“Venti diversi”, il rapporto tra arte e scienza al Monastero dei Benedettini

Intervento del Rettore Priolo

Un connubio quasi indissolubile quello tra Arte e Scienza, “creature” dell’estro e della fantasia dell’Uomo, che abbatte qualsiasi barriera tra disabili e “normodotati”.

E proprio su questo tema, sul rapporto tra l’arte e la scienza, stamattina, nell’aula magna “Santo Mazzarino” del Monastero dei Benedettini, si sono confrontati esperti internazionali nel corso del convegno dal titolo “Venti diversi – Arte e Scienza allo specchio” organizzato in occasione del ventennale del Centro per l’Integrazione attiva e partecipata (Cinap) dell’Università di Catania.

“Un convegno – ha aperto il rettore Francesco Prioloche da un lato ci invita a festeggiare i “venti diversi”, i 20 anni del Cinap che non è più un erogatore di servizi e supporto agli studenti disabili, ma un centro di servizi che ha raggiunto risultati importanti nella sensibilizzazione del territorio all’inclusione sociale e alla cultura della disabilità. Una missione importante che la nostra università ha portato avanti conseguendo risultati importanti”.

“Al tempo stesso nel corso del convegno si discuterà con illustri relatori, come il prof. Giacomo Rizzolatti, presidente della Società italiana di Neuroscienze, di “arte e scienza allo specchio” dove arte e scienza non sono distanti tra loro, ma molto vicine perché create dalla fantasia dell’uomo testimoniando ulteriormente l’interdisciplinarietà e l’importanza della mescolanza dei saperi» ha concluso il prof. Priolo.

Proprio sul “lavoro” svolto dal Cinap in questi ultimi 20 anni è intervenuto il prof. Massimo Oliveri, delegato del rettore alla presidenza del Centro per l’Integrazione attiva e partecipata – Servizi per la disabilità e i Dsa, che ha evidenziato «il progetto dinamico portato avanti in questi decenni che ha consentito di presentate un nuovo concetto di “disabilità” in ateneo e nel territorio catanese». “Il convegno, grazie ai relatori, dimostrerà che la disabilità è un valore aggiunto e che dobbiamo sempre guardare alla persona” ha aggiunto il prof. Oliveri che, nel corso del suo intervento, ha tracciato anche le linee che il Cinap seguirà nei prossimi anni finalizzate “all’abbattimento delle poche barriere architettoniche che rimangono in ateneo, ad una formazione migliore agli studenti con disabilità e a una didattica che consenta pari opportunità a tutti gli studenti”. Un ateneo, quello catanese, che conta oltre 700 studenti iscritti con disabili, di cui il 60% seguiti dal Cinap «con progetti personalizzati» ci tiene a precisare il delegato. “Si tratta di numeri in forte crescita a Catania, ma non solo, in particolar modo degli studenti Dsa – ha aggiunto il prof. Oliveri dopo i saluti del direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, la prof.ssa Marina Paino –. Dobbiamo ulteriormente potenziare l’inclusione”.

Numeri su cui la presidente della Conferenza nazionale universitaria dei Delegati per la Disabilità Marisa Pavone si è soffermata analizzando la situazione delle università italiane che «sono in continuo movimento, ma che necessitano di finanziamenti a supporto». “Basti pensare – ha aggiunto – che nel 1999, anno di entrata in vigore della legge sull’assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone disabili, gli studenti iscritti con disabilità nei nostri atenei erano 4709, nell’anno accademico 2017/18 sono diventati 16.846. Gli studenti con Dsa nel 2012/13 erano 1.457, nel 2017/18 ben 8.695. Questi dati significano che sono aumentati in modo esponenziale i Dsa e che gli studenti che hanno difficoltà di studio sono meno reticenti, si iscrivono all’università e sono convinti di accedere alla formazione superiore e di concluderla con il conseguimento della laurea triennale. Le università italiane offrono più servizi, in modo personalizzato, grazie ai centri servizio e anche ai docenti che stanno modificando mentalità e didattica sempre più accessibile con l’inserimento di strumenti tecnologici”.

La prof.ssa Pavone, inoltre, ha sottolineato anche “come la Cnudd stia favorendo il cambiamento e l’impegno di tutti i delegati dei vari atenei nello scambio di progetti e strumenti didattici per migliorare la qualità di studio di questi ragazzi del mondo universitario nonostante i ritardi legislativi rispetto alle scuole dell’obbligo” ed ha anche evidenziato che “la disabilità è anche occasione pe svolgere ricerca, per cercare nuove vie nel campo della ricerca scientifica e della didattica perché per andare incontro alle esigenze dei disabili si migliora l’offerta formativa della didattica stessa per tutti”.

A seguire è intervenuto Facundo Chàvez Penillas, consigliere per i Diritti umani e la Disabilità all’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite.

“Ad aggi l’Unione europea è l’unica istituzione al mondo ad avere una Convenzione dei diritti sulle persone con disabilità – ha detto in apertura Penillas. Si tratta di un passo importante, ma ancora tanto deve essere fatto come alle riforme legali e politiche, all’attuazione di un processo inclusivo migliore in società dei soggetti disabili, a una riformulazione della comprensione delle persone disabilità che deve essere basata sui diritti umani e non più sul precedente modello basato su modelli medici e di carità. Tutta la società si deve impegnare per favorire l’inclusione dei disabili nella vita quotidiana perché l’inclusione è l’unico mezzo per attuare ciò e per portare quei cambiamenti che vogliamo”. A conclusione del suo intervento il consigliere ha “premiato” l’Unione europea per il lavoro svolto finora, ma ha sottolineato che «negli atenei europei solo 1/10 degli studenti disabili riceve servizi dedicati”.

A seguire i lavori sono proseguiti con gli interventi del presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana Fulvio Giardina, del presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali della Regione Siciliana Giuseppe Graceffa, del presidente della Fondazione Mediterranea “G.B. Morgagni” Salvatore Castorina e del presidente del Rotary Club Catania Distretto 2110 Sebastiano Catalano. 

Nell’ambito del convegno articolato in tre sessioni – “Immagini in azioni” sulle tematiche “Psichiatria e cinema”, “Neuroscienze e tecnologie per la sordità” e “Ingegneria e musica per la cecità”; “Di diversità virtù” sui temi “Disturbi specifici dell’apprendimento e danza” e “Diversità e uguaglianza nella scienze e nella moda”; “Tra lo spazio e il luogo” sui temi “Sociologia del territorio e Fotografia” e “Design accessibile e Beni culturali” – si terranno due lectio magistralis: la prima del prof. Giacomo Rizzolatti, presidente della Società italiana di Neuroscienze, dal titolo “Basi neurali della creatività”; la seconda del prof. Ross Cooper della London South Bank University, dal titolo “The Social Construction of Neurodiversity”.

La conclusione dei lavori è stata affidata a Paola Salvi (Accademia delle Belle Arti di Brera) con la relazione dal titolo “Leonardo da Vinci: dialogo tra Arte e Scienza”. Nei due giorni di convegno anche i concerti del Maestro Luigi Mariani, creatore del progetto “Virtual Eyes”, e la possibilità di scoprire il Progetto Notturno che, prendendo il titolo dall’omonimo racconto di Isaac Asimov, fa sperimentare le insospettabili abilità del vivere in un mondo senza luce.

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