Il Catania “casalingo” di Andrea Camplone batte di misura il modesto Picerno e si prepara alla trasferta con la Vibonese

Mazzarani festeggia dopo la rete con il Picerno

Abbiamo vintoooo! Con l’AZ Picerno, per uno a zero. Picerno è un comune lucano di 5.853 abitanti (secondo le informazioni reperibili in “rete”); dunque, poco più affollato di Linguaglossa e Mineo, meno di Nicolosi. Non so che cosa voglia dire quell’“AZ” che evoca svariate sigle: da prodotti per l’igiene orale (sciacquarsi la bocca prima di parlare) a una squadra di calcio olandese (quando mai!); dal codice dei voli di Alitalia (pensare di volare… già, forse, sognare) a un personaggio dei Pokemon…

Bene, alla squadra della cittadina recante la strana sigla – squadra “modesta”, con tutto il dovuto rispetto – il Catania di Camplone ha fatto fare un figurone davanti allo sparuto pubblico del circo Massim-in-o!

La rete di Mazzarani con il Picerno

È triste che una simile striminzita vittoria possa fare notizia, dopo le scoppole, rimediate ultimamente in partite affrontate in modo a dir poco sconcertante, con squadre che – visto quello che passa il governo – dovrebbero essere “alla portata”. Invece, purtroppo sono superiori. Potenza che è la squadra del capoluogo di provincia di Picerno, è in testa alla classifica, avendo anche battuto gli etnei per due a zero; Reggio Calabria, con i suoi “uno a zero” le fa quasi compagnia; Ternana (anch’essa vittoriosa su un Catania autolesionista) è lì; persino il Monopoli… Anche il Bari, dopo un faticoso inizio di stagione e l’altalenante Catanzaro di Auteri stanno davanti.

Il Catania sembra proprio avere un’identità, cioè quella di non averne alcuna. O, per lo meno, se si vuole guardare il bicchiere mezzo pieno, quella di riuscire a vincere in casa anche giocando male e perdere inesorabilmente fuori. Eppure, all’inizio, sembrava una situazione di tutt’altra natura.

Logo Catania Calcio

Si dirà che i rossazzurri hanno avuto un paio di opportunità ghiotte: la poderosa – bum bum – traversa di Rossetti, l’inesistente fuorigioco fischiato a Dall’Oglio lanciato a rete, alcuni calcioni alla carlona sotto porta… Ma non si può negare che l’avversario si sia reso pericoloso spedendo in rete due volte la palla (reti giustamente annullate per fuorigioco). A un certo punto non c’era pallone a centro campo che non fosse appannaggio dei bianco-rosso-blu, non c’era tentativo di “percussione” etnea che non vedesse il “nostro” di turno rinunciare, fermandosi, prima di tentare il salto nell’“uno contro uno”, e passare la palla indietro (sino al portiere Furlan che, peraltro, in alcuni casi è stato positivamente determinante). “Salto” dell’avversario che, invece, i ragazzotti ospiti riuscivano spesso a fare.

“Nulla è cambiato… Pretendiamo il risultato”, recitava uno striscione esposto in Curva Nord. Infatti, il mio silenzio – durato dalle infauste code dello scorso campionato sino ad adesso – ha significato mancanza di stimoli. Tante similitudini, infatti, sono riscontrabili nelle altalenanti prestazioni e nei deludentissimi risultati. E, quanto alle prestazioni – “mutatis mutandis” (ad esempio, l’allenatore, che adesso si chiama Camplone, rigorosamente con la elle) – si è alle solite.  Ci eravamo illusi – è vero! – assistendo a qualcosa di meno terrificante rispetto a certe esibizioni delle precedenti gestioni! Ma l’illusione di vivere una stagione zemaniana (tipo Pescara, però!) si è fermata alla primazia nella classifica delle segnature. Il gioco latita e, se la causa sta nelle assenze (per salute o ostracismi), la colpa non è del “popolo” né – si deve ritenere – degli atleti. Infatti, neanche la condizione atletica appare decente. E in ciò non voglio aggiungere la mia ad altre voci che si sollevano contro la lentezza dei tanti “senatori” (qualcuno li paragona ai bradipi) tesserati e regolarmente preferiti. Quanto agli “ostracizzati” (Biagianti, Bucolo e Marchese, siciliani d’origine o naturalizzati), in queste ore, circola la voce di una possibile “ricucitura”, intera o parziale. Lo ha auspicato Mazzarani nel dopo partita (lui, autore della rete decisiva), lo avevano chiesto i tifosi nel colloquio con Pulvirenti; io propugno per quella intera, non ne comprenderei (e non sarei l’unico) una diversa.

L’organico, al momento, appare incompleto, imperfetto, inadatto… Spero che se dico “sgangherato” nessuno s’offenda. In certi reparti (soprattutto in difesa) è visibilmente indebolito. E ti arrabbi ancora di più quando hai di fronte un Bergamelli (oggi, alla Ternana ma al Catania negli anni 2015-2017) o pensi ad Aya e invece, fra i tuoi, vedi arrancare un Esposito o faticare un Mbende. “San” Tommaso (Silvestri) sembra di più un san Giovanni, “vox clamantis in deserto”…

Catania-Az Picerno: 1-0

Tornando allo striscione (e a certi cori a cui non mi associo), sembra chiaro che – a questo punto – neanche il più incallito dei “tifosi” sia disposto ad assecondare chi se la prende sempre con gli altri, compresi gli arbitri (nell’occasione dell’autorete di Biondi a Terni, ad esempio, è stato vistoso e impunito l’errore (?) arbitrale che ha convalidato anziché fischiare il fallo avversario).

Pulvirenti ha cercato di rassicurare i sostenitori che l’hanno voluto incontrare a “Torre del Grifo” ma la svolta, invocata ogni settimana, non arriva. Adesso, tra l’altro, non dipende solo dagli etnei. Noi mettiamo a disposizione la proverbiale speranza.

Salvo Nicotra si è occupato di così tante cose da sentirsi – talora – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco ma lui era un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi in Storia del Teatro (più precisamente, sull’attualità dell’Opera dei Pupi; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza e collabora – nella “maggiore età” – con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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