Ricordato sull’Etna il 60° anniversario del Congresso Eucaristico Nazionale e della consacrazione dell’Italia al cuore immacolato di Maria

Rinnovata con un bel pellegrinaggio l’annuale celebrazione della Festa della Madonna della Neve sull’Etna, nell’Altare votivo costruito nel 1945 dai Giovani di Azione Cattolica a quota 1920 in prossimità del Rifugio Sapienza, come segno della ritrovata pace mondiale. La celebrazione quest’anno ha ricordato il 60 ^ Anniversario della Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria.

Dall’Etna ricordando le parole del Santo Padre Giovanni XXIII nel Radiomessaggio del 13 Settembre 1959 a conclusione del XVI Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgeva Catania: “La città dell’Etna, assisa quale splendida regina di fronte al mare Ionio, e cinta dal maestoso scenario di naturali bellezze, che le fanno corona, ricca di monumenti millenari, ma più ricca ancora di gloriose memorie cristiane, è stata il centro di vibranti manifestazioni in onore del Santissimo Scramento dell’Altare”.

La statua originale della Madonna di Fatima dopo una peregrinatio in tutto il Mondo e nei 93 capoluoghi provinciali italiani nei giorni di Settembre del 1959 giunse a Catania. Furono posti due segni ai confini dell’Italia: sugli scogli di Capo Passero una statua della Vergine in atteggiamento benedicente ai mari e alle coste della Patria. Una vedetta che protegge i confini meridionali idealmente congiunta con l’altra statua sui confini settentrionali, a Trieste sul Monte Grisa dove negli anni seguenti è stato costruito un Santuario. L’Italia si consacrò a Maria mentre veniva adorato il Santissimo Sacramento. Con quell’evento si voleva restituire l’Italia alla Madre per un risveglio di fede, maggiore frequenza alla vita ecclesiale e nuovo impegno cristiano nel sociale. L’atto di Consacrazione fu suggellato dal Radiomessaggio del Santo Padre Giovanni XXIII.

Nei lavori preparatori della Festa sono state ricostruite le fasi iconografiche e con l’aiuto di Dom Ildebrando Scicolone è stato recuperato lo spartito dell’inno del Congresso Eucaristico che il Sig. Leotta aveva custodito. L’inno con musica dell’organista Can. Allegra e parole di Mons. Mariano Foti, come ricordava spesso il compianto Nino Blandini, storico della Chiesa locale catanese. La celebrazione liturgica della Festa il 5 Agosto ha avuto il suo apice con la Santa Messa officiata da Mons. Barbaro Scionti, Parroco della Cattedrale di Catania. Il celebrante nell’omelia ha ricordato il 350° anniversario dell’eruzione distruttiva nella vasta area attorno alla città e piu’ di recente le sofferenze degli abitanti dei paesi etnei colpiti dai terremoti della fine dello scorso anno.

Presenti all’incontro il sindaco di Nicolosi Angelo Pulvirenti, il vicesindaco, Maria Grazia Torre, Don Felice Bongiorno, salesiano, il Luogotenente emerito dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro, prof. Giovanni Russo insieme a un gruppo di Cavalieri e Dame , il presidente del Club Alpino di Catania a capo degli escursionisti per ricordare i soci defunti. Sono stati ricordati anche gli appassionati della Montagna, come il gesuita Padre Mario Greco. Partecipanti attenti i ragazzi dell’istituto Villa Angela del decano padre Ugo Areco e quelli del C.T.A. Cenacolo Cristo Re, Biancavilla, accompagnati da Filadelfo Grasso e Salvo Furnari. Il ricordo dello storico evento fortemente voluto dal Comitato ex dirigenti diocesani della GIAC di Catania.

Salvatore Di Mauro

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