Al “Piccolo” di Catania, con la pièce di Saverio La Ruina, l’incontro e la convivenza, in una tenda di terremotati, tra “Mario e Saleh”, due diverse solitudini che si fanno compagnia

Saverio La Ruina e Chadli Aloui (Foto Tommaso Le Pera)

Il Piccolo Teatro della Città di Catania, nell’ambito della rassegna “Nuovoteatro” ha ospitato lo scorso 21 e 22 Dicembre l’atto unico di Saverio La Ruina, “Mario e Saleh”, prodotto da Scena Verticale, storica compagnia teatrale fondata da La Ruina nel 1992.

E’ una pièce delicata, dalle tante sfaccettature e che porta a ragionare sulla eterna contrapposizione tra il “noi” ed il “voi”, sui rapporti con chi è diverso da noi, come razza, religione, abitudini. Uno spettacolo che induce alla riflessione su come confrontarsi con chi viene da un altro paese, con chi ha un diverso colore e professa una religione diversa dalla nostra e che si trova, però, nella nostra terra, magari nelle nostre stesse condizioni.

La scena di Mela Dell’Erba vede una tenda allestita all’indomani di un sisma, sul luogo del terremoto, dove convivono, tra pochi oggetti (una radio, degli zaini, due sedie, un tavolino, una croce, il Corano), all’improvviso e non per propria scelta – per uno strano “rivolgimento”, per un “miscuglio” – i due protagonisti: Mario, un occidentale cristiano e Saleh, un arabo musulmano. Inizialmente i due si affrontano duramente e soprattutto Mario non vuole accettare le abitudini, la religione ed i silenzi di Saleh. Le liti, i pregiudizi di Mario riguardano il pregare inginocchiato sul proprio tappeto di Saleh, si arriva a disquisire sulla Bibbia e sul Corano, mentre Saleh non elabora l’accusa a tutti gli arabi per l’attacco alle Torri Gemelle. Le contrapposizioni, le diversità, i pregiudizi tra i due sembrano non finire mai fino a quando nascono segrete intese, il tendersi reciprocamente una mano, fino alla notte fuori dalla tenda, con il racconto che Mario fa della neve.

“Mario e Saleh” (Foto Tommaso Le Pera)

Il lavoro è caratterizzato dai continui ribaltamenti di situazioni esterne che mutano lo stato d’animo, la coesistenza di Mario e Saleh e quindi tutto capovolge le possibili conciliazioni e opposizioni. Col passare dei giorni si scopre che entrambi sono segnati da traumi che ne hanno condizionato l’esistenza ed a poco a poco imparano, nel piccolo spazio di una tenda, a comprendere le rispettive usanze, abitudini, fino a quando si fanno compagnia, si scambiamo i loro segreti e si ritrovano accomunati dalla stessa sorte e solitudine. Quella dei nostri oscuri e problematici giorni.

L’atto unico, di circa sessanta minuti, di Salverio La Ruina è puro teatro sociale che, in giorni difficili e di insofferenza verso l’altro, verso il diverso, come quelli attuali, risulta davvero di grande significato. Equilibrata e lineare la regia dello stesso autore che dosa l’elemento, il momento drammatico e sociale, con quello magari più leggero. Ben calati nei ruoli del problematico Mario e del diffidente Saleh appaiono Saverio La Ruina e Chadli Aloui che alla fine riscuotono gli apprezzamenti del pubblico in sala.

Scheda spettacolo

Mario e Saleh

di Saverio La Ruina

con Saverio La Ruina e Chadli Aloui

Collaborazione alla regia Cecilia Foti

Musiche originali Gianfranco De Franco

Scene e costumi Mela Dell’Erba

Disegno luci Michele Ambrose

Audio e luci Mario Giordano

Organizzazione generale Settimio Pisano

Produzione Scena Verticale con il sostegno di Mibac, Regione Calabria

Si ringrazia il TMO – Teatro Mediterraneo Occupato di Palermo

Rassegna Nuovoteatro – Piccolo Teatro della Città – Catania- 21 e 22 Dicembre 2019

di Maurizio Sesto Giordano 573 Articles
Giornalista con esperienza trentennale nella carta stampata, ha collaborato per oltre venticinque anni col “Giornale di Sicilia”. Cronista e critico teatrale, da anni collaboratore dell’associazione Dramma.it, cofondatore nel 2005 del quotidiano di informazione www.cronacaoggiquotidiano.it. Esperto in gestione contenuti, editing, video, comunicazione digitale e newmedia, editoria cartacea, consulenza artistica, teatrale e sportiva.

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