Cronaca

Criticità regionali in materia di concessioni demaniali, sviluppo del settore, recepimento della legge nazionale che estende le concessioni balneari fino al 2033 in tutta Italia, mancata applicazione dei Piani di utilizzo del demanio marittimo nei Comuni siciliani. Questi sono solo alcuni dei temi trattati nel corso dell’incontro organizzato dal Sib (Sindacato Italiano balneari di Confcommercio) a Catania ed inserito all’interno dell’evento Rhs (Restaurant Hotel Sicilia).

Una conferenza che ha visto l’intervento  del presidente regionale Sib-Confcommercio Sicilia Ignazio Ragusa, del presidente nazionale Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, del Sindaco di Catania Salvo Pogliese, dell’ assessore al Turismo della Regione Sicilia Manlio Messina, del presidente della CamCom del Sud Est Pietro Agen, del Senatore Maurizio Gasparri, del direttore dirigente generale del dipartimento dell’ ambiente Giuseppe Battaglia, dell’assessore allo Sport del comune di Catania Sergio Parisi, dell’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Arcidiacono, del funzionario della regione siciliana referente dei P.U.D.M. (piani di utilizzo Del Demanio marittimo) della provincia di Catania Santo Messina, del tecnico esperto nell’ambito demaniale Claudio Difede e del presidente di FIPE Federazione Italiana pubblici esercizi Dario Pistorio.

Ha moderato l’incontro il giornalista Alex Giuzio, caporedattore della autorevole rivista mondo balneare. Presenti nella sala gremita, tantissimi imprenditori balneari della provincia di Catania e le rappresentanze di altre province siciliane.

 “Abbiamo le competenze e la passione per poter programmare e dare i servizi importanti in questo settore– spiegherà nel corso del suo intervento il presidente regionale Sib-Confcommercio Sicilia Ignazio Ragusa- nella nostra regione occorre lavorare tutti insieme per risolvere i tanti problemi che attanagliano gli imprenditori balneari e per incentivare il settore turistico costiero. Il titolo di questa assemblea non è stato scelto a caso visto che “Orizzonte 2034” rappresenta un limite temporale che bisogna superare se vogliamo destagionalizzare rendendo la spiaggia attraente tutto l’anno e sfruttando, per i flussi turistici, il clima mite della nostra regione”. Un pensiero questo condiviso anche dal presidente nazionale Sib-Confcommercio Antonio Capacchione. “Sul demanio gravano normative di diverso rango che non semplificano certamente le cose- dice il presidente nazionale Sib- eppure gli stabilimenti balneari sono un modello unico al mondo che in Italia affonda le sue radici sin dal 1700. Diventa,quindi, fondamentale  salvare il settore, non solo con il rilascio delle concessioni fino al 2033, ma anche con una riforma organica che ci permetta di equilibrare i canoni demaniali ed eliminare altri assurdi balzelli come l’Iva al 22%: aliquota diversa dal resto degli operatori del turismo. A questo bisogna aggiungere una tassa sui rifiuti di dimensioni spropositate per le imprese balneari che operano solamente 3 mesi l’anno e calcolata su tutta la superficie dell’impianto”.

“A Catania il settore legato alle imprese balneari è assolutamente strategico perché rappresenta un volano virtuoso legato ad altri contesti imprenditoriali della città– dichiara il Sindaco Salvo Pogliese . Ecco perché occorre tutelarli in ogni sede ma per farlo è fondamentale che la politica faccia la sua parte”.

Nel corso della conferenza è stato dato l’annuncio che a breve sarà incardinata la legge di recepimento della normativa Nazionale 145 del 2018 che estende al 2033 la durata delle concessioni demaniali. L’assessore regionale al Turismo Manlio Messina ha, quindi, annunciato una serie di finanziamenti, per un totale di circa 250 milioni di euro, da destinare all’incentivazione degli operatori turistici e allo sviluppo di infrastrutture portuali e ferroviari. Contesti trattati, nel corso del suo intervento, anche dal dottore Pietro Agen della Camera di Commercio del Sud Est. Il senatore Maurizio Gasparri, invece, presa la parola ha sottolineato che il settore balneare deve essere escluso dalla direttiva Bolkestein.

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