva indagato in stato di arresto per gli atti persecutori commessi nei confronti dell’ex convivente A. S. nata a Catania di anni 51, con l’aggravante di averli commessi in presenza del figlio minore di anni 13 e della figlia di anni 19, costringendoli a vivere in un clima di terrore, di vessazione e sottoponendoli ad una persecuzione costante.

Il personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili redigeva, quindi, accurato rapporto per l’A.G. competente, chiedendo la misura cautelare di cui sopra. Precedentemente, il V.V. si rendeva autore di una escalation di fatti, tali da far temere per l’incolumità della persona offesa e del nucleo familiare della stessa. Pertanto, in considerazione dei fatti sopra esposti, in data 06/09/2019, il  personale dell’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili, con l’ausilio del personale dell’U.P.G.S.P., arrestava l’autore delle violenze.

Infine, l’Ufficio Minori e Vittime Vulnerabili della Questura di Catania, nel corso del pomeriggio del 5 settembre, veniva impegnato nella trattazione di 3 richieste di aiuto e protezione da parte di donne vittime di violenza di genere agite da parte degli ex conviventi che le costringevano a vivere in un clima di terrore, di vessazione, sottoponendole ad una persecuzione costante, con l’aggravante di aver commesso i fatti in presenza dei figli minorenni.Inoltre, due delle tre richiedenti, dopo aver denunciato formalmente quanto fino ad allora subito, venivano poste in protezione presso idonee strutture all’uopo individuate.

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