Territorio in ginocchio. Le Madonie chiedono la legge sulla Zone Franche Montane

Non vogliono aspettare più, gli abitanti del territorio madonita, di essere vittime ingiustificate della politica regionale. Oggi a Castellana Sicula, si sono dati appuntamento i commercianti, cittadini e, qualche sindaco, assieme ad un comitato costituitosi recentemente a tal proposito, per manifestare pacificamente su un tema importante e vitale per le Madonie. La fiscalità di sviluppo per un territorio che giorno dopo giorno rimane indietro, con tanti fattori che si ripercuotono su tutta l’economia territoriale. Si chiede subito la legge obiettivo per istituire le Zone Franche Montane in Sicilia, una legge importante per l’attualità dei paesi e, sopratutto, improcrastinabile dopo le tante rassicurazioni fatte ed i discorsi rimasti nel dimenticatoio.

I paesi delle Madonie, vivono nell’angoscia di veder chiudere i negozi a breve tempo, perseguitati da tasse e da introiti che non compensano le spese sostenute, in aggiunta ai tanti giovani che non trovando lavoro sono costretti a partire, lasciando le famiglie. Lavoro ed economia non decollano e le tasse risultano troppo onerose. Una desertificazione che si allarga a macchia di leopardo.

Bisogna passare ai fatti – dice Salvatore Cassisi, presidente del Centro Commerciale di Polizzi Generosa – bisogna iniziare a dare importanza al rilancio delle zone interne. Il territorio può dare tanto perché ha tanto da offrire, non bisogna abbattersi alla prime difficoltà. Per questo la legge darebbe un’impronta ben delineata al problema attuale”. Anche il vice Presidente provinciale Confesercenti, Pino Cità, presente al sit in, afferma che i centri storici si stanno svuotando e il commercio risente di tutto ciò che si sta verificando da circa 15 anni, con attività in calo e percentuali che si abbassano vertiginosamente.

Giovani che si scoraggiano ad investire, nonostante bandi e banche pronte ad aiutare coloro che non vogliono lasciare la loro terra, così come per tanti commercianti che devono sobbarcarsi spese pari a quelle delle grandi città. I piccoli comuni soffrono e non possono inseguire mete che non arriveranno. Parlano i commercianti più anziani che vedono i figli abbandonare le attività di famiglia per cercare gloria altrove. Questo non è bello dice un gioielliere da quattro generazioni.  «Se il territorio non offre possibilità, anche i miei figli andranno via e non continueranno la tradizione di famiglia». L’approvazione della legge per le Zfm «porterebbe più lavoro per i giovani che, al momento, sono costretti invece ad andare a vivere altrove», ne è convinta anche Lidia D’Angelo, presidente dell’associazione Pro Piano Battaglia e Madonie

 Non si può più attendere, sono passati troppi giorni per il territorio che perde i pezzi, con poche attività che rimangono, nella maggior parte dei casi, soltanto quelle indispensabili come alimentari e farmacie. Tutto questo non può rimanere sulle spalle della popolazione che intende reagire ed insieme ai commercianti portare avanti una battaglia congiunta. Madonie, terra di cultura, arte, passione e bellezze naturalistiche e, questo deve alimentarsi con un turismo sostenibile, coinvolgendo giovani e meno giovani ma, soprattutto con una presa di posizione da parte regionale per far sì che le Madonie non diventino solo un paese per vecchi.

Antonio David

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