Cronaca

Chi minaccia un giornalista, minaccia tutti i cittadini e il loro diritto fondamentale di essere informati, per questo la libertà di stampa è importante come l’aria e dobbiamo tutti difenderla”. Questo il messaggio che Paolo Borrometi, ragusano classe 1983, vicedirettore dell’Agenzia Giornalistica Italia e ‘giornalista sotto scorta’, ha voluto indirizzare ai numerosi studenti presenti questa mattina nell’aula magna del Palazzo centrale, in occasione della presentazione del nuovo Modulo “Jean Monnet Eureact – European Renovate Actors in European Public Sphere”, corso didattico dell’Università di Catania nel campo degli studi sull’Unione europea, promosso all’interno delle attività di ERASMUS+.

Raccontando la figura di Antonio Megalizzi, il giornalista radiofonico tragicamente morto nell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre 2018, Paolo Borrometi (nella foto) ha parlato della sua lotta appassionata contro le fake news e del desiderio di mettere sempre il cittadino al centro dell’informazione: “Antonio – ha ricordato – narrava l’Europa ricorrendo, ad esempio, a metafore calcistiche per spiegare con chiarezza un avvenimento complesso come la Brexit, e al tempo stesso cercava sempre di far capire, con i suoi documentati servizi, che l’Unione rappresenta un’opportunità straordinaria per i popoli e i Paesi”.

Soffermandosi sul ruolo dei giornalisti nella costruzione di una nuova sfera pubblica europea, Borrometi ha sottolineato quanto ancora oggi sia difficile questa professione, anche nel Vecchio Continente: “Si pensi a Daphne Galizia Caruana, giornalista maltese barbaramente uccisa per le sue inchieste sul malaffare nell’Isola dei Cavalieri, e a tutti i cronisti che vengono retribuiti con pochi spiccioli ad articolo”.

“Ringraziamo Borrometi per aver portato la sua testimonianza nel nostro Ateneo – lo ha accolto il rettore Francesco Priolo -. Al giorno d’oggi siamo tutti sommersi dai flussi d’informazione, ciò che occorre è però la capacità di riuscire a individuare la veridicità delle notizie e l’autenticità delle fonti. E in questo senso il ruolo dei giornalisti è ancora essenziale, anche per aiutarci a comprendere gli scenari futuri e cosa resti del sogno europeo dopo il traumatico ‘scisma’ britannico”.

A seguire la professoressa Rossana Sampugnaro, docente di Comunicazione politica nel dipartimento di Scienze politiche e sociali ha presentato il nuovo modulo Eureact, un insegnamento extra-curriculare da 6 crediti formativi e aperto a tutti gli studenti dell’Ateneo sul tema “Politica e Comunicazione nella sfera pubblica europea” che analizzerà, con un approccio multidisciplinare, più punti di vista: istituzioni europee, partiti e società civile, cittadini. Il corso – che ha il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, dell’Assostampa Sicilia e della sezione siciliana dell’Ucsi – raccoglie il testimone dal precedente modulo Eumedea (MEDiterranean border crises and European External Action), coordinato dalla professoressa Stefania Panebianco che ne ha sinteticamente illustrato i contenuti e le metodologie, richiamando la lunga tradizione di corsi Jean Monnet del dipartimento di Palazzo Pedagaggi inaugurata quasi trent’anni fa dal prof. Fulvio Attinà.

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