Sanità, Master di I livello di Medicina Trasfusionale dell’UniCt, iscrizioni entro il 16 gennaio 2020

Due buone notizie dall’area di salute pubblica giungono dai lavori assembleari dei medici trasfusionisti di Sicilia, i 137 soci (a cui vanno aggiunti anche 39 affiliati tra tecnici di laboratorio, biologi e infermieri) della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI), riunitisi a Ragusa nella sede dell’Avis comunale il 25 novembre.

La prima buona notizia è l’istituzione, per l’anno accademico 2019-2020, di un Master di I livello di Medicina Trasfusionale, il primo in Sicilia, presso l’Università degli Studi di Catania, per un totale di 30 corsisti che saranno coordinati dal direttore dell’istituto di Ematologia prof. Francesco Di Raimondo (nella foto, durante la video presentazione del corso) durante un piano di studi che consentirà di acquisire titoli e competenze tecnico scientifiche multidisciplinari nello specifico percorso di pertinenza della medicina trasfusionale. Il Master è stato fortemente voluto dai trasfusionisti Santi Sciacca di Catania e Giovanni Garozzo di Ragusa, in sinergia con l’Università di Catania nella persona del Rettore protempore Francesco Basile, a testimonianza della collaborazione sempre più stretta tra specialisti ematologi e di medicina trasfusionale nell’obiettivo comune dell’ottimizzazione del farmaco sangue. Il bando di partecipazione è presente già sul sito dell’ateneo catanese e il termine ultimo di presentazione delle domande di iscrizioni è fissato per il 16 gennaio prossimo. Le lezioni teoriche, per un totale di  327 ore di didattica frontale, si svolgeranno presso il Policlinico di Catania e la parte pratica, previste 375 ore di stage, nei Servizi di medicina trasfusionale (SMT) della Sicilia orientale.

L’altra buona notizia, comunicata dal dirigente del centro Regionale Sangue della nostra Regione, dott.ssa Maria Luisa Ventura, è che l’andamento delle attività di donazione di sangue (emazie) e di plasma è, seppure lievemente, in aumento rispetto al 2018 – e nello specifico del plasma, è stato quasi raggiunto l’obiettivo previsto di raccolta di 65.550 kg  – e che i consumi delle unità di sangue donate sono leggermente diminuiti (sempre rispetto all’anno 2018) a sottolineare la “buona salute” del sistema, che vede da una parte l’opera fondamentale e insostituibile delle associazioni del volontariato del sangue, senza le quali, in Sicilia, cadrebbe praticamente a zero il numero delle donazioni di sangue, e dall’altra la migliorata appropriatezza della stessa terapia trasfusionale nei reparti di medicina e di chirurgia. Non per nulla, infatti, e siamo al titolo del convegno che ha preceduto i lavori dell’assemblea di Ragusa, si parla già da tempo di “Patient blood management: dalla teoria alla pratica”. Una strategia multidisciplinare e multimodale, questa, in sigla PBM, che è condivisa dalle istituzioni scientifiche e associative e dal Centro Nazionale Sangue, e mette al centro la salute e la sicurezza del paziente e migliora i risultati clinici basandosi sulla risorsa sangue dei pazienti stessi, portando in ultima analisi a un minor consumo di sangue. Ai lavori del convegno hanno relazionato numerosi dirigenti dell’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina e dell’IRRCS Policlinico San Donato di Milano.

Vincenzo Caruso

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