Al Centro Zo di Catania, per “Altrescene”, la surreale ed intrigante “82 pietre” di Simone Corso, produzione Nutrimenti Terrestri

Simone Corso

La compagnia Nutrimenti Terrestri ha proposto al Centro Zo di Catania lo scorso 15 Dicembre, per la rassegna Altrescene, lo spettacolo “82 pietre”, dell’autore, regista e attore nativo di Patti Simone Corso, con la regia di Simone Corso e Adriana Mangano. Sulla scena Antonio Alveario, Simone Corso ed Adriana Mangano, costumi di Cinzia Preitano. Assistente alla regia Stefania Catalfamo, disegno luci di Renzo Di Chio e allestimento scenico di Mariella Bellantone.

Locandina

L’intensa e misteriosa pièce, che ha vinto, ricordiamo, lo scorso giugno la 6^ edizione de “I Teatri del Sacro” ad Ascoli Piceno, è nella sua semplicità d’impostazione e nella sua breve durata (circa 50′) autentico esempio di teatro di impegno civile. Con l’accurata e misurata regia di Simone Corso e Adriana Mangano, la pièce prende spunto da un fatto realmente accaduto ad una ragazza, Karima, lapidata per adulterio ad Hama, in Siria e morta dentro un fosso in mezzo al deserto, uccisa da 82 pietre che le sono state tirate dai soldati dell’ISIS. La sua colpa? Quella di essere stata violata da un uomo prima del matrimonio e mentre Karima moriva, una videocamera filmava la sua morte e il video, caricato in rete, ha totalizzato 82 mila visualizzazioni in poche ore.

La scena di Mariella Bellantone raffigura l’interno di una piccola stazione dei Carabinieri del freddo e nevoso comune di Altarupe, con uno scrittoio in primo piano con lampada, sedia e bandiera tricolore e poi – in fondo – una stanza con tavolo e due sedie. Ebbene una notte, in quel freddo e piccolo comune tra i più alti della Sicilia, viene trovata una ragazza nuda con in mano un sacco pieno di 82 pietre che il giovane brigadiere Sciacca cataloga per colore, forma e dimensioni mentre la giovane donna intanto non parla.

Antonio Alveario, Simone Corso e Adriana Mangano (Foto Giuseppe Contarini)

La ragazza (che non parlerà per tutto lo spettacolo) viene coperta con un plaid dall’imbarazzato brigadiere che, intanto, avverte telefonicamente il suo superiore della strana e misteriosa presenza. Arrivato in caserma il maresciallo Fugazzotto procura alla ragazza un vestito della moglie, le fa avere panini e cornetti ma lei non tocca nulla e non parla. Dopo la prima notte ed il secongo giorno in stazione, il maresciallo non avendo scoperto nulla della ragazza, è intenzionato ad avvertire il magistrato e porta in caserma il giornale del giorno, letto poi dal giovane brigadiere. La ragazza poi, aiutata dal giovane carabiniere, dopo aver indossato un vestito e sfiorato il giovane militare, sparisce nel buio mentre il brigadiere avverte il superiore e legge la notizia d’una ragazza lapidata in Siria. Cosa è successo? Quella ragazza, quel corpo nudo, in realtà è quello del fantasma di Karima e intende far conoscere al mondo le atrocità che ancora oggi si consumano in un terzo millennio dove si giudica troppo facilmente e ci si lascia prendere dai luoghi comuni, specie sulle donne, soprattutto straniere.

Antonio Alveario e Adriana Mangano (Foto di Giuseppe Contarini)

Convincenti ed applauditi i tre protagonisti in scena: Adriana Mangano nel ruolo della silenziosa e misteriosa ragazza, Simone Corso nei panni del curioso e sensibile brigadiere Sciacca ed Antonio Alveario che disegna ottimamente il personaggio del maresciallo Fugazzotto, graduato alle prese con i suoi doveri, i suoi principi e i luoghi comuni, i pregiudizi della gente del piccolo paese.

Ph. Giuseppe Contarini

Pièce che tocca, pian piano i nostri cuori e che, grazie anche alle interpretazioni sentite dei tre protagonisti, induce alla riflessione su quelle verità che spesso oggi non si vogliono vedere o far emergere. Il testo di Simone Corso con la storia di Karima è una precisa accusa ad una realtà sociale stereotipata, superficiale e manipolata ormai dai social, dalle visualizzazioni, dove il male si trasforma in spettacolo e che non lascia più spazio all’umanità. Quella presenza muta, quel silenzio rumoroso della giovane nuda, frastorna e fa più male di tante voci urlanti ed induce tutti noi a ritrovare quella comprensione dell’altro, quell’umanità perduta tra un video, una tastiera ed uno smartphone.

Applausi finali per lo spettacolo e per gli interpreti, ma soprattutto per una storia, per un testo, che mira a porre in evidenza, senza clamori e retorica, aspetti quali dignità e integrità dell’essere umano e verità, cancellando omologazioni e pregiudizi.

Scheda spettacolo

“82 pietre” di Simone Corso

(spettacolo vincitore de I Teatri del Sacro 2019)

Regia di Simone Corso e Adriana Mangano

Con Antonio Alveario, Simone Corso e Adriana Mangano

Disegno luci: Renzo Di Chio

Allestimento: Mariella Bellantone

Assistente alla regia: Stefania Catalfamo

Costumi: Cinzia Preitano

Foto di scena: Giuseppe Contarini

Produzione: Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri

Rassegna Altrescene – Centro Zo di Catania -15 Settembre 2019

Di Maurizio Sesto Giordano 553 Articoli
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venti anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggi.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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