Tra la bellezza in tv della Catania città e le delusioni, la rabbia, in poltrona o allo stadio, per il Catania Calcio di questa stagione, aspettando la prossima gara

Catania-Casertana senza pubblico

Catania è una città importante (per quelli come me è senza alternativa e a qualunque costo), il Catania è una squadra importante (anche in questo caso, la soggettività prevale). Perché? Perché sì…

Sabato, dalle ore 12,30 circa, mi sono quasi commosso per quanto è stato trasmesso su Rai1 in “Linea Verde Life”, dedicata interamente a Catania, iniziata con la sorpresa dei conduttori immersi nel teatro greco-romano, in mezzo all’abitato, anzi dentro, sotto l’abitato e con un fiume che l’attraversa, e conclusa sulla terrazza del castello Ursino, dopo un inno all’iris, meraviglioso dolce tipico, ingiustamente sottovalutato. Nel mezzo, tanti giovani, solo giovani, ingegnosi, creativi, stupefacenti… con l’Università nello sfondo. Chi volesse inorgoglirsi (anche per compensare quanto il calcio nega), può rivedere la trasmissione registrata (https://www.raiplay.it/video/2019/11/linea-verde-life—catania-2689bf2c-2b72-44b9-9a87-93a5fade87b3.html).

Il Teatro Greco Romano di Catania

In questa rubrica è assai prevalente ciò che è stato pubblicato “circa” il Catania, squadra di calcio militante indecorosamente in uno dei gironi della terza serie ma che neanche molto tempo addietro…

Già, “circa”… senza mai dimenticare la differenza che c’è tra il “tifoso” (preferisco “sostenitore”, anche economico, quale mi ritengo) e il professionista del settore, magari “asettico” (il tifo è, per altri versi, una malattia). Il “circa” consente di “girovagare intorno” con una certa libertà. Spesso ho usato il pretesto di certi maleodoranti arbitraggi per scantonare sulle tematiche della “giustizia” più in generale. Ricordo quanto si è chiacchierato attorno al termine “ofelimità” o “ofemilità”, persino sulla correttezza di una delle due formulazioni: la prima, reperibile nei dizionari, la seconda usata strumentalmente – in altra epoca – dalla FIGC per danneggiare il Catania contro una sentenza del TAR etneo.

Logo Catania Calcio

Più a che vedere con il territorio esterno (“circa”) a quello strettamente sportivo è questa decisione (genericamente indicata come dell’“Autorità” dal comunicato della Società) di fare disputare senza spettatori l’importante partita con la Casertana (domenica 24 novembre, ore 15). La motivazione è l’insufficiente quantità di steward (l’ennesima parola preferita a un termine italiano) reperiti dal Calcio Catania che indica, tra l’altro, in un sibillino «diniego “consigliato”» la difficoltà incontrata per soddisfare le richieste della medesima “Autorità”.

È impossibile commentare certi eventi, conditi – come sono – con una fantasiosa miscela di grottesco e drammatico, prodotta da diversi soggetti pubblici e privati. Non si può nascondere la sensazione che il Calcio Catania sia stato lasciato solo; per atteggiamento proprio o per volontà altrui non è dato sapere. Di sconfitta si tratta, in ogni caso, di tutti! Il sindaco, storico abbonato, ha invitato i vertici societari a un confronto nella sede municipale; la Società ha risposto tempestivamente dichiarandosi disponibile ma argomentando “circa” manchevolezze della stessa Amministrazione (peraltro, in dissesto, tanto per ricordarcelo; cfr.: «http://www.calciocatania.it/article.php?id=36577&l=»)

Il tempo (nel senso meteorologico) sembrava che volesse “metterci una pezza” con lampi, tuoni e pioggia a catinelle, tipo quella della partita Italia-Armenia di qualche giorno prima, alimentando la speranza di un rinvio per impraticabilità… Macché!

Il “Massimino” a porte chiuse

Adesso, la Società Catania, che nella circostanza sembra rimasta “col cerino in mano”, dovrà risarcire gli abbonati o cancellare, per compensazione, la “Giornata rossazzurra”?

I dieci lettori (quindici in meno del Manzoni, per non apparire esagerato o irriverente) si saranno accorti che di calcio giocato, da un po’ di tempo non scrivo tanto. O meglio, non pubblico. Perché di scrivere (appunti, bozze) scrivo; poi, c’è sempre qualcosa che mi toglie la voglia di spedire l’elaborato al direttore Giordano… Invidio profondissimamente Max Licari e ogni volta mi sembra di fare un torto proprio a quelli come lui che, pur nel mezzo delle più acri procelle, trovano parole, argomenti e vigore per dire cose che assai spesso condivido. Io – che alle partite assisto dal lato opposto al suo, da Est, e che, quando c’è, mi becco negli occhi il fastidioso sole pomeridiano, malgrado ogni espediente difensivo e che, quando piove, rischio l’influenza (colpevole la pervicacia di chi dovrebbe, ma non lo fa, realizzare un’idonea copertura di tutti i settori) – io ho un limite, spesso non ce la faccio (a ripetermi)…

Curiale

Se mi fossi trovato allo stadio e le cose fossero andate comunque come sono andate, cos’avrei dovuto aggiungere al ritornello di questo scorcio di campionato? Le statistiche pubblicate da qualche “sito” (e – per quello che può valere – la sintesi video) sembrano documentare una certa supremazia etnea ma essa, alla fine, risulta isterilita dall’ennesima (così è stato detto, per lo meno con sinonimi) minchiata difensiva e dalla persistente “poca cattiveria offensiva” (per usare le parole dette da Lucarelli nel dopopartita). Novità: ha segnato Curiale! Forse gli è giovata l’assenza dei contestatori, di quegli spettatori che appena lo vedono in campo cominciano a borbottare… Ma non possiamo sempre rimanere fuori; impàri a sopportare e a dare risposte. Impàri? Invero, sono, siamo, in tanti a dovere imparare…

La classifica, tuttavia, è sempre più deficitaria, anche se c’è una partita da recuperare; essa, però è da giocare fuoricasa… Per mantenere la fiammella della speranza è meglio non andare oltre. Anche la prossima è proprio fuoricasa, a Rieti. Ma che vuol dire? Ricominceremo come ad Avellino! Perbacco!

Salvo Nicotra

Salvo Nicotra si è occupato di tante cose, sentendosi – tuttavia – come uno che non ha concluso niente (lo diceva anche Luigi Tenco – “Ragazzo mio” – ma lui è stato un grande!)… Laurea in Lettere all’Università di Torino con tesi sull’attualità dell’Opera dei Pupi (Storia del Teatro; Antonio Attisani, relatore; Alfonso Cipolla, correlatore), regista teatrale, uomo di cultura e di sport, ha collaborato sin dalla (lontana) giovinezza con varie testate giornalistiche; nella “precedente vita” è stato anche lavoratore pubblico e dirigente sindacale.

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