Barriere Architettoniche, a Catania la campagna di sensibilizzazione FIABADAY 2019

Domenica 6 ottobre, durante la grande manifestazione Lungomare Fest del Volontariato organizzata dal Centro Servizi del Volontariato Etneo, l’Associazione Come Ginestre Onlus, Messaggera di FIABA a Catania, presente alla grande iniziativa sociale presso l’area fragilità sociali, ha promosso con un’incontro pubblico la XVII^ Giornata Nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche FIABADAY 2019, all’insegna del payoff di sensibilizzazione di quest’anno: “La città che vorrei”.

Perché “La città che vorrei”? 

Il 2019 è un anno importante, in quanto segna i trent’anni dalla promulgazione della legge 13/1989 (per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) e i dieci anni dalla ratifica in Italia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Quest’anno abbiamo voluto focalizzare la campagna di sensibilizzazione sulla città intesa come spazio fisico di progettazione e come luogo di relazioni, in quanto dal suo grado di accessibilità dipende la possibilità per tutti i cittadini di muoversi liberamente, accedendo ai servizi offerti e mantenendo una vita sociale attiva. L’accessibilità deve innalzare il livello di comfort dello spazio urbano, eliminando gli ostacoli che impediscono il raggiungimento di pari opportunità per tutti, ognuno nella sua diversità.

In Italia si stima che le persone con disabilità siano circa 4,3 milioni (pari al 7,2% della popolazione), e secondo alcuni studi raggiungeranno i 6,7 milioni nel 2040. Nel nostro Paese, inoltre, è in atto anche un forte cambiamento demografico. Secondo gli ultimi dati Istat, in particolare, al 1 gennaio 2019 si registra un aumento degli anziani da record, con gli over 65 che per la prima volta hanno raggiunto i 13,8 milioni. Gli ultracentenari, addirittura, ammontano a oltre 14.000. Questi numeri rivelano la necessità per le nostre città di essere al passo con i tempi, garantendo il rispetto della diversità umana: non si tratta di progettare esclusivamente per la disabilità, ma occorre pensare alla persona in quanto tale, ponendo attenzione ai bisogni di tutti.

Infatti, è un teme di cultura e di consapevolezza – afferma Salvatore Mirabella, Presidente dell’AdV Come Ginestre Onlus e Messaggero di FIABA –  e per far crescere la cultura e la consapevolezza occorre la comunicazione. Detto ciò bisogna fare le cose, farle bene e farle sapere. E’ importante comunicare e comunicare bene da parte di tutti, anche e soprattutto dalle istituzioni”.

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